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Castel del Piano (Grosseto). Le nuove sale di Palazzo Nerucci, recuperate con il contributo della Regione Toscana, sono un simbolo di alcuni processi di trasformazione vissuti da Castel del Piano. In particolare, sono un simbolo del passaggio e dell’evoluzione che questo paese dell’Amiata ha vissuto intorno al ‘500. La vita andava verso la modernità e lo sviluppo e il passaggio dalle città murate alle città aperte cominciava ad essere realtà nelle opere.
“Oggi vogliamo ripercorrere quella storia e tentare di proporne una nuova – afferma Arianna Arezzini, assessore del Comune di Castel del Piano –. Riapriamo la bottega che era attiva al numero 6 di corso Nasini e risaliremo verso palazzo Nerucci, camminando sulle tracce dell’orefice e dello stagnino che qui hanno lavorato a lungo, arrivando al vecchio ingresso del Comune. Lo facciamo accompagnati dal futuro. Quattro giovani artisti proporranno una lettura originale e nuova e contemporaneamente fortemente connessa con l’Amiata, attraverso opere multisensoriali e multi disciplinari.”
I lavori di recupero riconsegnano all’uso pubblico una serie di sale che si sovrappongono e intersecano, camminamenti si aprono e penetrano in affascinanti luoghi ipogei.
La mostra
La mostra “Dove dorme il fuoco” occuperà per prima le nuove sale. Il progetto è una metafora di trasformazione in cui il titolo chiama l’Amiata e la sua origine vulcanica, ma presto si discosta dall’effetto rievocativo. Il fuoco è infatti, simbolo di trasformazione che conduce attraverso diverse interpretazioni del territorio e diversi linguaggi espressivi.
È una mostra? Forse..ma mostra è un termine passivo che non definisce bene ciò che avverrà dal 30 agosto al 20 settembre. I quattro artisti che si incontreranno in questi spazi parleranno diversamente attraverso pittura e fotografia, videoinstallazioni e suono.
Con la curatela di Michele Guidarini, grafico e visual designer, agiranno a Castel del Piano Francesco Barbieri (rappresentato sul territorio dalla galleria La Linea di Montalcino), Lorenzo Gonnelli, Q2 visual e Nàresh Ran.
Il racconto che ci aspetta è fortemente connesso con la montagna più per un vincolo elettivo (molti degli artisti sono amiatini), che per una volontà didascalica. Il viaggio nelle cinque sale sarà una proposta di interpretazione anche per i visitatori a cui verrà offerta non una ma tante soluzioni in taluni casi solo bozze di pensiero di cui appropriarsi e trasformare.
“Dove dorme il fuoco si affaccia” sull’Amiata senza imporne una lettura; il fuoco, che dà il titolo alla mostra, non è un elemento, ma una fiamma che si agita, filtra, crea, una condizione che continua ad alimentare lo sguardo e a generare nuove forme.
Il progetto esplora la memoria del paesaggio, la materia visibile e invisibile, proponendo una lettura del territorio che supera la sua dimensione geografica e apre nuove possibilità di interpretazione.
L’inaugurazione offrirà un momento unico agli spettatori. Nàresh Ran suonerà live la sua opera “Paure. L’esecuzione sarà una performance A/V (audio – video) in cui il video si muoverà con il suono.
Gli artisti
Ecco la presentazione di tutti gli artisti e del curatore
Francesco Barbieri (Pittura)
Francesco Barbieri (Pisa, 1976), prima di dedicarsi alla pittura su tela è stato per anni una figura importante nella scena internazionale del graffiti-writing. Nelle sue opere esplora la marginalità della vita metropolitana, rappresentando le “terre di nessuno” che si trovano ai confini geografici e sociali delle città moderne. Con il suo peculiare linguaggio visivo Barbieri restituisce nella pittura le emozioni sperimentate nelle strade che ha esplorato per lunghi periodi: il viaggio e lo stile di vita a esso legato sono elementi fondamentali della sua arte e negli ultimi venti anni ha visitato regolarmente New York, Berlino e le grandi città asiatiche solo con lo scopo di scoprire gli angoli più nascosti di queste metropoli.
Nel 2022 imprime un cambio di direzione alla sua pittura, che lo porta a realizzare quadri dal sapore pop, ispirati ai fumetti vintage, ai personaggi-cartoon dei graffiti newyorkesi, e alla cultura popolare in generale.
Nel 2024 entra nella collezione del Museo dell’Opera della Primaziale pisana con il quadro “Centro di gravità”, esposto permanentemente al Museo delle Sinopie in piazza dei Miracoli.
Lorenzo Gonnelli (Fotografia)
Lorenzo Gonnelli (1994) è un regista e fotografo italiano.
Nel 2017 lavora come montatore per l’installazione audiovisiva Sheep-Sheep di Antonio D’Addio, presentata alla 57ª Biennale d’Arte di Venezia.
