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Rapporto Cna: Grosseto seconda città più tassata della Toscana

di Redazione
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L’Italia è il Paese con il più alto livello di tassazione tra i quelli più industrializzati”.

A sostenerlo è la Cna di Grosseto.

Il peso complessivo del fisco (Total tax tate) sugli artigiani e sulle imprese si è attestato, nel 2015, al 62,2% (dato medio nazionale) – si legge in un comunicato dell’associazione -. Nonostante una lieve riduzione (- 1,7%) rispetto all’anno precedente (quando era il 63,1%), il peso del prelievo fiscale resta ancora insostenibile. In Toscana, due capoluoghi di provincia superano questa media (Firenze e Grosseto),  altri quattro (Livorno, Pisa, Prato e Lucca), benché al di sotto della media, superano il 60%, gli altri sono al di sotto di tale quota. Dopo Firenze (pressione fiscale complessiva sulle imprese del 70,9%), troviamo ancora la nostra città che, nonostante una riduzione del proprio Ttr di ben quattro punti, non migliora la propria posizione in Toscana”.

La pressione fiscale sulle imprese – spiega il presidente della Cna, Riccardo Bredaè come un mostro che le aggredisce per nutrirsi del loro lavoro. Le imprese maremmane, nonostante una riduzione di quattro punti del Ttr locale, dovranno lavorare fino al 21 agosto per pagare le tasse (lo scorso anno era il 6 settembre), mentre quelle di Arezzo, la città con la tassazione globale più bassa tra i capoluoghi toscani, ‘solo’ fino al 24 luglio“.

Un socio occulto e insaziabile che si accanisce su ogni titolare d’impresa, questo è il fisco italiano – dichiara il direttore della Cna, Renzo Alessandri –. Il reddito che le imprese toscane mettono in tasca dopo aver pagato le tasse, infatti, va dal 29,1% di Firenze al 43,7% di Arezzo. Tradotto in valori assoluti, molto più chiari di quelli percentuali, si può dire, prendendo a riferimento un reddito di 50 mila euro/anno, che una volta  pagate tutte le tasse, nel 2015, rimarranno 14.544 euro a Firenze, 17.962 a Grosseto e 21.838 ad Arezzo“.

È una situazione insostenibile – ribadisce Breda: come si può sperare di agganciare una ripresa ancora effimera gravati da un fardello così pesante? L’indagine della Cna rileva, nel confronto 2014/2015, una riduzione del peso complessivo del fisco dell’1,7% (si è passati dal 63,9% al 62,2%). Non è assolutamente sufficiente. Si tenga conto che la riduzione di 4 punti percentuali di Ttr operata in sede locale, significativa e apprezzabile, mentre ha fatto guadagnare posizioni importanti nella graduatoria nazionale (siamo passati infatti dalla 15^ alla 31^ posizione) non ha però migliorato il posizionamento in Toscana”.

È assolutamente necessario – conclude Alessandri ridurre in maniera più incisiva la tassazione su artigianato e Pmi, semplificando contestualmente, sia a livello centrale che locale, quella miriade di adempimenti spesso ripetitivi e inutili che però riversano, sulle imprese, costi indiretti elevati e tali da penalizzarne la produttività“.

Total Tax Rate

L’aliquota fiscale totale (nazionale, regionale e comunale) nel 2015 “scenderà” – dato medio su Italia – al 62,2 %. Nel 2011, anno zero del federalismo fiscale, era del 59,1%. Il calo del 2015 va interamente intestato all’abolizione della componente lavoro dell’Irap. Un beneficio che poteva essere ben più corposo, se non fosse stato dimezzato dal maggior prelievo dell’Irpef e dei contributi previdenziali degli imprenditori (Ivs).

E’ comunque un passo nella giusta direzione, che però aspetta conferme dalle decisioni che prenderanno i Comuni nei prossimi mesi. Se i sindaci decidessero di compensare i tagli dei trasferimenti dello Stato centrale, rimettendo mano ai tributi locali, potrebbero attenuare fino a farlo scomparire il beneficio fiscale indotto dal taglio dell’Irap.

Nella classifica della imposizione fiscale sui “piccoli” nelle 112 città, dopo Reggio Calabria (pressione fiscale 74,9%), Bologna (72,9), Napoli (71,9), Roma (71,7%),  al quinto posto c’è Firenze con una pressione fiscale del 70,9% (nel 2011 era il 63,9%). La tassazione più bassa fra i capoluoghi di provincia in Toscana si registra ad Arezzo (56,3%; nel 2011 era il 55,2%).

Ecco la classifica toscana: Firenze 70,9% – Grosseto 64,1% – Livorno 61,6% – Pisa 61,4% –  Prato 60,4% – Lucca 60,3% – Pistoia 59,6% – Carrara 59,5% – Siena 59,3% – Massa 58,7% – Arezzo 56,3%.

Tax Free Day

L’Osservatorio Cna sulla tassazione delle Pmi calcola anche, città per città,  il “tax free day” , cioè il giorno dell’anno  nel quale una piccola impresa smette di lavorare per pagare tasse, imposte e contributi, e comincia veramente a produrre reddito; è un modo semplice per capire fin dove si spinge, nei dodici mesi, la mano del fisco sulle piccole imprese.

La classifica toscana: Firenze (15 settembre) – Grosseto (21 agosto) – Livorno (12 agosto) – Pisa (11 agosto) – Prato (8 agosto) – Lucca (7 agosto) – Pistoia e Carrara (4 agosto) – Siena (3 agosto) – Massa (1° agosto) – Arezzo (24 luglio).

Il reddito che resta alle imprese dopo aver pagato le tasse

Alla fine nel 2015 quanto resterà alle imprese? I calcoli  sono stati fatti su un’impresa tipo: una ditta individuale manifatturiera, con un laboratorio di 350 mq, un negozio di 175 mq, 5 dipendenti, un fatturato di 430mila euro/anno e un reddito d’impresa prima delle imposte deducibili di 50mila euro/anno.  Dopo aver pagato tutte le tasse, dei 50mila euro resteranno:  Arezzo 21.838 euro – Massa 20.670 euro – Siena 20.345 euro – Carrara 20.249 euro – Pistoia 20.220 euro – Lucca 19.869 euro – Prato 19.777 euro – Pisa 19.283 euro –  Livorno 19.176 euro – Grosseto 17.962 euro – Firenze 14.544 euro (18.072 euro nel 2011).

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