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Grosseto. “È arrivata un’altra estate. Un’estate arrivata prestissimo, con un caldo epocale che ha superato ogni ricordo della nostra terra. E io sono qui, a Principina a Mare, come accade ormai da oltre metà della mia vita”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Lorella Ronconi.
“Distesa nel mio letto, coccolata dal deumidificatore e dall’ossigeno che mi aiutano a respirare, ripenso alla panchina dei miei sogni: quella dove tante volte mi fermavo a prendere un po’ di frescura, lungo la ciclabile, proprio all’inizio del percorso. In questi giorni l’ho riguardata e sono rimasta davvero inorridita – sottolinea la nota – Una volta era bella, vigorosa, con il suo legno lucente. Oggi è quasi scomparsa, inghiottita da un groviglio di erba, rovi e vegetazione cresciuta senza controllo. Di lei si intravedono appena le gambe. Povera panchina. Per anni ha sostenuto il peso di migliaia di persone. Ha regalato riposo all’ombra dei pini, un momento di frescura nelle giornate d’estate, ha ascoltato chiacchiere, risate, amori, pensieri e silenzi. Oggi è lei a essere soffocata dall’incuria e dall’indifferenza”.
“Quella panchina è diventata, per me, il simbolo di Principina a Mare – spiega Ronconi -. Una località che negli anni passati era davvero una principessa. Un luogo capace di accogliere anche personaggi come Audrey Hepburn e tante altre persone che sceglievano questo angolo di Maremma per il mare, la pineta, il verde e quella tranquillità che la rendeva speciale. Oggi Principina continua ad accogliere migliaia di persone, ma sembra aver perso parte della sua anima. È stanca. Trascurata. Quasi rassegnata”.
I servizi che non ci sono più
“Negli anni abbiamo perso la guardia medica estiva – prosegue il comunicato –. Abbiamo perso il presidio della Croce Rossa con la roulotte nel piazzale Tirreno, che rappresentava un punto di riferimento prezioso per residenti e turisti: una puntura d’insetto, un malore, un controllo della pressione. Bastava sapere che qualcuno c’era. La farmacia resta aperta soltanto la mattina. E il bancomat, anche quest’anno, è ancora fuori servizio. Non esiste una fotocopiatrice o uno scanner (c’è chi viene in vacanza, ma lavora in smart) Questo non è un piccolo disagio. Si parla tanto della necessità di far girare l’economia e sostenere il commercio locale. Ma come fanno a girare i soldi se chi arriva a Principina non riesce nemmeno a prelevare? Penso ai turisti che possono prendere un’auto, una bicicletta e raggiungere Marina di Grosseto o altre zone commerciali. Ma penso anche alle persone con disabilità, agli anziani e a chi non ha la possibilità di spostarsi facilmente. Io stessa vivo in carrozzina e so bene che quei pochi chilometri possono diventare un ostacolo enorme. E poi c’è Internet, che a Principina spesso sembra avere una vita tutta sua: arriva, scompare, torna quando vuole. I Pos dei negozi a volte funzionano e a volte no. Un pagamento viene accettato, quello successivo viene rifiutato. Un tormento per chi acquista e per chi vende”
Verde, illuminazione e accessibilità
“Ci sono piante tristi e secche lungo la passeggiata, problemi di manutenzione e un’illuminazione che in alcuni tratti è diventata quasi un ricordo – sottolinnea Ronconi -. Ci sono poi i parcheggi riservati alle persone con disabilità, davanti al bar gelateria e al bazar, lungo il vialone, che troppo spesso vengono occupati da chi non ne avrebbe diritto. E quando finalmente sono liberi, alcuni sono così dissestati da sembrare delle montagne russe. Provate a immaginare una persona in carrozzina che deve scendere da un’auto e raggiungere il marciapiede in quelle condizioni. Se togliamo il viale Tirreno, il resto è diventato difficile da percorrere anche per chi ben cammina, non è solo colpa dei pini, ci sono zone (come l’area commerciale dove viene fatto il mercato la domenica) che sono più disastrate di Pompei. L’accessibilità non può essere uno slogan estivo. Deve essere una realtà. Una località turistica ha bisogno anche di vita. Eppure i locali sono pieni. La gente c’è. Ma sembra incombere una tristezza difficile da spiegare. In estate si vorrebbero musica, iniziative, serate, incontri, persone che abbiano voglia di stare insieme. Ma nooo… è tutta una critica, meglio la Rsa. Chi organizza musica o intrattenimento non dovrebbe essere considerato un problema. Naturalmente devono essere rispettate le regole e la quiete dei residenti, ma una località turistica senza un po’ di vita rischia di diventare semplicemente un dormitorio estivo”.
