Castell’Azzara (Grosseto). La tensione attorno alla riorganizzazione della raccolta differenziata continua a salire.
Nella mattinata di ieri, un gruppo di circa cinquanta cittadini non residenti e proprietari di seconde case si è recato all’ufficio tributi del Comune di Castell’Azzara per chiedere chiarimenti urgenti e manifestare forte contrarietà rispetto alle nuove modalità del servizio e agli annunciati rincari tariffari.
Al centro della protesta, il rifiuto di accettare aumenti Tari a fronte di un servizio fortemente ridotto, insieme alla netta contestazione di una discriminazione che esclude i non residenti dal servizio porta a porta – persino nel centro storico –, costringendoli all’utilizzo esclusivo delle campane stradali. Si tratta di famiglie che pagano il tributo per l’intero anno pur vivendo nel territorio per periodi limitati e sostenendo il tessuto economico e turistico locale. Tra i cittadini presenti è stata avanzata anche la possibilità di intraprendere vie legali e ricorsi alle sedi competenti qualora l’amministrazione non fornisca giustificazioni analitiche sulle voci di spesa e di ricavo.
A tentare di riportare la calma è intervenuto l’assessore Mauro Papalini, il quale ha rinviato le spiegazioni alla seduta del Consiglio comunale e prospettato la possibilità di fornire sacchetti per il conferimento; un’ipotesi che non scioglie i nodi strutturali ed economici della vicenda.
Il Partito Democratico di Castell’Azzara sottolinea come «questa mobilitazione spontanea sia la diretta conseguenza di un metodo amministrativo sbagliato, basato su decisioni prese senza un preventivo coinvolgimento della cittadinanza e prive della dovuta trasparenza documentale. Le perplessità sollevate dai cittadini trovano infatti preciso riscontro nelle recenti analisi condotte dagli organi del circolo sugli atti dell’Ente. Dai documenti ufficiali emerge, ad esempio, come la Giunta avesse inizialmente deliberato (Delibera n. 54 del 20 maggio 2026) di eseguire i lavori di adeguamento delle dieci piazzole stradali “in economia”, ovvero a costo zero tramite personale e mezzi comunali. Successivamente, con la Determina n. 193 del 30 giugno 2026, l’Ufficio Tecnico ha invece proceduto all’affidamento diretto delle stesse opere a un’impresa esterna per un importo di oltre 10.000 euro Iva inclusa, senza che sia stato reso noto un atto di indirizzo motivato su tale variazione di spesa».
«Quando si gestiscono le risorse dei contribuenti, ogni euro e ogni scelta operativa devono essere ampiamente giustificati – dichiara il segretario del Pd di Castell’Azzara, Luigi Benelli di Maro –. Non è accettabile che a fronte di aumenti stimati e costi di gestione non ancora dettagliati, dall’acquisto delle campane ai mezzi dedicati, fino all’impatto sul personal, si applichino modelli rigidi che penalizzano intere fasce di popolazione, dai residenti più fragili a chi sceglie di vivere il nostro paese nei mesi estivi».
«Il Partito Democratico rinnova la richiesta di un’immediata inversione di rotta:
- piena trasparenza sui dati economic, con la pubblicazione del Piano economico finanziario (Pef) e del prospetto comparativo dettagliato dei costi tra il vecchio e il nuovo sistema;
- parità di trattamento, con il superamento di ogni criterio discriminatorio verso i non residenti e garanzia di un servizio equo per tutto il centro storico e le aree periferiche;
- adozione di soluzioni virtuose, con l’introduzione di una fase sperimentale di 12 mesi, con l’estensione del porta a porta, l’uso di controlli mirati e l’avvio della tariffazione puntuale (pagare in base a quanto si produce).
Il Pd di Castell’Azzara proseguirà la propria azione di approfondimento e vigilanza – termina la nota del partito –, facendosi cassa di risonanza delle istanze del territorio e sostenendo in ogni sede il diritto della comunità a un servizio di gestione dei rifiuti equo, chiaro e dignitoso».

