Nell’ambito della campagna di sensibilizzazione della 12^ Giornata nazionale Fiabaday per l’abbattimento delle barriere architettoniche si è svolta nell’aula magna dell’Isis Fossombroni di Grosseto la tavola rotonda “Scuola, sport e diversabilità“, organizzata dal referente territoriale di Fiaba, Giovanni Restivo, con la collaborazione delle istituzioni locali, degli ordini professionali, del Circolo Iplac, dei Comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia, della consulta dell’Associazione disabili, della Fondazione “Il Sole”, dell’associazione “Skeep”, del Circolo pattinatori Grosseto, dell’Uic e del Comitato toscano dell’Ente di promozione sportiva Polisportive giovanili Salesiane.
Gli interventi
La professoressa Bisaccia, intervenuta in rappresentanza del dirigente scolastico, ha presentato e ringraziato gli ospiti.
Il vicesindaco di Grosseto, Paolo Borghi, ha assicurato che è obiettivo dell’amministrazione garantire la fruibilità dello sport ai diversamente abili e che già tanto è stato fatto nell’ambito dell’organizzazione di importanti iniziative e dell’abbattimento di barriere architettoniche in tanti impianti.
Borghi ha anche sottolineato che Grosseto deve diventare una città più a misura delle disabilità e sempre attenta alla dignità delle persone.
Il dottor Bartolo Michelangelo, della comunità di Sant’Egidio, presentando ‘Dream’, il programma di cura dell’Aids in Africa di cui è fondatore, ha dichiarato che riuscire a curare queste persone è come riuscire ad abbattere delle barriere.
Il dottore ha poi esposto dati altamente significativi sulla malattia: 180.000 persone in cura, di cui 28.000 pazienti minori di 15 anni; 17.200 bambini nati sani da madre positiva all’Hiv; 1.100.000 persone che, in modo diverso, hanno usufruito del programma ‘Dream’; 1.400.000 visite mediche effettuate; 33 centri ‘Dream’ attivi; 20 laboratori di biologia molecolare; 6 centri di telecardiologia; 18 corsi di formazione panafricani, nei quali sono stati formati 5.700 professionisti africani.
Luciana Pericci, ipovedente e presidente della Consulta comunale della disabilità, ha evidenziato le difficoltà vissute ogni giorno da un disabile. Ha sostenuto che le norme esistono da tempo, ma manca una cultura ed un controllo che favorisca il rispetto delle stesse. I disabili sono persone, cittadini, consumatori, turisti, sportivi e vorrebbero vivere il quotidiano in forma autonoma, nei limiti indotti dalla disabilità. Volontà che, secondo Luciana Pericci, spesso viene annullata dalle difficoltà oggettive. Per la presidente della Consulta, Grosseto è comunque quasi un’oasi, per molti aspetti, in confronto ad altre realtà italiane, per la sua qualità di vita.
Il signor Ciregia, dell’associazione sportiva “Skeep”, ha sintetizzato le attività svolte in città e rivelato il significato del nome che, se pur breve, è ricco di significato e traduce l’essenza e lo spirito che l’associazione intende rappresentare: “S” sta per “smile”, la parola inglese che significa sorriso; “Keep”, tradotto, significa mantenere, sostenere, aiutare. È questo quindi, il significato dell’associazione ‘Skeep’: aiutare, con il sorriso, i diversamente abili a fare sport.
I genitori dei ragazzi diversamente abili hanno presentato il progetto “Tutti al teatro”. L’associazione promuove la cultura dell’integrazione di giovani diversamente abili nel tessuto sociale, nella scuola e nel lavoro.
Nel progetto vengono organizzati laboratori teatrali, per favorire l´incontro e la conoscenza reciproca fra studenti delle scuole superiori e ragazzi diversamente abili, e vengono elaborate iniziative per facilitare e garantire il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro.
Gli insegnanti di educazione fisica Leonardo Fanciulli, Sonia Bonari e Amedeo Gabbrielli hanno dichiarato che l’Isis “Fossombroni” vuole valorizzare la diversità perché quest’ultima può divenire il valore aggiunto di una società che afferma l’appartenenza e la cittadinanza attiva per tutti e per ognuno. Inoltre, i professori hanno aggiunto che l’iniziativa odierna è la prima di altre che seguiranno.
Baldi, della podistica, e Bonucci, dell’hochey Grosseto, hanno parlato di obiettivi sociali nello sport e che vorrebbero avviare contatti con i rappresentanti delle associazioni diversamente abili per condividere nel futuro iniziative.
Da tutti i partecipanti è stato rilevato che purtroppo nella nostra società la progettazione degli spazi, sia pubblici che privati, dovrebbe tener conto non solo di una probabile o possibile disabilità, ma degli stati evolutivi della vita: dall’altezza dei bambini all’aumento di volume delle donne in gravidanza, dall’obesità agli infortuni o traumi da incidenti, che causano invalidità temporanee, agli anziani con vista, udito e riflessi diminuiti.
La società non è costituita infatti solo da adulti sani e sportivi, eternamente giovani.

