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Ance: crisi dell’edilizia, burocrazia e dissesto idrogeologico al centro dell’assemblea generale

di Roberto Lottini
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Si è svolta stamani l’assemblea generale pubblica dell’Ance di Grosseto.

Nel corso dell’appuntamento, sono stati trattati numerosi temi relativi al settore edile e all’economia in generale.

Inoltre, sono state analizzate alcune problematiche che affliggono questo comparto: l’occupazione, gli investimenti, le norme per il sostegno al settore edile.

Particolare attenzione è stata posta sulla fiscalità, sullo sviluppo dell’edilizia privata e sul potenziamento dei lavori pubblici.

L’associazione ha quindi presentato il proprio progetto di sensibilizzazione sulla prevenzione al dissesto idrogeologico e ha puntualizzato il rapporto e le più importanti tematiche amministrative per il governo del territorio e le istituzioni locali.

All’assemblea è intervenuto il vice direttore generale di Ance Antonio Gennari.

Crisi economica e burocrazia

La nostra categoria da alcuni anni sta subendo una preoccupante crisi economica con reali ripercussioni per la tenuta del tessuto produttivo, per l’occupazione diretta ed indiretta e la valorizzazione infrastrutturale del Paese. A tale stato di disagio dobbiamo aggiungere un particolare distacco e una troppo evidente riduzione d’attenzione della classe politica verso le nostre imprese, le loro necessità, sminuendo anche il fondamentale ruolo che invece rivestono per la comunità – ha dichiarato il vicepresidente dell’Ance di Grosseto, Rossano Massai, nell’illustrare la relazione -. Da un’indagine elaborata dal Centro studi dell’Ance secondo i dati Istat, risulta che nel primo trimestre del 2014 è stata evidenziata una variazione congiunturale generale negativa del Pil (-0,1%), ma la particolarità è che su tale sfavorevole dinamica ha inciso soprattutto il nostro settore, che ha evidenziato un’ulteriore flessione degli investimenti dello 0,9% rispetto al periodo dell’anno precedente. Possiamo pertanto affermare che la crisi delle costruzioni ha la capacità di estendere i suoi effetti a tutta l’economia”.

Questa osservazione non è nuova, eppure la politica economica di questi ultimi anni ha trascurato le potenzialità economiche e sociali delle costruzioni, nonché i benefici che possono derivare da investimenti in opere pubbliche ed in edilizia, soprattutto per l’indotto generato in molti comparti; fenomeno particolarmente evidente nella nostra realtà locale per le caratteristiche dell’economia provinciale – ha continuato Massai -. Vale ricordare che la produzione e l’occupazione di molti settori dipendono in misura evidente dal nostro, che effettua acquisti di beni e servizi da circa l’80% sull’insieme dei comparti economici. Purtroppo il 2014 rappresenterà il settimo anno consecutivo di crisi, avendo perso dal 2008 circa il 32% degli investimenti, riportando il nostro Paese ai livelli del 1967. Questa situazione ha inciso pesantemente sull’occupazione che in questi anni ha visto diminuire gli attivi di oltre 520.000 addetti, che raggiungono i 790.000 con i settori collegati, evidenziando che tra il 2009 e il 2012 sono uscite dal mercato 57.000 imprese e circa 14.000 sono entrate in procedura fallimentare”.

Tuttavia il nostro settore continua ad incidere ancora sull’occupazione e sul tessuto produttivo. Possiamo comunque affermare che, in assenza di incisivi interventi di politica economica e di ulteriore allentamento della stretta creditizia nelle costruzioni e nell’edilizia, non vi sarà crescita produttiva – ha sottolineato Massai -.  Da una breve analisi del nostro settore produttivo a livello regionale, secondo gli ultimi dati emessi dall’Istat a fine 2012 e dal Centro studi dell’Ance Toscana, si evidenzia nell’edilizia privata una contrazione sui permessi di costruire. Se andiamo ad analizzare i volumi autorizzati per nuovi fabbricati nello stesso periodo di rilevazione statistica, notiamo che nella provincia di Grosseto è evidenziato un incremento, ma che non compensa il negativo ridimensionamento degli anni 2009, 2010, 2011; pertanto risulta solo come fenomeno a rilievo statistico, ma che ancora non ha inciso nella ripresa del settore privato”.

