A Scarlino è arrivato il torymus, un piccolo insetto originario della Cina appartenente alla famiglia degli imenotteri (nome scientifico Torymus sinensis) che, per le sue caratteristiche di parassita, è stato impiegato dalle Bandite di Scarlino nella lotta biologica ad un altro piccolo insetto, molto più preoccupante per la produzione castanicola scarlinese: il cinipide galligeno del castagno.
Quest’ultimo infatti, proveniente anch’esso della Cina, pare importato con le merci dall’oriente e attacca i castagni, provocando la formazione di galle che inglobano i nuovi germogli (foglie e fiori) e compromettendo gravemente la produzione dei frutti.
Ad oggi, sta devastando, nel vero senso della parola, tutti i castagneti italiani, espandendosi a velocità impressionante. In provincia di Grosseto sono già state colpite tutte le zone più importanti di produzione, tra cui l’Amiata, tutte le Colline Metallifere e Scarlino, compromettendo già dall’anno scorso la raccolta del marrone scarlinese, castagna locale particolarmente apprezzata dai mercati per la pezzatura notevole e la precocità di maturazione.
Il Servizio fitosanitario della Regione Toscana, su sollecitazione delle Bandite di Scarlino, ha fatto arrivare gli operosi torymus, che sono stati prontamente liberati all’interno dei castagneti pubblici e privati di Monte d’Alma. La partita quindi è iniziata, ma non durerà i classici 90 minuti. Si dovranno attendere infatti alcuni anni prima di vedere i risultati concreti di questo sistema di lotta.
Preoccupazione è stata espressa dal presidente delle Bandite, Maurizio Bizzarri, per le notevoli ripercussioni negative sulla produzione di marroni scarlinesi, ma Bizzarri ha dichiarato comunque la sua soddisfazione per la celerità con la quale è stato affrontato il problema e per la determinazione nel salvaguardare una produzione tipica di forte rilievo economico e tradizionale.

