A seguito dell’incontro di ieri con la stampa del presidente del consorzio di Bonifica Toscana sud, Fabio Bellacchi, gli alluvionati non ci stanno.
Secondo loro i lavori stanno procedendo più a rilento di quanto illustrato alla stampa e la rabbia esplode.
“Rendere sicura la terra in cui viviamo“: è questo che chiedono il Comitato il Ponte, il Presidio di Marsiliana e l’associazione V.I.T.A.
“Ci era stato garantito che una volta andate via le ditte private che hanno lavorato in somma urgenza, ci sarebbe stata una continuità nei lavori – proseguono i manifestanti – . Noi questa continuità non la vediamo. Ogni volta che abbiamo provato a dire che secondo noi i lavori andavano a rilento ci veniva risposto che la stagione non permetteva di farei lavori, ma che in primavera i ritmi sarebbero stati accelerati, invece sono praticamente anestetizzati”.
“Noi chiediamo solo una cosa: che l’Albegna venga scavato – concludono -. Ne va della nostra vita. Abbiamo avuto otto morti in due alluvioni, aziende distrutte, case invase dal fango. Adesso diciamo basta, basta alle attese, alle false promesse. Siamo in piena campagna elettorale e non vogliamo promesse finalizzate ad ottenere un voto”.