Una burocrazia pesante e gli iter applicativi delle norme rendono vani gli effetti positivi di leggi importanti per l’economia del Paese con ricadute valoriali a livello locale – si legge nella relazione. Nell’ambito dei lavori pubblici, secondo l’Ance, nel 2013 a livello nazionale l’importo dei lavori messi in gara registra un’ulteriore flessione dell’8,7% su base annua ed un calo del 2% nel numero delle pubblicazioni. Continua pertanto ancora l’andamento negativo che ha caratterizzato gli ultimi anni, anche se alcuni segnali di timida ripresa sembrano caratterizzare il primo semestre 2014, ma anche in questo caso le perdite accumulate nel tempo non si possono considerare compensative”.

Bandi di gara

Nel rapporto relativo ai bandi di gara del periodo gennaio-settembre 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente elaborato dall’Ance Toscana, a livello regionale si registra di nuovo un calo nel numero (da 470 a 450), ma compensato da un incremento degli importi, anche se non distribuito uniformemente tra le provincie – ha evidenziato Massai -. A livello territoriale lo studio evidenzia per la nostra provincia un certo incremento per numero di gare: da 56 a 69 e per importi da 28 milioni di euro a 59 milioni. Questo quadro relativo all’andamento dei bandi potrebbe apparire per il nostro territorio prospetticamente positivo, ciò non corrisponde di fatto ad una valorizzazione dell’imprenditoria locale e quindi si evidenzia l’avvio di un ridimensionamento strutturale delle nostre imprese”.

Infatti le aziende, anche da noi rappresentate, oltre a dover quotidianamente contrastare una concorrenza sleale e una flessione della domanda di commesse, sono osteggiate di fatto da una burocrazia imperante e timida di fronte al senso di responsabilità supportato dalla competenza. Vale riportare per esempio la volontà di aver snaturato le finalità delle gare negoziate ad evidenza pubblica a cui è stata introdotta la subordina dell’estrazione casuale – ha continuato Massai. Nella sostanza numerosissime aziende locali, ben strutturate e qualificate, non sono state neppure ammesse a gareggiare, perché di fatto non estratte dalla ‘dea bendata’. Questo sta causando minori opportunità di aggiudicazioni, riduzioni di fatturato, difficoltà nel mantenere la qualificazione per l’accesso alle gare pubbliche con conseguente aumento di disoccupazione”.

Ci siamo appellati agli amministratori, la maggior parte dei quali hanno dato l’impressione di non conoscere l’argomento, mentre altri non hanno risposto per insensibilità ed altri ancora perché supponenti ai dettami tecnicistici degli uffici. E’ come se le richieste provenienti dal mondo delle imprese, in molti casi, fossero rimbalzate nel vuoto – si legge nella relazione -. I problemi di liquidità delle imprese sono ancora accentuati dai ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione, che mantiene una situazione di sofferenza presso le nostre aziende”.

L’occupazione

In termini occupazionali, vale riportare alcuni significativi dati elaborati dalla Cassa edile della provincia di Grosseto che mettono a raffronto i primi sette mesi del 2014 con i primi sette mesi del 2013 – ha affermato il vicepresidente di Ance -. Dopo sei anni di rilevanti riduzioni nel numero di imprese iscritte, di ore lavorate e del monte salari nel comparto delle costruzioni, i dati della Cassa edile mostrano un aumento seppur modesto. Infatti gli addetti, come media mensile, sono passati da 1.972 a 2.013 con un incremento di 91 operai pari al 4,97%, le ore di lavoro sono passate, 11 come media mensile, da 242.283 a 254.336 con un incremento di 12.530 ore, pari al +4,97%.  A fronte di tali pur lievi positività vi è stata una riduzione delle imprese iscritte alla Cassa Edile, passate da 483 a 461, con un decremento di aziende pari al -4,55%. Quest’ultimo dato confermerebbe di fatto uno stato di attenuata stagnazione del settore, ma mitigato dalla presenza sul nostro territorio di un’importante opera infrastrutturale quale il completamento della Grosseto-Siena”.

