Il Governo valuti un trasferimento straordinario vincolato per impedire la vendita della scuola di Magliano in Toscana dove furono assassinati i martiri di Istia, uno dei luoghi simbolo dell’antifascismo toscano.
A chiederlo, con un’interrogazione depositata oggi in Senato, è la senatrice di Sel Alessia Petraglia, a cui si sono rivolti i rappresentanti locali di Sel, Marco Sabatini, segretario provinciale, ed Eva Bonini, che attualmente riveste il ruolo di capogruppo della forza di opposizione Viva Magliano Viva e che ha già annunciato la presentazione di una mozione per il ritiro di questo atto in consiglio comunale.
“La vendita della scuola rappresenterebbe un tradimento della memoria degli undici ragazzi morti e della storia di una comunità – osserva la senatrice -. Parliamo di un luogo che è un simbolo dell’ideale e dei valori democratici ed antifascisti su cui si basa la nostra Repubblica, per i quali quei giovani hanno perso la vita dopo un processo sommario. Chiediamo al Governo, e in particolare ai Ministri della cultura e delle finanze, di intervenire per impedire la vendita e di adoperarsi per un recupero che porti alla creazione di un luogo della memoria per tutta la provincia di Grosseto“.
“La mobilitazione di questi giorni – aggiunge il coordinatore di Sel Grosseto, Marco Sabatini – è il segno dell’importanza che questo luogo riveste per la nostra comunità, ma non per il sindaco Cinelli, che si affretta a precisare che quella non è la scuola dell’eccidio. Per tutti i maremmani antifascisti quella scuola rappresenta la scuola dell’eccidio, è un simbolo e come tale va tutelato, difeso, rispettato per conservare la memoria. Nessuno si pone il problema se Gesù sia effettivamente nato dove sorge la Basilica della Natività di Betlemme e sono convinto che se anche gli storici riuscissero a dimostrare che la nascita è avvenuta qualche metro più in là, a nessuno verrebbe in mente di chiudere la chiesa o di smettere di ritenerla un simbolo per milioni di fedeli. A nessuno, a parte, ovviamente, a Cinelli e alla sua ferrea logica, che altro non è che una foglia di fico per nascondere la mancanza di rispetto per nostra storia e la nostra identità“.

