Table of Contents
E’ stato individuato e fermato dalla Squadra Mobile di Grosseto il responsabile dell’accoltellamento ai danni di un uomo cubano, che è accaduto lunedì scorso nei pressi della chiesa del Sacro Cuore, nel capoluogo maremmano.
Si tratta di un marocchino di 26 anni con alcuni precedenti reati alle spalle.
La Polizia ha ricostruito anche quanto accaduto in quel caldo pomeriggio di tre giorni fa.
L’aggressione
Intorno alle 17.30, il cubano aveva appena fatto la spesa e stava passando con le borse nei pressi della chiesa in sella alla sua bici, quando ha incrociato il marocchino, anche lui in bici insieme alla sua compagna grossetana di 25 anni.
Improvvisamente, il cubano, convinto che i due lo guardassero in modo strano ed ossessivo, ha chiesto al 26enne il perché di tale atteggiamento.
Quindi, il marocchino è sceso di bici e si è avvicinato all’uomo, che, per tutta risposta, gli ha sferrato una serie di pugni.
A quel punto, il nordafricano ha scagliato la sua bici addosso al cubano, poi lo ha accoltellato al fianco sinistro ed è fuggito.
La vittima si è rifugiata sotto il cortile di un appartamento in via della Pace per chiedere aiuto ed è stata trasportata all’ospedale Misericordia, dove è stata operata per le ferite riportate e dove ancora adesso si trova ricoverata.
Le indagini
Subito dopo la rissa, sono partite le indagini della Squadra Mobile di Grosseto per dare la caccia al marocchino.
La Polizia ha raccolto la testimonianza di una persona che si trovava a poca distanza dal luogo dell’aggressione e che ha descritto a grandi linee le fattezze del marocchino.
Quindi, gli uomini della Mobile hanno raccolto altre informazioni che hanno consentito di identificare la donna che era insieme al 26enne. I suoi dati sono stati incrociati con altri presenti nel database della Questura e, grazie a questa operazione, i poliziotti hanno scoperto che la giovane era stata fermata pochi giorni prima con un marocchino, le cui caratteristiche corrispondevano alla descrizione fatta dal testimone dell’accoltellamento.
Intorno alle 22 di lunedì scorso, la Mobile è riuscita a rintracciare l’aggressore e la sua compagna, che si trovavano nei pressi della casa della giovane, a Barbanella.
Gli schiaccianti indizi raccolti dalla Polizia hanno messo con le spalle al muro la coppia, tanto che la donna ha confessato di essersi trovata nel luogo della rissa fra il cubano e il compagno ed ha aiutato le forze dell’ordine a ritrovare il coltello utilizzato per l’aggressione, gettato in una siepe a Barbanella.
Sia il testimone dell’accoltellamento, sia la vittima, inoltre, hanno confermato agli agenti che il marocchino era proprio l’autore dell’aggressione.
A quel punto, l’uomo è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto per il reato di tentato omicidio ed è stato rinchiuso nel carcere di Grosseto in attesa della convalida dell’arresto.
Il nordafricano era sbarcato a Lampedusa nel 2013, dichiarando al centro di accoglienza siciliano di essere tunisino e di essere nato nel 1991. Quindi si era spostato in provincia di Livorno per poi arrivare negli ultimi mesi nel capoluogo maremmano.

