Grosseto. “Colpisce che a rispondere alle nostre osservazioni sul Dup, un documento che dovrebbe tracciare le prospettive del Comune, non sia l’amministrazione, ma il circolo cittadino di Fratelli d’Italia. Un segnale che forse una forza politica si attesta la paternità del vuoto lasciato? La risposta comunque è chiara: se le nostre frazioni riescono ancora a tenere vivo un tessuto sociale, lo devono soprattutto al mondo associativo, non certo alle poche opere realizzate dall’amministrazione”.
A dichiararlo, in un comunicato, è Anna Guidoni, segretaria del circolo del Pd di Roselle-Istia-Batignano.
“E il nostro riferimento era proprio il Dup: se anche Fratelli d’Italia lo leggesse, scoprirebbe che per le frazioni non c’è quasi nulla, tra copia-incolla del passato e un 2029 senza una sola scelta nuova – continua la nota –.A Istia si cita una piazza riqualificata senza nemmeno nominarla, immaginiamo sia piazza Cavallotti, visto che su quella più trafficata (san Sebastiano) non è stato fatto nulla. Su piazza Cavallotti ci sono stati sì lavori, visto quanto sono rimaste le transenne sono sembrati più un disagio che un cantiere. Per il resto, come già scritto, per le frazioni parliamo solo di eventi: di sostanziale, ben poco. A Batignano aver messo in sicurezza un parcheggio pericoloso (tutt’oggi da collaudare) è il minimo sindacabile, e le mura, come le ex terme leopoldine di Roselle, viaggiano su fondi regionali: sarebbe più onesto parlare di fondi ‘ricevuti’ invece di ‘trovati’, e accontentarsi di metà merito. Lodevole la valorizzazione del cammino di Padre Giovanni e il sito megalitico, ma di opere concrete se ne vedono poche. E quando si parla opere previste nei vari piani, chiediamo: sono finanziate, c’è qualche garanzia, o siamo ancora al libro dei sogni? Nel Dup non c’è traccia nemmeno dell’indirizzo. E il Dup lo elabora e lo vota l’amministrazione, di cui Fratelli d’Italia fa parte”.
“Su Roselle, oltre all’ennesimo evento spot, il tema resta il centro sportivo, al centro di una polemica recente dalla quale come circolo scegliamo di restare fuori: la sede per discuterne è il Consiglio comunale. Ma una cosa la vogliamo dire: quella zona un tempo era il cuore della sagra locale, dell’aggregazione tra associazioni e cittadini – termina il comunicato -. Oggi sembra un luogo più esclusivo. Troveremmo più utile che, a fronte dell’impegno del Comune, l’area tornasse a essere più condivisa con la frazione, aperta anche a chi non è indicato solo dall’amministrazione: dalla sagra ad altre realtà associative. Per far tornare le persone a ritrovarsi, creando un centro di aggregazione che a Roselle manca e che può vedere in quell’area un luogo, comunque, di rinascita e non una realtà ‘altra’ o estranea”.

