Home GrossetoEconomia GrossetoConfcommercio richiede ai comuni il programma delle sagre per il 2014 e prosegue la lotta alla “sagra selvaggia”

Confcommercio richiede ai comuni il programma delle sagre per il 2014 e prosegue la lotta alla “sagra selvaggia”

di Redazione
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Il direttore della Confcommercio Paolo Coli ha richiesto ai sindaci di tutti i comuni della provincia di Grosseto il programma delle sagre previste per il 2014. La Legge Regionale prevede infatti che ciascun comune presenti il programma ed il calendario di tali eventi entro il 31/12/2013, dopo averli concertati con le parti sociali interessate.

Coli ribadisce la posizione della Confcommercio: “le sagre devono promuovere la frequentazione e la crescita dei luoghi e rispettarne le tradizioni, devono coinvolgere tutti, devono avere durata limitata e non devono porsi come concorrenti sleali della ristorazione, specie nei periodi turistici di punta.”

Confcommercio, infatti, si batte da sempre contro il proliferare della “sagra selvaggia”, strumento troppo spesso utilizzato da associazioni varie per creare fonti di finanziamento non sempre limpido a spese dei ristoratori locali. La categoria denuncia infatti la presenza sul territorio di strutture professionali fisse, adibite all’organizzazione di feste e sagre a ciclo continuo. Da giugno a settembre se ne contano decine e decine.

Qualche comune ha approvato un regolamento, qualche altro l’ha redatto e chiuso in un cassetto. Coli, a questo proposito, taglia corto: “a noi non servono regolamenti ‘di carta’, ci vogliono regole serie e condivise, applicate rigidamente e continuamente verificate dagli organi preposti alla vigilanza e al controllo. Non possiamo continuare a lavorare con l’oppressione di mille vincoli burocratici, con carichi fiscali e previdenziali proibitivi, con un mercato del lavoro oneroso e troppo rigido per poi, nei periodi più favorevoli della stagione, subire la concorrenza sleale di feste e sagre”.

Secondo Coli, infatti, la sagra opera in condizioni di mercato difformi da quelle di leale concorrenza: non paga imposte, i collaboratori sono – o dovrebbero essere – volontari; in molti casi non offre ambienti dignitosi e i coperti e le stoviglie sono rudimentali; perfino la qualità delle preparazioni è, in molti casi, discutibile. Nonostante ciò non è raro che vengano praticati prezzi analoghi a quelli dei ristoranti.

Coli conclude con un invito a tutti i sindaci: “incontriamoci, stabiliamo assieme delle regole condivise, incentiviamo chi davvero promuove lo sviluppo del territorio e dei suoi prodotti. Facciamo le sagre anche fuori stagione, facciamo in modo che le manifestazioni vengano condivise dai ristoratori, magari con temi comuni. E basta con le raccolte di denaro senza controllo a spese dei nostri imprenditori”.

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