La burocrazia non favorisce l’iniziativa economica del nostro settore. Francamente siamo saturi nel dover nuovamente rivendicare questo disagio che abbiamo analizzato, discusso e denunciato negli anni con attenzione e determinazione, ma con risultati ancora scadenti e pertanto non risolutivi – si legge nella relazione di Ance – . Da una consultazione pubblica avviata dal Governo nel 2003, supportata anche da iniziative a livello locale, sul tema dell’efficienza della pubblica amministrazione, risulta che gli adempimenti in edilizia sono risultati al 2° posto tra le 100 procedure più complicate da semplificare. Mutuando il problema a livello territoriale risultano ancora complesse procedure in capo alle amministrazioni locali che, pur presentando in molte circostanze l’avvio di un miglioramento, non sono ancora semplificate. Vale ricordare l’approvazione dei regolamenti urbanistici, dell’autorizzazione paesaggistica, l’interpretazione delle norme, il rilascio delle necessarie documentazioni e quant’altro”.

I ritardi sulle approvazioni di alcuni importanti regolamenti urbanistici comunali stanno determinando incertezze e malcontento tra gli imprenditori – ha spiegato Massai -. Questo condiziona non solo il mercato, ma anche lo sviluppo complessivo, perché tali strumenti di pianificazione risultano non più correlabili ai contesti dell’attualità economica”.

Provincia dei Comuni

Il tema dell’efficienza della pubblica amministrazione ci impone di soffermarci in merito alla riforma dell’amministrazione provinciale con la costituzione della nuova Provincia dei Comuni – ha proseguito Massai nell’illustrare la relazione -. L’impegno che il nuovo Consiglio provinciale avrà nei prossimi mesi sarà di riorganizzare questo ente di secondo livello, eletto dai sindaci e dai Consiglieri comunali, in un passaggio che non dovrà comportare disservizi né incertezze sulle responsabilità politiche e burocratiche. Pensiamo che questa trasformazione sia solo un passaggio prima della totale abrogazione di tale ente che, per quanto riguarda la nostra organizzazione e le imprese, ha sempre avuto un ruolo di primaria importanza”.

Alla Provincia dei Comuni rimarranno funzioni proprie quali: la pianificazione territoriale, la valorizzazione dell’ambiente, la costruzione di strade ma fungerà anche da ente di coordinamento e di servizio per i comuni in merito alla pianificazione territoriale ed alla stazione unica appaltante con ufficio gare – ha sottolineato Massai -. Tutte tematiche con cui i nostri imprenditori dovranno confrontarsi quotidianamente nell’ambito delle proprie attività aziendali e per le quali auspichiamo che nei prossimi mesi possa svilupparsi un confronto e la massima informazione. Il nuovo statuto della Provincia, in responsabilità del Consiglio provinciale composto solo da Sindaci e consiglieri comunali eletti, non dovrebbe essere elaborato senza un interessamento consultivo anche delle organizzazioni di rappresentanza, evitando così di cadere nell’errore di apparire un’amministrazione oltre che già troppo distante dai cittadini anche autoreferenziale”.

Autostrada Tirrenica

Come facciamo già da alcuni anni in occasione dell’assemblea annuale, anche questa volta non possiamo esimerci dal riflettere sulla problematica dell’autostrada Tirrenica – ha spiegato Massai -.  La nostra organizzazione non ha mai nascosto di essere favorevole alla sua realizzazione, perché ha sempre sostenuto che questa arteria fosse di rilevanza nazionale strategica per lo sviluppo del Paese ed infrastruttura a sostegno delle nostre economie”.

