Nell’agosto del 1914, lo scrittore britannico H.G.Wells scrisse su uno dei principali quotidiani inglesi che la guerra che sarebbe scoppiata da lì a pochi giorni sarebbe stata “la guerra che avrebbe posto fine a tutte le guerre”, intuendone la portata apocalittica in termini di perdite di vite umane.
Nell’articolo di Wells si profetizzava che la Prima guerra mondiale sarebbe stata talmente devastante per il genere umano che avrebbe pertanto fatto comprendere della totale inutilità delle guerre in generale e avrebbe riunito sotto la bandiera della pace tutti i popoli.
Le parole di Wells sono rimaste un’utopia: dopo la Prima guerra mondiale, infatti, ne è seguita una seconda e tutt’oggi i focolai di conflitto sono molti e caldi.
Il conflitto scoppiò in tutta la sua forza nel 1914 e l’Italia ne fu trascinata all’interno un anno dopo, nel 1915. A cavallo tra il 2014 e il 2015, pertanto, si celebra il centenario di questa terribile ecatombe, un avvenimento così terribile che non possiamo dimenticare.
Per questo, l’amministrazione di Orbetello, con l’apporto fondamentale della Consulta della cultura, ha voluto organizzare il primo convegno nazionale per non dimenticare degli orrori della Grande guerra, dal titolo “Orbetello nella Grande guerra, riflessi locali di un evento epocale”.
Il programma
Durante il convegno, che si svolgerà sabato 22 novembre, alle 9.30, all’auditorium comunale di Orbetello, interverranno numerosi ospiti, tra i quali, dopo il saluto del sindaco Monica Paffetti e l’apertura in musica del corpo bandistico Città di Orbetello, il professor Zeffiro Ciuffoletti (docente di storia contemporanea all’Università di Firenze), il dottor Cristian Satto (Scuola normale superiore) e il dottor Andrea De Giorgio, che approfondirà il delicato tema dei costi umani che la Grande guerra ha comportato.
Questo appuntamento è di fondamentale importanza ed è aperto a tutti i cittadini di Orbetello, soprattutto i più giovani, perché l’amministrazione ritene che sia importantissimo non dimenticare il passato per fare in modo che eventi di tale portata e di tale distruzione non possano verificarsi in futuro.
L’amministrazione ringrazi tutti coloro che hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento, in primis la Consulta della cultura e il suo presidente, la professoressa Italia Baldi La Banca

