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Nuovo Codice degli appalti, Confartigianato: “Chance per valorizzare le piccole imprese”

di Redazione
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Il primo via libera del Governo alla nuova versione del Codice degli appalti si annuncia come una svolta positiva per le piccole imprese nel mercato degli appalti pubblici. Perché tra i principi generali contenuti nel decreto legislativo destinato a regolare la nuova normativa, oltre alla semplificazione delle procedure e alla trasparenza, sembra esserci proprio l’intenzione di favorire le piccole realtà produttive.

“Restiamo in attesa di conoscere nel dettaglio tutte le disposizioni – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grossetoma di certo possiamo già affermare che la riforma degli appalti offre l’occasione per cambiare passo e valorizzare le piccole imprese nel mercato degli appalti pubblici. A condizione, s’intende, che la normativa di attuazione sia coerente con i principi del decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri”.

Una riforma che recepisce le sollecitazioni dell’associazione di categoria, all’insegna del principio “Think small first“, pensare innanzitutto al piccolo. Tra le novità anche lo stop alle gare d’appalto al massimo ribasso, l’introduzione di regole più rigide per partecipare e un ruolo centrale attribuito all’Autorità nazionale anticorruzione. Ora l’attesa è per la versione finale del Codice degli appalti, che passerà da 660 a 217 articoli. “In particolare – osserva Ciani – nell’attuazione della delega è previsto che la stazione appaltante sia sempre obbligata al pagamento diretto dei subappaltatori in caso di piccole imprese e microimprese. E poi la suddivisione in lotti per garantire alle micro e piccole imprese la concreta possibilità di partecipare agli appalti, misure premiali per i concessionari che coinvolgano le piccole e medie imprese negli appalti, l’esclusione del ricorso al solo criterio del massimo ribasso per le gare ad alta intensità di manodopera e la riduzione degli oneri documentali a carico delle imprese, in un’ottica di semplificazione“. Si poteva comunque fare di più: “Il principio di privilegiare le imprese a chilometro zero – spiegano ancora da Confartigianato – è stato relegato tra i criteri premiali. Ma è comunque un buon punto di partenza per la svolta tanto attesa dalle piccole imprese”.

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