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Alluvioni, Fare Grosseto: “Basta con un’errata politica edilizia in Maremma”

di Redazione
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Basta con un’errata politica edilizia“.

È netta la presa di posizione di Fare Grosseto sui molti i danni causati dal maltempo solo negli ultimi mesi.

Ma se è vero che contro la natura c’è poco da fare, è altrettanto innegabile che l’uomo ha responsabilità precise per tutto quel che viene fatto sul territorio“.

Secondo Fare Grosseto sono tanti i gravi fattori di rischio, “tra cui l’irresponsabile rilascio di concessioni edilizie per la costruzione di ampie zone residenziali e produttive proprio sotto gli argini dell’Ombrone“.

Secondo l’associazione “è fuori dal mondo che si possano edificare infrastrutture che nascono già di per sé a rischio allagamenti. Case, capannoni, strade, ponti sorti in zone di naturale esondazione“.

Ecco perché, per Fare Grosseto, servono interventi immediati. Tra questi c’è senza dubbio la pulizia del letto dell’Ombrone, soprattutto dall’altezza di Paganico sino alla foce.

Così come occorre rinforzarne gli argini, come già è stato fatto in passato con successo. Oggi l’Ombrone è pieno di enormi quantità di detriti, frutto delle continue piene degli anni passati. E questo non ha fatto altro che innalzare il piano del letto riducendo, al tempo stesso, il margine a sicurezza della popolazione. I nostri amministratori, così come hanno già fatto alcuni sindaci, tra cui quello di Orbetello e Manciano, chiedano una deroga alla Regione e si mettano nelle condizioni di poter scavare il letto dei corsi d’acqua” spiegano da Fare Grosseto.

Ma non finisce qui: l’associazione guidata da Amedeo Gabbrielli ricorda infatti che un altro intervento fondamentale per scongiurare le alluvioni è la creazione d’invasi artificiali in grado d’accogliere l’acqua in eccesso e alleggerire diversi affluenti dei fiumi più robusti.

Un valido aiuto per sgonfiare la portata dei fiumi di peso, in particolare nel periodo delle grandi piogge autunnali. D’altra parte ricordiamo che anche i Lorena avevano creato il diversivo proprio per questo – dichiara l’associazione. L’acqua raccolta potrebbe poi essere utilizzata per irrigazioni in periodi di siccità”.

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