“Le notizie pubblicate in questi giorni in materia di rifiuti, sia sul costo a carico dei grossetani, il più alto in Toscana e tra i maggiori in Italia, che sull’accordo con la Regione Calabria per l’importazione in provincia di Grosseto di 332 tonnellate al giorno di rifiuti, confermano gli errori che sono stati compiuti dagli amministratori sia calabresi che locali nella programmazione e nel dimensionamento degli impianti realizzati”.
A dichiararlo è Roberto Barocci del Forum ambientalista di Grosseto.
“E’ ovvio che i costi di trasporto e di conferimento dei rifiuti provenienti dalla Calabria si scaricheranno sui contribuenti calabresi. Rimanendo il fatto che per legge questo trasferimento può essere solo temporaneo per limitare i danni del trasporto, in quanto si deve provvedere allo smaltimento all’interno delle singole regioni, permane il sovradimensionamento dei nostri impianti – continua Barocci -. Quello delle Strillaie, entrato a regime nel recente 2011, è eccessivo rispetto ai nostri fabbisogni, al punto di poter assorbire 182 tonnellate/giorno di rifiuti dalla Calabria. Questo significa che ai grossetani sono scaricate le quote di ammortamento impianti che potevano essere evitate”.
“Ma, come abbiamo più volte sostenuto, oltre all’aver voluto costruire un impianto sovradimensionato, abbiamo anche una convenzione con il gestore privato delle Strillaie che dal 2011 ci obbliga a conferire 91 mila tonnellate all’anno di indifferenziato per 28 anni, bloccando la via virtuosa del recupero di materie dai rifiuti, che è l’unica strada che può consentire di abbassare le tariffe, non immettere nell’atmosfera sostanze climalteranti e dannose alla salute e dare molto più lavoro stabile in provincia – continua Barocci –. I dati certificati dall’Agenzia regionale sui rifiuti prodotti confermano questi errori. Siamo tra i primi per il costo più alto ai cittadini e tra gli ultimi nella percentuale di raccolta differenziata. Bonifazi, presidente dell’Ato, dovrebbe finalmente uscire dal silenzio assordante e aprire sul tema un dibattito decoroso”.
“Ma c’è un’altra preoccupazione: poiché a Cannicci non può essere più conferito il rifiuto tal quale, ma solo i residui di lavorazioni, è necessario sapere la provenienza e la qualità dei rifiuti trattati provenienti dalla Calabria; chi farà i controlli e chi darà pubblicità alla qualità di questi flussi, che rimarranno sul nostro territorio – conclude Barocci –. I sindaci interessati dovrebbero dare spiegazioni”.

