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Lega Nord: “Bene l’accorpamento Asl, ma attenzione a ridurre postazioni mediche di primo soccorso”

di Roberto Lottini
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“Bene la riorganizzazione delle centrali del 118, ma attenzione a ridurre le postazioni mediche di primo soccorso”. A dichiararlo è il commissario nazionale della Lega Nord Toscana, l’onorevole Gianni Fava.

“È preoccupante, infatti – spiega il parlamentare leghista –,  pensare a 60 postazioni mediche di primo soccorso che saranno munite di solo personale volontario e quindi prive della figura di un sanitario medico o infermiere in grado di affrontare gli interventi di emergenza-urgenza. Troviamo che questo sia un dato piuttosto allarmante se si pensa che il personale volontario si troverebbe a dover affrontare responsabilità enormi, nelle varie situazioni di emergenza senza la figura di un sanitario che li coordini.

Un altro punto è il rischio di abbandono nelle associazioni da parte del personale volontario. Questi si potrebbero trovare in difficoltà viste le maggiori responsabilità richieste. È necessario perciò che la figura del soccorritore venga riconosciuta giuridicamente e che si tutelino le associazioni di volontariato. Per fare un esempio, un soccorritore volontario che si trova su un paziente in arresto cardiaco inizia a praticare il Bls (massaggio cardiaco), però non può praticare una terapia farmacologica perché, non essendo un sanitario, la Legge gli vieta di poter somministrare farmaci salvavita”.

“Per quanto riguarda la riorganizzazione a livello regionale delle centrali del 118 – prosegue l’onorevole Favabisogna fare attenzione all’area Grosseto-Siena-Arezzo, zona molto vasta e contornata da un brulicare di località, paesini e poderi. Ecco che forse qui fare un’unica centrale per tutto il territorio sarebbe piuttosto azzardato perché non vorremmo che si verifichino errori e disguidi nell’inviare le unità di soccorso nei luoghi della chiamata. Il territorio, infatti, è vastissimo (circa 8.400 kmq) e per sopperire a questo si potrebbe mantenerne due: una su Siena ed una su Grosseto”.

“Quanto, invece all’accorpamento delle Asl, – conclude l’onorevole –  questa è un’ottima iniziativa che si tradurrebbe in veri e propri risparmi: basti pensare ai dirigenti che ci sono all’interno e al fatto che le Asl spesso fungono da uffici di collocamento. Il grave problema della sanità toscana, infatti, è che è piena di amministrativi, mentre dall’altra parte manca il personale”.

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