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Goletta Verde sbarca al Giglio

di Paola Tana
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Il viaggio lungo le coste italiane che Goletta Verde e il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano stanno realizzando per conto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio sta facendo tappa questa settimana, da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre, all’Isola del Giglio e all’Elba. E per il Giglio si tratta di una presenza prestigiosa, dato che lo scopo di questa campagna informativa è quello di divulgare un modello virtuoso capace di salvaguardare la biodiversità, proteggere i mari, i loro delicati ecosistemi e le coste italiane.E le aree marine protette italiane vengono appunto toccate dalla storica imbarcazione di Legambiente che da trent’anni naviga ogni estate per difendere i mari e le coste del nostro Paese.

Goletta VerdeOggi Goletta verde ha fatto tappa all’Isola del Giglio, dove ha presentato le proposte e le soluzioni della Marine Strategy. Presenti per l’occasione, oltre ad Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente e Sergio Ortelli sindaco del Comune di Isola del Giglio, anche Giampiero Sammuri presidente Parco nazionale Arcipelago Toscano, Sebastiano Venneri responsabile settore Mare Legambiente, Marco Katzemberger presidente associazione Club qualità Parco Adamello Brenta e Rosa Tantulli, dirigente scolastica scuola media Giglio.

La Marine Strategy è la direttiva 2008/56 sull’ambiente marino che prevede il raggiungimento del buono stato ecologico, per le acque marine di ogni Stato membro, entro il 2020, sulla base di tutti gli aspetti legati all’impatto delle attività umane sull’ambiente marino come la pesca insostenibile, l’introduzione di sostanze inquinanti, rifiuti e specie aliene. “Le specie aliene e i rifiuti marini rappresentano una minaccia per la biodiversità e un pericolo per la tutela del mare da qui agli anni futuri. L’attuazione della Marine Strategy e il raggiungimento degli obiettivi al 2020 rappresentano quindi una grande opportunità per i nostri mari – ha spiegato Sebastiano Venneri, responsabile Mare di Legambiente -, per questo è necessario lavorare per assicurare la chiusura delle attività di studio entro l’anno, così come previsto dalla direttiva europea”. Sergio Ortelli, sindaco del Giglio, ha approfittato dell’occasione per ribadire i problemi con i quali gli isolani convivono quotidianamente. “La nostra scuola – ha posto in evidenza – ha un gap che lo Stato non ci riconosce.Parlando della Concordia, invece, posso dire che tutto quello che è stato costruito sul fondale verrà portato via. E al termine dei lavori, nel 2016, potremo mettere finalmente la parola fine a questa storia”.

Per quanto riguarda il Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano, esso ha aderito con entusiasmo alla possibilità di fare il capofila di una campagna di informazione, che vede come strumento la Goletta Verde. “Attraverso questa campagna vogliamo dare un contribuito al raggiungimento degli obiettivi utilizzando le idee, le azioni e il know-how di tante forze in campo”, ha spiegato il presidente Giampiero Sammuri. “Attraverso l’azione delle aree marine protette, i territori possono giocare un ruolo fondamentale nella custodia e nella cura della biodiversità marina e costiera, ma possono anche essere da stimolo per la crescita e lo sviluppo di un’economia locale responsabile e sostenibile”. Analizzando lo stato attuale del Mediterraneo, Legambiente si è soffermata sulla forte introduzione di specie ittiche aliene che rappresenta la seconda causa di minaccia della biodiversità.Tra queste specie, ne troviamo 60 di alghe introdotte accidentalmente a causa dell’acquacoltura al largo della costa di Venezia e della Francia sudoccidentale, oltre a circa 400 specie di pesci vertebrati alieni che sono approdati nei nostri mari passando proprio dal Canale di Suez, quali il barracuda del Mar Rosso. Il rischio è quello di modificare il delicato equilibrio biologico, frutto di migliaia di anni di evoluzione, e di introdurre specie che entrino in competizione per cibo e habitat con le specie autoctone, che introducano agenti patogeni e che creino delle specie ibride, provocando così mutamenti radicali all’ambiente.

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