Un polo culturale all’interno del bastione Santa Barbara di Porto Ercole. L’idea è sempre piaciuta all’amministrazione Cerulli che da parecchi mesi ha avviato gli atti necessari per concretizzarla. Un iter burocratico lungo, dato che il monumento è di proprietà del Demanio dello Stato e per potervi intervenire il Comune ha dovuto richiederne la concessione temporanea. Concessione ottenuta la scorso 5 agosto assieme al parere favorevole della Soprintendenza di Siena e Grosseto e di tutti gli Enti coinvolti nell’ambito della conferenza dei servizi. D’altronde, mettere mano sul bastione e renderlo fruibile in perfetta sicurezza non è facile. Costruito nel 1487 sulla base del progetto dell’architetto Francesco di Giorgio Martini, è stato infatti danneggiato da una scossa di terremoto nel 1719. E da allora la porta è rimasta chiusa per motivi di sicurezza. Non si sa cosa ci sia dentro, reperti da salvare e tutelare o macerie da portar via con cautela.
Sarà, insomma, una sorpresa. E, per lavorare al meglio, il Comune di Monte Argentario, supportato da esperti,ha deciso di eseguire un saggio sul prospetto ovest del bastione. Per questo, è stata incaricata della redazione della perizia di variante e suppletiva l’architetto Lucia Bracci. La perizia farà lievitare il costo dell’intervento che passerà dai preventivati 10.000 euro a 18.515,04 euro.
Accertato che è possibile l’ingresso, verrà eseguito un inventario del contenuto per poi ridisegnare, come ha spiegato l’assessore Michele Lubrano che sta seguendo la vicenda fin dall’inizio, tutto l’interno che si vorrebbe dividere in due parti distinte, una dei quali sarebbe destinata a mostre ed ad altri eventi culturali. L’altra diventerebbe un vero e proprio museo dedicato agli antichi mestieri di Porto Ercole con esposti oggetti che si usavano un tempo, tra i quali sono già disponibili una vecchia paranza ed alcuni macchinari con i quali venivano confezionati i prodotti della Cirio prima della dismissione dello stabilimento nel 1984.


