“La città di Grosseto, per il 2014, molto probabilmente farà registrare la tariffa sui rifiuti più alta in Italia, intorno ai 200-210 euro per abitante”, è quanto afferma Roberto Barocci del Forum Ambientalista di Grosseto.
I dati certificati nel 2013 dall’Osservatorio Nazionale Rifiuti sui valori del 2012 danno queste medie e questi costi annui per abitante:
Come si può evincere dalla tabella all’aumentare della raccolta differenziata diminuisce il costo per abitante.
“Non ci rassegniamo – prosegue Barocci-, per questo invitiamo gli amministratori pubblici ad intervenire e ascoltare, mercoledì 11 giugno, chi ha concretamente cambiato indirizzo e realizzato nelle province di Asti, Treviso e altrove sistemi di recupero di materie dai rifiuti, tali da avere tariffe meno della metà di quelle pagate a Grosseto e molta più occupazione nel settore.
I motivi della fallimentare gestione del Servizio sono diversi, ma due in particolare :
1- mentre altrove si è estesa la raccolta differenziata a tutta la città, recuperando materie preziose e vendendole, superando gli obiettivi di legge del 65% e riducendo notevolmente i costi di smaltimento alla sola restante parte di rifiuti indifferenziati, nella città di Grosseto siamo fermi al 36% (dato certificato per il 2013),non registrando la riduzione dei costi di smaltimento, come registrato altrove;
2- mentre nelle province di Veneto e Lombardia crescono le entrate (e quindi si riducono i costi del servizio) per la vendita delle frazioni raccolte (vetro, carta, cartone, plastica, e metalli) ai Consorzi nazionali dell’industria, a Grosseto tali entrate non crescono. Anzi da anni, nonostante le nostre formali richieste al Comune, non c’è la possibilità di sapere in che modo è aumentata la qualità e il valore della raccolta con il porta a porta di Barbanella e poi di Gorarella, rispetto a quella effettuata con i cassonetti stradali. Poiché il valore di mercato di tali materie varia notevolmente in funzione della purezza, è risaputo che con la raccolta porta a porta tale valore aumenta notevolmente, ma a Grosseto non è dato di sapere. Nessun dirigente o assessore del Comune lo sa, perché il servizio di selezione e vendita di quanto raccolto è affidato ad un privato (prima Ecolat, oggi Sei), che non comunica, come previsto dal contratto in atto, le qualità, quantità e incassi per ciascuna frazione venduta”.
La conferenza dibattito è organizzata quindi dal Comitato Beni Comuni per mercoledì 11 giugno alle 17, alla sala della circoscrizione Pace, in via Unione Sovietica, a Grosseto, e porterà l’esempio di Comuni virtuosi, guidati da tecnici che, usando i rifiuti come materie prime, sono riusciti a far pagare meno tasse ai cittadini e, allo stesso tempo, avere più occupazione.
All’iniziativa hanno aderito per la provincia di Grosseto: il Forum Ambientalista, il WWF, l’USB, Rifondazione Comunista, il Movimento 5 Stelle, Sel, il Forum Finanza pubblica e sociale, il Centro Donna e Rifiuti Zero.


