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La Galleria CEDAV chiude con la mostra fotografica “Urban dancers” di Massimo Carolla

di Redazione
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Sabato 23 gennaio si inaugura l’ultima mostra ordinata negli spazi espositivi del Cedav di via Mazzini 97. Il Cedav della Fondazione Grosseto Cultura si sposterà nell’edificio delle Clarisse dove sta lavorando ad allestire spazi più ampi e prestigiosi.

Con la mostra “Urban dancers” si chiude un ciclo importante. Inaugurata nel maggio 2007 con una mostra dedicata a Tono Zancanaro, la Galleria Cedav ha ospitato 60 mostre in 8 anni, tutte documentate nel sito www.cedavgrosseto.it. Tra queste, mostre importanti come quella dedicata al celebre fotografo Mario Giacomelli, ma anche quelle storiche che hanno interessato i cartoni di Pietro Aldi e i Libretti di Arrigo Bugiani. Da ricordare, inoltre, l’esperimento dell’Urban Center, le collettive prestigiose (ad esempio quella dedicata a Giorgio Morandi con opere di Savinio e Vangi), le relazioni con realtà internazionali (mostra dei fotografi di Kashiwara, Giappone), le rassegne di videoarte (ViDea) e le installazioni site specific (Maurizio Cont, Elisa Biagini, Silvana Pincolini). Infine, le mostre del ciclo CPT (Creativi in Permanenza Temporanea) e Spazio Aperto, che hanno dato la possibilità agli artisti locali di rendersi visibili e confrontarsi con il pubblico dell’arte contemporanea.

Urban dancers

urban dancers 2Urban Dancers è un progetto fotografico che mette in relazione danza e architettura. Il fotografo grossetano Massimo Carolla ne studia le implicazioni artistiche ed emozionali, consapevole che le due discipline rappresentano testi spaziali che strutturano il modo di vedere e percepire il mondo. Come la fotografia. Così, il danzatore, l’architetto e il fotografo organizzano lo spazio attraverso precise logiche della visione. In questo caso, il fotografo costruisce lo spazio dell’immagine e il danzatore costruisce lo spazio del suo corpo in movimento. Spazio che cambia, a seconda del tipo di coreografia: accademica, moderna o contemporanea. Se il corpo media tra la natura/mondo e “l’arroganza” dell’architettura, l’eleganza della danza può armonizzare i due termini e avvicinarli, esaltandone la fusione. Due elementi puramente statici si integrano perfettamente nella dinamicità del gesto artistico e del corpo danzante che struttura i suoi movimenti in modo “architettonico”.

La fotografia di Carolla, a Grosseto, coglie i momenti più alti di questa sintesi, comprendendo come la danza classica possa completare spazi storici tradizionalmente modulati, come quelli dell’antico Cassero senese, o come la danza moderna esalti architetture sobrie e razionali come quelle di Piazza della Vasca. La coreografia contemporanea, infine, amplifica le sue suggestioni esaltandosi in spazi urbani discontinui e visionari, come quelli di una periferia urbana o dell’avanguardista Palazzo Cosimini. Tutto il resto della città tace, immobile. La danza ha un solo spettatore, il fotografo, ed esiste solo perché emanazione di spazi urbani specifici: è una bellissima e compiuta coreografia “site specific”.

La mostra verrà inaugurata sabato 23 alle 17.30 e sarà attiva fino a domenica 31 gennaio, tutti i giorni con orario dalle 17.30 alle 20. L’ingresso è gratuito.

Info

Fondazione Grosseto Cultura: 0564.453128. Cedav: 0564.488547 info@fondazionegrossetocultura.it

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