400 posti di lavoro in sospeso ed una delle eccellenze del territorio grossetano che rischia di essere trasferita in un’altra località senza una spiegazione plausibile.
E’ la situazione che sta vivendo il Ce.Mi.Vet, il Centro Militare Veterinario, situato alle porte del capoluogo maremmano: un patrimonio unico a livello nazionale per quanto riguarda l’allevamento e l’addestramento dei cavalli, ma anche dei cani.
“L’allevamento e la cura dei cavalli del Ce.Mi.Vet non può essere trasferito presso il Centro militare di equitazione scuola di Cavalleria di Montelibretti, in provincia di Roma – dichiara con decisione il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi -. Trovo questa decisione inspiegabile sotto ogni punto di vista. Perché se il Governo e la Difesa avessero deciso che il cavallo non va più allevato in Italia, allora si tratterebbe di una svolta radicale difficile da smontare ma, se così non è, il cavallo deve continuare ad essere allevato a Grosseto”.
“Un trasferimento del genere non avrebbe dunque alcun senso, né dal punto di vista finanziario né in termini di principio, ponendo infatti in essere la rimozione da questo territorio di una vera e propria eccellenza che esiste dalla seconda metà del XIX secolo e che è cresciuta di importanza negli anni fino a diventare il centro di riferimento nazionale per l’addestramento dei cavalli dell’Esercito e, dal 2002, anche dei cani – spiega Bonifazi –. Insomma, la Maremma è decisamente la ‘terra dei cavalli’ e non si capisce per quale motivo si dovrebbe abbandonare un’area di questo pregio sia dal punto di vista storico che naturalistico. Certo, la scusa della ‘spending review’ non regge: lo spostamento del centro cavalli lascerebbe infatti inutilizzati pascoli e spazi particolarmente idonei, causerebbe l’interruzione dell’apprezzata attività anche nel campo dell’ippoterapia, oltre, naturalmente, a portare all’abbandono di strutture veterinarie, scuderie specializzate e mezzi che non sono trasferibili, oltre che di edifici di un certo pregio storico e architettonico. Per non parlare della necessaria e costosa opera di ristrutturazione cui dovrebbe essere sottoposto il sito di Montelibretti, dove i cavalli arrivano oggi solo dopo i tre anni di addestramento nel capoluogo maremmano. E’ evidente lo spreco di denaro pubblico che si verrebbe a registrare”.
“Come amministrazione ci siamo mossi con decisione – evidenzia Bonifazi –. Ho scritto una lettera al Ministro della Difesa Roberta Pinotti e al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e spero di essere stato ascoltato. A darmi una speranza è la notizia che, nel prossimo luglio, verrà in visita nella nostra città proprio il Ministro della Difesa. A lei ho già esposto, con un’apposita nota e personalmente, la netta contrarietà della città e della Maremma intera a quella che non può che definirsi un’altra scelta arbitraria ai danni del nostro territorio, cancellando una storia lunga più di 150 anni come quella del Ce.Mi.Vet. ”.
Un’altra struttura a rischio smantellamento è il Parco artiglieria in via Senese, nella caserma Barbetti (ex Ansaldo).
“Anche in questo caso si tratta di una realtà di riferimento nazionale – dichiara Bonifazi –: una grande area militare di 15 ettari ed 1,7 km di perimetro, che ospita oltre 30 strutture e in cui si trova un presidio di supporto logistico e di rifornimento unico in Italia. Il Parco è una struttura situata in una posizione strategica e centrale nella nostra penisola”.
“Certo, quello che accadrà in quell’area, a poca distanza dal centro storico, è comunque importante anche da un punto di vista urbanistico, con la possibilità di cessioni parziali o totali e di valorizzazione complessiva – spiega il sindaco di Grosseto –. Anche nell’incontro che a suo tempo avemmo, insieme al Dirigente del nostro settore per la Gestione del territorio, con lo Stato Maggiore dell’Esercito, rappresentammo la nostra disponibilità a modificare lo strumento urbanistico per poter recuperare, riqualificare e riconvertire gli importanti volumi esistenti. Ma non venimmo ascoltati e non arrivò nessuna risposta. La nostra disponibilità è comunque sempre presente e, se sono cambiate le condizioni, si può parlare anche di possibili modifiche al Regolamento urbanistico vigente”.
“Noi vogliamo conservare la presenza del Ce.Mi.Vet e capire il destino del Deposito artiglieria. Grosseto è il centro nazionale di queste realtà e credo che qualunque ipotesi di cancellazione immotivata non possa prescindere da un confronto con il territorio – conclude Bonifazi –. Sono certo della sensibilità già mostrata dal Ministro Pinotti e credo che a nessuno interessi buttare soldi pubblici e contemporaneamente ferire la storia e l’identità cittadina”.

