Economia

Manutenzione imbarcazioni: corretto il decreto autorizzativo per emissioni in atmosfera

Semaforo verde da parte della Regione alla revisione del decreto che regola le cosiddette autorizzazioni generali alle emissioni in atmosfera delle imprese che svolgono attività all’aperto di riparazione e manutenzione delle imbarcazioni (incluso la verniciatura), in particolare nella parte riguardante la distanza minima dalle abitazioni, ad oggi fissata per tutti in 100 metri.

Una modifica che punta ad agevolare la ripresa dell’attività da parte delle realtà artigianali più piccole e che utilizzano piccoli quantitativi di vernici e solventi. E’ quanto emerso da un incontro avvenuto negli scorsi giorni tra l’assessore all’ambiente Monia Monni, l’assessore alle attività produttive Leonardo Marras ed i rappresentanti di Cna e Confartigianato Toscana e che era stato preceduto da un altro confronto con Arpat, Asl Toscana nord ovest e Asl Toscana sud est.

La Regione ha deciso di venire incontro alle richieste delle associazioni di categoria a causa dell’impossibilità, soprattutto da parte delle aziende di modeste dimensioni, di rispettare le prescrizioni fissate dal decreto 5733 del 2020 (che ha fissato in generale un iter più semplificato per ottenere l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera da parte delle imprese, nelle attività di manutenzione di imbarcazioni in aree portuali e spazi adibiti) relativamente alle distanze. Secondo il decreto tali aziende, se in possesso dei requisiti stabiliti e se utilizzano meno di 2500 chili di solvente l’anno, potevano (da maggio 2020) avvalersi di un’apposita modulistica da sottoscrivere in maniera agevole ed ottenere in 45 giorni un’autorizzazione a carattere generale, senza bisogno di attivare le complicate procedure ordinarie che richiedono fino a 4 mesi per avere l’autorizzazione.

“Il criterio della distanza minima, sommato alla crisi del settore causata dalla pandemia – ha spiegato Monia Monni -, ha rappresentato un freno soprattutto per tante piccole imprese ad avvalersi dell’autorizzazione e quindi proseguire l’attività. Arpat, sulla base delle evidenze in proprio possesso, non ha riscontrato criticità alla rimodulazione della distanza minima e quindi, condividendo il percorso con Asl e Comuni, coinvolti da Anci Toscana, è stato deciso di rivedere il vincolo associandolo ad una riduzione del consumo di solvente”.

Come evidenziato da Asl, la criticità maggiore associata all’attività in questione è la potenziale molestia olfattiva, confermando l’importanza del requisito della distanza. E’ stata perciò ritenuto accettabile prevedere una riduzione della distanza (fatti salvi i ricettori sensibili: scuole, Rsa e ospedali, per i quali è confermata la distanza di 100 metri) a patto di ridurre significativamente i quantitativi dei prodotti utilizzati.

Queste le ipotesi tecniche che dovrebbero essere inserite nel decreto. Confermato l’allegato tecnico vigente per le attività con distanza di almeno 100 metri da civili abitazioni/ricettori sensibili. Individuazione di un nuovo allegato tecnico per attività con distanza di almeno di 100 metri da ricettori sensibili ed almeno 50 metri da ricettori residenziali, con previsione di quantitativi massimi di solvente nei prodotti utilizzati ridotti indicativamente del 50% rispetto agli attuali. Individuazione di un ulteriore terzo allegato tecnico per attività con distanza di almeno di 100 metri da ricettori sensibili (scuole, ospedali, case di cura/riposo) ed almeno 30 metri da ricettori residenziali, con previsione di quantitativi massimi di solvente nei prodotti utilizzati ridotti indicativamente dell’80% rispetto agli attuali.

“Auspico – aggiunge l’assessore Monni – che la revisione del decreto relativamente al criterio della distanza possa consentire a molte piccole realtà finora rimaste escluse di riprendere l’attività. E allo stesso tempo, che la riduzione dei quantitativi di solvente possa costituire una garanzia per scongiurare potenziali fenomeni di molestia olfattiva, ferma restando la facoltà, in particolare dei Comuni, di segnalare l’eventuale sussistenza di particolari condizioni per le quali debba essere negata l’autorizzazione”.

“Ringrazio gli uffici regionali – aggiunge l’assessore Marras – per il lavoro svolto che permette di rispondere positivamente ad una necessità delle imprese costiere che possono, così, lavorare meglio ed in sicurezza. Si tratta di una risposta attesa, per la quale abbiamo avviato subito un confronto con le associazioni di categoria con l’obiettivo di arrivare al risultato prima dell’avvio della stagione estiva”.

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli correlati

Back to top button