“Il rispetto deve essere reciproco – prosegue il comunicato -. Poi ci sono i turisti. Non tutti, naturalmente. Ma ci sono quelli che arrivano, parcheggiano dove capita, pretendono di arrivare con l’auto praticamente sotto l’ombrellone e poi se ne vanno lasciando dietro di sé fazzoletti sporchi, sacchetti, bottiglie, contenitori, avanzi di cibo e plastica. Principina non è una discarica. È casa nostra. Ed è anche casa di chi viene qui in vacanza. Il rispetto deve essere reciproco”.
“La Principina che resiste”
“Per fortuna esiste anche un’altra Principina. Quella delle persone che si conoscono per nome. Quella dei residenti che si salutano, si aiutano e si vogliono bene – continua la nota -. Questa piccola comunità è il vero cuore di Principina. Ed è proprio perché amo questo posto che oggi sento il bisogno di fare un appello”.
“Smettiamola di essere indifferenti”
“Il mio appello, questa volta, non vuole essere gentile. È un richiamo rivolto a tutti. Ai cittadini. Ai villeggianti. Ai commercianti. Ai gestori degli stabilimenti balneari. Ai ristoratori e ai gestori dei locali. Alla Pro Loco. Al Comune di Grosseto. Alla Provincia. Alla Regione Toscana. Agli assessori, ai consiglieri e agli uffici competenti. A chi si occupa del verde, della manutenzione, dell’ambiente, della viabilità, della sicurezza, dell’accessibilità e del turismo – spiega Ronconi -. E anche agli enti che hanno competenze sul territorio: venite a vedere Principina con i vostri occhi. Non limitatevi alle carte e alle fotografie. Il mio appello va anche ai proprietari delle case. A quelli che affittano appartamenti e villette ai turisti a prezzi spesso tutt’altro che modesti, offrendo talvolta condizioni e servizi che definire paradossali è poco. Se chiedete cifre importanti, offrite anche qualità, decoro, manutenzione e servizi adeguati. E alle agenzie immobiliari dico: non tutte, naturalmente, ma quelle che troppo spesso sembrano disinteressarsi di ciò che accade dopo la consegna delle chiavi, ricordatevi che non state affittando soltanto quattro mura. State vendendo, per qualche giorno o qualche settimana, anche l’immagine di principina. siate ambasciatrici di questo territorio”.
“Ai commercianti, ai ristoratori e ai gestori dei locali, che ogni estate devono fare i conti con l’inflazione, l’aumento delle materie prime, dei costi di gestione e con la difficoltà di trovare personale, dico: vi capisco. Ma proprio per questo bisogna fare squadra – continua il comunicato –. Ognuno deve fare la propria parte. Perché se tutti aspettano che sia qualcun altro a intervenire, Principina continuerà lentamente a perdere pezzi. Smettiamola di essere indifferenti. Smettiamola di far morire questo luogo meraviglioso sotto i nostri occhi. Una panchina soffocata dai rovi non è soltanto una panchina dimenticata. È il simbolo di un territorio che rischia di arrendersi poco alla volta. Principina a Mare non può essere ricordata soltanto quando arriva l’estate o quando c’è da inaugurare la stagione turistica. Deve essere curata dodici mesi l’anno. E soprattutto, adesso che siamo in campagna elettorale, basta promesse. Basta fotografie, sorrisi, slogan e buoni propositi”.
“Servono fatti. Servono manutenzione, servizi, accessibilità, sicurezza, decoro, collegamenti e una vera visione per il futuro. Non lasciate morire Principina. Perché Principina a Mare è una piccola perla della costa maremmana che, insieme a Marina di Grosseto, rende il nostro litorale splendido. Una piccola località di villeggiatura che potrebbe essere molto più bella, molto più viva, molto più accogliente. Abbiamo ancora il tempo di intervenire. Abbiamo ancora il tempo di liberare quella panchina – termina Ronconi -. Abbiamo ancora il tempo di restituire a Principina la sua dignità. Perché il degrado non arriva all’improvviso. Cresce lentamente. Un rovo alla volta. E allora, per favore, riabilitiamo Principina a principessa. Non lasciamola diventare un pensionato. Le principesse non si lasciano morire”.