Dal 2020 collabora con i Q2Visual alla realizzazione di videomapping e installazioni immersive, presentando progetti in festival internazionali come lo Sziget Festival, l’Eurosonic Noorderslag e il 40° Leeds International Film Festival. Nel 2023 la sua sceneggiatura “Catene” viene selezionata allo ShorTS Development & Pitching Training, al Figari Film Festival e all’Omladinski Film Festival, ottenendo inoltre il Sentiero Film Lab Award. Nel 2024 dirige il cortometraggio “Animali senza Dio”. Parallelamente al lavoro cinematografico, sviluppa una ricerca fotografica incentrata sul rapporto tra corpo, spazio e memoria.
Nello stesso anno presenta il progetto “Acciaio all’interno di Foco – Exposing Contemporary Photography presso il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana e alla Biennale MArteLive. Il progetto riceve il Fiuto Art Space Prize al Liquida Photo Festival ed è selezionato per l’Arte Laguna Prize. Nel 2025 sviluppa, sotto la guida di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni per Yogurt Magazine, il progetto fotografico “Fuochi fatui”. Nel 2026 inaugura la mostra personale Seconde Nature presso FIUTO Art Space, a cura di Alex Urso. Resti Umani è il suo ultimo cortometraggio.
Q2 Visual (video/installazioni)
Q2 Visual è un collettivo artistico aperto e multidisciplinare, nato nel 2008 sul Monte Amiata. Fondato da Irene Bigattini, Q2 Visual ha costruito nel tempo un proprio linguaggio attraverso la sperimentazione continua di nuove strutture, materiali e modalità di interazione tra immagine, spazio, suono e movimento. La ricerca del collettivo si sviluppa attraverso VJing, live VJ set, videoinstallazioni, installazioni immersive e proiezioni architetturali, in collaborazione con artisti, associazioni culturali, musei e festival. Nel corso degli anni Q2 Visual ha collaborato con artisti, DJ, producer, compagnie di danza e realtà culturali italiane e internazionali. Con i propri visual ha accompagnato le performance di artisti nazionali e internazionali, tra cui Apparat, Davide “Boosta” Dileo (subsonica), Marc Houle, Lindstrøm e Rome in Reverse. Ha inoltre realizzato performance immersive per il progetto della band inclusiva “One eat One”, accompagnandola nel suo tour europeo. Con uno stile essenziale, onirico e astratto, Q2 Visual trasforma ogni performance in un’esperienza sinestetica, in cui suono e immagine dialogano in tempo reale.
Naresch Ran (suono)
Nàresh Ran nasce 46 anni fa grazie a un fortunato giro di tarocchi.
Da adolescente scopre il punk e l’hardcore e il rumore diventa parte integrante della sua vita. Dal 2013 gestisce la label Dio Drone, punto di riferimento per la musica estrema e sperimentale nostrana, con cui oltre a produrre dischi organizza festival e rassegne sonore, e nel 2019 battezza il progetto multimediale One Minute Soundtrack. Nel 2021 inizia la collaborazione con Polaris Engineering, azienda toscana improntata sullo sviluppo di intelligenze artificiali, con cui progetta e sviluppa De_Sidera, un astrolabio virtuale in grado di sonorizzare astri e costellazioni. Nel 2022, in partnership con il Comune di Carpi, realizza una mappatura sonora della città ed un’istallazione audio-video per la presentazione del nuovo piano urbanistico. Negli ultimi anni ha performato in venues locali ed europee dividendo il palco e collaborando con artisti del panorama underground internazionale.
Michele Guidarini (curatela)
Michele Guidarini (1981) è un graphic designer, art director e artista. Con oltre quindici anni di esperienza nel campo delle arti visive è molto conosciuto per il suo lavoro nel panorama lowbrow, pop surrealism e underground italiano. Il suo approccio artistico si caratterizza per l’eclettismo delle tecniche utilizzate. Il suo immaginario è una trama intricata di ricordi e scene quotidiane, arricchita da pensieri ossessivi e visioni di un futuro potenzialmente catastrofico.
Oltre alla carriera artistica, ha collaborato come organizzatore e relatore alla realizzazione della convention “Filler DIY” di Milano ed è uno dei fondatori di “Alterazioni”, festival delle arti visive e musicali. Ha curato insieme alla storica dell’arte Laura Vecere la mostra “Praticare il quotidiano”. Collabora attivamente con Q2 Visual nella creazione di scenografie video per band musicali, videomapping e istallazioni in spazi pubblici e culturali.
Le sue opere sono state esposte in Italia, California, Spagna, Francia, Inghilterra, Canada, Germania e Cina. Hanno parlato di lui: Vanity Fair, Inside Art, La Repubblica, L’Espresso, Beautiful Bizzarre Magazine e Collater.al.
In Italia è rappresentato dalla galleria La Linea di Montalcino.

