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Abbiamo ricevuto e pubblichiamo una segnalazione da parte di un nostro lettore riguardo alla situazione della stazione ferroviaria di Grosseto, in particolare dello sportello della biglietteria e del self service, nel caso in cui ad usufruirne sia una persona disabile.
Chi ci scrive è un ragazzo disabile di 24 anni, ormai residente da tempo a Grosseto, affetto da una tetraparesi spastica dovuta ad ipossia neonatale, patologia di tipo neurologico che, nel suo caso, richiede una discreta percentuale di assistenza fisica; le facoltà intellettive invece sono perfettamente integre.
“Credo che vi sia una doverosa premessa da fare: prendere il treno per una persona disabile italiana comporta anzitutto una prenotazione telefonica di minimo ventiquattro ore, solo a quel punto ci si può recare in stazione a fare i biglietti; ed è qui che inizia la mia storia, mia come di molti altri – afferma il lettore -. Personalmente mi sposto utilizzando una sedia a rotelle manuale ed è pertanto indispensabile l’elevatore, azionato da persone competenti.
Verso la fine di dicembre del 2014 mi trovavo alla biglietteria della stazione ferroviaria di Grosseto, in quanto era mio desiderio recarmi a Roma in compagnia di due miei amici per trascorrervi l’ultima notte dell’anno.
La suddetta biglietteria è dotata di ben quattro sportelli, ma solo uno di essi è attivo, quando so per certo che a Follonica ve ne sono ben due (e va precisato che Follonica ha la metà del traffico ferroviario di Grosseto).
Ogni sera, intorno alle ore 18.00-19.00 circa, l’unico impiegato presente fa almeno 15 minuti di pausa; quella sera non vi fu eccezione, e tale pausa scatenò le ire di una signora in fila: ma, a mio parere, tutto ciò non è imputabile agli addetti alla biglietteria.
Vorrei che venisse portata alla luce questa situazione incresciosa perché in fila c’ero anche io, col solo intento di trascorrere una notte fuori con i miei amici; sarebbe a dir poco ideale che venissero aperti ALMENO due sportelli come a Follonica, per stemperare questo immane disagio.
Anche perché un disabile paga come tutti gli altri, solo che da diverso tempo mi/ci fanno viaggiare unicamente su treni costosi, come ad esempio quelli “Frecciabianca”, prima invece attrezzavano anche i Regionali.
Tra l’altro mi giungono secondo le quali – conclude il ragazzo – si vorrebbe rendere Grosseto una fermata non presenziata; se così fosse, come farebbero i disabili grossetani a viaggiare?
Infine la biglietteria chiude alle 20.00, e quella automatica non è minimamente accessibile per una persona disabile“.