Certo gli ultimi sviluppi della vicenda inducono ad alcune riflessioni – si legge ancora nella relazione -. Non è chiaro il quadro generale a seguito sia delle aperture d’infrazione comunitaria i cui esiti potrebbero condizionare gli sviluppi dell’opera, nonché per l’avvenuto disimpegno di alcuni soci privati di importanza nazionale, determinando così che la società Autostrade si troverà nuovamente ad essere azionista di controllo della stessa Sat. Pertanto riteniamo che è anche dalle decisioni che assumerà Autostrade per l’Italia che deriveranno i futuri orientamenti d’investimento. Inoltre al momento non è ben chiaro, perché non particolarmente evidenziato, il contenuto di un previsto accordo per la realizzazione di un’autostrada tra Civitavecchia e Grosseto Sud e la messa in sicurezza dell’Aurelia da Grosseto sud a Rosignano”.

Sono oltre 50 anni che parliamo di Tirrenica, ma – ha continuato Massai, con la consapevolezza che la Maremma non può essere condizionata dalla mancanza di una così importante infrastruttura che sta determinando ulteriori condizioni di arretratezza, facciamo anche nostro l’appello alla chiarezza verso il Governo, la Regione e la società concessionaria, affinché venga assunta la decisione di realizzare una grande viabilità a scorrimento veloce”.

Alluvione e sicurezza del territorio

L’Ance ha da tempo dimostrato forte attenzione alle problematiche idrogeologiche, sostenendo la necessità di un grande piano per la messa in sicurezza del territorio, anche per restituire una fiducia sia nelle istituzioni che nella capacità del tessuto imprenditoriale – ha sottolineato Massai -.  Già dal 2009 tutto il nostro sistema di rappresentanza censì a livello nazionale, tra cui la nostra provincia, quasi 2.000 progetti di piccole e medie opere sul territorio. In base a tale censimento il Governo stanziò oltre 2000 miliardi per un programma di mitigazione del rischio idrogeologico, ma ancora una volta da allora poco è stato trasformato in cantieri”.

Vale elencare alcune motivazioni che hanno indotto a questo ennesimo immobilismo: l’abbandono della manutenzione ordinaria, le zone ad alta presenza di abusivismo edilizio, la scomparsa di un sistema di controlli di competenza nazionale poi suddiviso tra troppe realtà che non dialogano tra loro, la presenza di una catena decisionale debole, rallentata da troppe sovrapposizioni con conseguenti incertezze nelle competenze e nelle responsabilità – si legge nella relazione. Abbiamo pensato che prevenire fosse il migliore sistema per la protezione dal dissesto idrogeologico, pertanto fin dal mese di febbraio, insieme ai Consigli nazionali degli architetti, dei geologi e Legambiente è stata organizzata un’importante campagna mediatica nazionale di proposte e denunce #dissestoitalia, accessibile anche dal sito www.ancegrosseto.it, con lo scopo di divenire un importante punto di riferimento per chi si occupa di dissesto idrogeologico.

Riteniamo che la difesa del suolo sia la priorità e che la sua gestione debba basarsi su tempestività, efficacia, certezza degli interventi e delle risorse disponibili. In tal senso occorre la predisposizione di un programma nazionale di messa in sicurezza e che i costi sulla prevenzione, anche per quelle opere programmate dai Comuni e dalla Regione, siano esclusi dai vincoli del Patto di stabilità interno. Questo potrebbe meno penalizzare l’avvenuto ridimensionamento delle risorse che, inizialmente, erano state previste nella Legge di Stabilità di prossima emanazione”.

Nel recente censimento dei danni al patrimonio pubblico elaborati dagli Uffici dell’amministrazione provinciale per gli eventi calamitosi che hanno colpito i nostri territori, sono stati calcolati circa 14 milioni di euro solo per le spese di ripristino su interventi urgenti, a ciò occorre aggiungere il totale dei danni subiti da privati ed imprese – ha concluso Massai. A questa nostra disastrata Maremma deve essere riconosciuto lo stato di emergenza, pertanto con determinazione sosteniamo le azioni già avviate dalle istituzioni verso il Governo, azioni che devono caratterizzarsi unitariamente avendo quale interesse solo la mitigazione e la messa in sicurezza del nostro troppo fragile territorio”.

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