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Tomaso Montanari alla biblioteca di storia dell’arte di Montemerano

di Redazione
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locandina MontanariSabato 14 giugno, alle 17:30, nell’ambito delle iniziative promosse dall’Accademia del Libro, Tomaso Montanari presenterà i suoi ultimi due libri alla Biblioteca Comunale di Storia dell’Arte di Montemerano.

Tomaso Montanari è storico dell’arte dotato di una rara qualità, quella di non considerare soltanto il valore estetico dell’opera ma anche il contesto storico, culturale e sociale in cui questa è nata e si è affermata.

Tutta la sua attività di ricerca è orientata in tal senso, dagli studi sull’arte del XVII secolo (Bernini pittore, Silvana 2007; Il Barocco, Einaudi 2012; L’età barocca. Le fonti per la storia dell’arte, Carocci 2013) all’impegno divulgativo rivolto ai bambini (Alfabeto figurativo. Trenta opere d’arte lette ai più piccoli, Skira 2014).

E, ancor più, lo sono gli scritti di denuncia dell’attuale “sistema dell’arte” italiano che troppo spesso considera artisti, opere e beni culturali come meri oggetti di consumo gettati in pasto a un pubblico non preparato da coloro che dovrebbero piuttosto tutelarne l’integrità concettuale e materiale. Dopo i due esplosivi pamphlet A cosa serve Michelangelo? (Einaudi, 2011) e La madre di Caravaggio è sempre incinta (Skira 2012), nell’ultimo anno Tomaso Montanari ha pubblicato due testi di grande  interesse e attualità che toccano il complesso rapporto che lega arte e territorio, tutela dei beni culturali e loro sfruttamento economico e turistico, patrimonio artistico-culturale e necessità della sua riappropriazione da parte dei cittadini.

Particolarmente significativi per meglio comprendere la posizione di forte impegno civile dell’autore sono i sottotitoli dei suoi due ultimi libri, entrambi editi da Minimum Fax: «restituire ai cittadini l’arte e la storia delle città italiane», per Le Pietre e il popolo, pubblicato nel 2013; «il patrimonio culturale e la democrazia che verrà», per Istruzioni per l’uso del futuro, uscito pochi mesi fa e già fonte di accesi dibattiti.

L’introduzione è affidata a Marilena Pasquali, storica dell’arte da sempre impegnata sul fronte una corretta gestione dei musei e dei beni ivi conservati.

 «Chi ritiene il patrimonio culturale il “petrolio d’Italia”, un magazzino di oggetti da affittare al magnate di turno o da svendere nell’ennesima mostra-evento, è un nostro nemico: ci sta togliendo un bene primario come l’aria, ci sta privando di un diritto fondamentale, come la salute o l’istruzione» (Tomaso Montanari, Istruzioni per l’uso del futuro, Roma, Minimum Fax, 2014).

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