“Più che un’Opa di Sel sulla Paffetti, ci pare che siano Fratelli d’Italia e la Fiamma Tricolore a dettare la linea a Casamenti”.
A dichiararlo è Alessandro Brunini, coordinatore di Sel della Costa d’Argento.
“Una destra che ha governato fino a 5 anni fa il Comune di Orbetello e che ha tentato di svendere il territorio con un’autostrada che, ricordiamo, qualcuno l’avrebbe fatta passare anche dentro Orbetello, pur di farla, che ha cementificato tutta Neghelli fino alla stazione, che ha cercato di cementificare Talamone – spiega Brunini -. La solita destra che avrebbe voluto regalare il Baccarini ad un’università privata, o ancora con i progetti speculativi sulla Sitoco, con l’abbandono delle frazioni e di Albinia in particolare, ed infine con una gestione della laguna che in quasi vent’anni è stata trasformata in una tramoggia che ha divorato decine di milioni di euro di soldi pubblici, senza risolvere nessun problema”.
“Una destra da sempre favorevole alla privatizzazione della sanità e che adesso dice di difendere il nostro ospedale. Peccato però che sulla battaglia alla riforma sanitaria toscana quella stessa destra non è pervenuta. A differenza nostra. Noi non facciamo certo mistero di essere fortemente contrari alla riforma del Sistema sanitario regionale, così confusamente varato dagli assessori Marroni-Saccardi, per altro amputato di metà degli articoli per i quali saranno necessarie integrazioni legislative successive. Anzi – continua Brunini -. Ci piace ricordare che il merito di aver raccolto 55000 firme, per richiedere il referendum abrogativo per tale legge, è prevalentemente nostro e che altre figure, tra cui la destra, sono state assenti, lanciando solo qualche proclama vago sulla mancanza di servizi senza attivarsi in qualche maniera concreta. Se poi la giunta regionale decide di andare avanti nonostante tutto e contro tutti è, a nostro parere, da irresponsabili non impegnarsi affinchè le ricadute sul territorio che viviamo siano le meno negative possibili”.
“Nella fattispecie, in queste settimane i sindaci sono chiamati a discutere del futuro delle zone distretto e dovranno dare indicazioni alla Giunta regionale in merito. Ricordiamo che quelle esistenti sono abolite e che pertanto la zona distretto Colline dell’Albegna non esiste più. Il futuro prevede l’accorpamento di varie zone in una sola. Di questo bisogna parlare per dare mandato ai sindaci il volere dei cittadini – conclude Brunini -. Se a qualcuno questa partita non piace e se ne vuol andare portando via il pallone, come pare stia succedendo in queste ore, oltre che da irresponsabile è anche un atto di ingenuità politica enorme di cui risponderà ai cittadini”.

