Pitigliano (Grosseto). “Un piano di rilancio per il centro storico annunciato a gran voce nei giorni scorsi e poi ridotto, alla prova dei fatti, a un timido e parziale ‘contentino’. Qualche parcheggio in più e l’azzeramento della Tari per i soli negozi di vicinato, appena cinque attività in tutto, mentre le promesse agevolazioni fiscali per tutti i residenti sono letteralmente sparite nel nulla”.
A dichiararlo, in un comunicato, è il gruppo di opposizione Insieme per Pitigliano.
“Togliere la Tari ai negozi di vicinato è una misura condivisibile, i residenti del centro storico vanno sostenuti, con tutti i mezzi. Per questo abbiamo presentato, come gruppo d’opposizione, un emendamento migliorativo alla mozione. La nostra proposta era lineare: utilizzare i proventi dell’imposta di soggiorno per potenziare la pulizia ordinaria, lo spazzamento e il decoro urbano. Una soluzione semplice, eppure la maggioranza l’ha bocciata – dichiara Emilio Celata -. È stato difficile credere al rifiuto di un emendamento serio e decisivo per chi vive il borgo. I residenti sono stati prima sedotti con grandi promesse e poi abbandonati di fronte alla problematica più evidente e sentita. L’obiettivo era rendere davvero vivibile il centro storico, intensificando la pulizia nei momenti di maggiore afflusso turistico. Il tutto senza intaccare il bilancio comunale, ma impiegando l’imposta di soggiorno come già fanno moltissimi Comuni. Ricordiamo che a Pitigliano sono stati spesi 35.000 euro di imposta di soggiorno per il progetto ‘Voci a Pitigliano’ e circa 10.000 euro l’anno precedente per quattro incontri e un opuscolo con dodici interviste che avrebbero dovuto chiarire il panorama del turismo locale, tanto per fare esempi di utilizzo. Noi crediamo in un paese che non debba convivere con i cattivi odori nei vicoli, ma la maggioranza ha preferito respingere la nostra proposta”.
“La vera stangata per le tasche dei pitiglianesi è arrivata però nei punti successivi del Consiglio comunale – termina Celata -. La Tari aumenterà di quasi il 6%, toccando il tetto massimo consentito dalla legge. Non solo: restano fuori oltre 85mila euro di costi che non verranno coperti in questo esercizio, ma saranno spalmati sulle bollette dell’anno successivo, andando a sommarsi ai futuri rincari. I cittadini sono avvisati”.

