Pubblicato il: 17 Giugno 2020 alle 17:48

Costa d'argentoSalute

Guardia medica turistica a Capalbio: la Asl ha riaperto il bando per reperire il personale medico

Chelini: "Decisione che apprezziamo, perché permette ai turisti di venire in sicurezza"

Servizi sanitari garantiti per i turisti che sceglieranno di trascorrere le loro vacanze nel territorio di Capalbio. È stato pubblicato in questi giorni, infatti, il bando che riapre i termini per il reperimento di personale medico da destinare alla guardia medica turistica, dal primo luglio al 31 agosto, in varie località della provincia tra cui, appunto, Capalbio.

Ringraziamo l’azienda Asl per aver dimostrato sensibilità rispetto a questa nostra esigenza – dichiara l’assessore Gianfranco Chelini, che oggi ha partecipato alla riunione tra sindaci della provincia e Azienda sanitaria – e anche parte dell’opposizione per aver posto l’attenzione sull’annuncio della guardia medica ad Albinia, ma mentre molti parlavano noi eravamo già al lavoro, come dimostra questo atto appena approvato”.
Un gesto di attenzione e ascolto del territorio, quello dell’azienda sanitaria “... che assume ancora più importanza in un momento come questo – aggiunge Chelini – che arriva in coda a una situazione di emergenza sanitaria con pesanti ripercussioni sulla nostra economia. Poter garantire la prima assistenza sanitaria ai visitatori è senza dubbio un elemento di sicurezza e tutela importante per chi ci sceglie per le proprie vacanze e che troverà a Borgo Carige il presidio della Guardia medica turistica”.

Oltre a questo, nel suo intervento all’incontro tra sindaci e Asl, Chelini ha sottolineato come l’esperienza Covid deve essere un’occasione per rivedere la distribuzione delle risorse per la sanità: “Viviamo nella provincia più estesa, con meno densità di popolazione e una carenza infrastrutturale tra le più gravi della nostra regione. Questo è il momento per unirci, perché proprio adesso, per fortuna, stanno atterrando molte risorse sulla sanità. Dobbiamo chiedere a gran voce alla Regione una diversa ripartizione delle risorse perché non è pensabile continuare nel metodo che stanzia fondi per ogni abitante, non tenendo conto delle peculiarità della nostra area. La Regione Toscana si è vestita di un sistema sanitario all’altezza e lo ha dimostrato anche in questa fase: l’auspicio è che lo dimostri anche con una rinnovata attenzione verso l’area vasta sud est”.

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