Grosseto. Difendere il Pastore Maremmano significa difendere un simbolo della nostra terra, della sua storia e della sua cultura.
Con questo obiettivo i consiglieri comunali della lista civica Vivarelli Colonna Sindaco, Andrea Vasellini e Alessandro Bragaglia, hanno presentato un ordine del giorno con cui chiedono il ripristino della storica denominazione “Pastore Maremmano-Abruzzese”, recentemente modificata in “Pastore Abruzzese-Maremmano”.
L’ordine del giorno
L’atto impegna il sindaco e la Giunta ad attivarsi presso il Ministero dell’agricoltura, la Regione Toscana e l’Enci affinché venga ripristinata la denominazione originaria, coinvolgendo gli enti territoriali, le associazioni di allevatori e il mondo agricolo e pastorale nella tutela di un patrimonio che appartiene non solo alla Maremma, ma all’intero Paese.
L’iniziativa ha già trovato attenzione e condivisione anche da parte di Forza Italia, con il consigliere Baldi, a dimostrazione di come la difesa dell’identità maremmana possa rappresentare un valore condiviso al di là delle appartenenze politiche.
Un particolare ringraziamento viene rivolto dai due consiglieri all’avvocato Santi Laurini, cultore della materia e profondo conoscitore della storia della razza, il cui contributo di idee e di approfondimento ha rappresentato un impulso fondamentale nella predisposizione dell’ordine del giorno.
«Il Pastore Maremmano è uno dei simboli più autentici della nostra identità – spiegano Vasellini e Bragaglia –. Difenderne il nome significa difendere secoli di storia, di tradizioni pastorali e di cultura rurale. La Maremma ha il dovere di tutelare le proprie radici e di valorizzare un patrimonio conosciuto e apprezzato in Italia e nel mondo.»
Con questa proposta, i consiglieri della lista civica del sindaco confermano la volontà di portare in Consiglio comunale temi che rafforzano il legame con il territorio, promuovendo e difendendo quelle eccellenze che rendono la Maremma un punto di riferimento per la sua storia, la sua cultura e le sue tradizioni.

