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Magliano, Condipodaro: “Il sindaco viola le leggi e tutti i regolamenti comunali”

di Redazione
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Tre mesi per rispondere a due interrogazioni. Il sindaco di Magliano in Toscana, Diego Cinelli, viola costantemente i diritti delle minoranze del Consiglio comunale, governando come un despota“.

A dichiararlo, è Salvatore Condipodaro Marchetta, capogruppo del gruppo di minoranza Amministra con noi nel Consiglio comunale di Magliano.

Il nostro gruppo di minoranza, infatti, ha presentato ben due interrogazioni, una il primo luglio e l’altra il 27 luglio scorso: evidentemente, però, il sindaco Cinelli governa fedele al principio ‘Lo Stato sono io’ perché ad oggi, 23 ottobre dopo ben oltre tre mesi, non ha ritenuto necessario rispondere alle istanze dell’opposizione, violando una specifica norma, il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, legge 267/2000, e i regolamenti che disciplinano il funzionamento del Consiglio comunale – continua Condipodaro. Le interrogazioni sono uno dei pochi strumenti che le opposizioni hanno a disposizione per controllare l’operato dell’amministrazione in nome dei cittadini e a loro tutela“.

Il primo atto presentato da Amministra con noi chiedeva informazioni sulla veridicità o meno di un esposto recapitato ad alcuni componenti della Giunta comunale: se fosse vero pregiudicherebbe il lavoro di tutta l’amministrazione comunale e dovrebbe essere interesse della Giunta esercitare nella più totale trasparenza. Siamo ancora in attesa di risposte: sono passati più di cento giorni e il sindaco Cinelli si rifiuta a dare le spiegazioni richieste. Per quale motivo – si chiede Condipodaro? La seconda interrogazione di Amministra con noi, invece, si riferiva a un atto che giudichiamo poco trasparente: abbiamo chiesto di avere informazioni su un patrocinio concesso a un’azienda di Latina alla quale, stando alla documentazione presentata, è stato versato il contributo su un conto corrente bancario di un’associazione terza con la quale, apparentemente, non avrebbe nulla a che vedere. Se tutto questo è lecito, come speriamo, perché il primo cittadino non risponde chiaramente? Vuole dimostrare la sua prepotenza o gli mancano gli argomenti per togliere alla cittadinanza i dubbi che in molti hanno sulla trasparenza del suo operato?“.

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