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Supercomune della Costa D’Argento, si riaccende il dibattito

di Paola Tana
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Con i drastici tagli ai Comuni della Provincia di Grosseto che, secondo la Regione Toscana, potrebbero passare da 28 ad 8 se non addirittura a 4, il progetto del “Supercomune della Costa D’Argento” diventa di nuovo di stretta attualità.

Se ne parla moltissimo ad Orbetello, ormai in piena campagna elettorale, dove Marco Martens invita tutti su Faceook a darsi da fare per realizzarlo. Cosa che vuol dire, in primis, superare l’atavico campanilismo tra Orbetello e Monte Argentario.

“La lotta infinita tra ‘nasi pelosi’ e ‘anguillari’“, come la chiama lui. E per il nome, propone “Costa d’Argento” che “ha molto più appeal di ‘Colline d’Albegna’. Ovviamente – mette in chiaro – il ‘capoluogo’ dovrebbe essere Orbetello, per motivi storici, di centralità geografica e perchè abbiamo stazione ferroviaria e ospedale. Per quanto riguarda il Palio Marinaro, ammetto che quello di Porto Santo Stefano ha maggiore visibilità e portata di quello lagunare. Parliamone e trasformiamolo in un atto volontario (con tutti i vantaggi di legge) prima che ci venga imposto dall’alto”.

Una veduta panoramica dell'Argentario

Una veduta panoramica dell’Argentario

Il dado è tratto e le risposte arrivano.

Subito, quella di Martens viene giudicata “un’ottima idea”. E per quanto riguarda i Pali remieri, ne vengono ipotizzati uno in laguna e altri due a Porto Santo Stefano ed Isola del Giglio. Si potrebbe anche auspicare un potenziamento ed ampliamento dell’ospedale, reinserendo, quantomeno, il reparto di natalità.

I più scettici, invece, non credono ai risparmi e pongono la questione sul fatto che la “Costa D’Argento è territorio troppo vasto e particolato per pensare di unificare il tutto. Rischieremmo poi di trovarci dentro un calderone dove il tutti contro tutti la farebbe da padrone”. e le altre megafusioni fatte con la scusa del risparmio (come l’attuale trasformazione delle tre Asl Siena Arezzo Grosseto in una) “stanno portando ad una riorganizzazione che danneggia sempre e comunque le realtà che politicamente ed economicamente contano meno”.

E poi ill dibattito tra cittadini, comunque, non conta molto perché, viene fatto notare, la legge prima o poi l’accorpamento lo imporrà. Ed allora, è l’ammonimento, prima che all’entità in sé, occorre pensare ad un buon governo che sappia unire ed al tempo stesso mantenere l’identità di ciascun componente.

Perché, in ultima analisi, “alla stazione ferroviaria c’è scritto ‘Orbetello-Monte Argentario’. Siamo una cosa sola da sempre – scrivono i lagunari – il confine amministrativo è solo uno schema mentale. La diga è un cordone ombelicale che ci unisce in modo indissolubile. Essere uniti come Comuni avrebbe mille vantaggi gestionali e soprattutto a livello politico. Nel confronto con la Regione sulle scelte di indirizzo, si avrebbe un peso ben diverso”.

E nel referendum pubblicato qualche mese fa sul gruppo”Supercomune Costa D’Argento” i votanti favorevoli furono 118, i contrari 20 e solo in 8 risposero non so. Un risultato quasi “bulgaro”.

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