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Casa di comunità, lo Spi Cgil: “Crolla il tetto, ma non partono i lavori di ripristino”

Lo Spi Cgil Grosseto sollecita interventi urgenti

di Redazione
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Massa Marittima (Grosseto). Lo Spi Cgil Grosseto esprime preoccupazione per la situazione della Casa di comunità spoke di Massa Marittima, inaugurata poco più di un anno fa (giugno 2025) e oggi non ancora pienamente funzionante.

La struttura rappresenta un presidio fondamentale per garantire servizi sociosanitari di prossimità ai cittadini di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo, ma le criticità legate alla sicurezza e all’organizzazione degli spazi rischiano di limitarne l’efficacia.

Una parte del tetto dell’edificio, a causa di infiltrazioni, risulta crollata nell’area in cui sarebbe dovuto andare principalmente il Cup: l’area destinata anche alle prenotazioni, che è rimasta all’interno dell’ospedale. A oggi non sembrano ancora essere partiti gli interventi di ripristino, nonostante allo Spi Cgil risultasse ci fosse il progetto, così come il finanziamento per far partire il lavori.

«La Casa di comunità di Massa Marittima non può funzionare a metà – afferma Alda Cardelli, responsabile del dipartimento sociosanitario e sanità dello Spi Cgil Grosseto –. Parliamo di un servizio pensato per avvicinare la sanità ai cittadini, soprattutto alle persone anziane e fragili con cronicità, e per questo chiediamo che siano accelerati gli interventi necessari a rendere pienamente utilizzabili tutti gli spazi».

Nella Casa di comunità trova appoggio l’Aft, l‘aggregazione funzionale territoriale che copre i comuni di Massa Marittima, Montieri e Monterotondo Marittimo. La presenza di tre medici di medicina generale consente di organizzare una copertura fino a 12 ore giornaliere, favorendo il lavoro di gruppo tra professionisti e una migliore gestione delle eventuali assenze. Tuttavia, per lo Spi Cgil, questo non può sostituire il pieno funzionamento della struttura.

«L’Aft è uno strumento importante e ha contribuito a rafforzare l’organizzazione dei medici sul territorio – sottolinea Cardelli –, ma non basta. Una Casa di comunità deve garantire accoglienza, orientamento, servizi sanitari e sociosanitari integrati: se una parte essenziale resta inutilizzabile, il progetto perde forza e i cittadini ne pagano le conseguenze».

Nel frattempo, l’ambulatorio infermieristico continua a funzionare, mentre il Cup è stato spostato all’interno dell’ospedale. Una soluzione che lo Spi considera provvisoria e che non deve diventare stabile, perché la Casa di comunità nasce proprio per semplificare l’accesso ai servizi e ridurre gli spostamenti degli utenti.

«Chiediamo all’azienda sanitaria e alle istituzioni competenti di fare chiarezza sui tempi dei lavori e di intervenire rapidamente – dichiara Erio Giovannelli, segretario dello Spi Cgil Grosseto –. Se sia il progetto che il finanziamento erano a disposizione, perché i lavori non partono? Questo lo chiediamo alla direzione generale dell’azienda Usl Toscana sud est. Cittadini e cittadine meritano delle risposte. La sanità territoriale è una priorità, soprattutto nelle aree interne e nei territori più distanti dai grandi presidi ospedalieri. Non possiamo permettere che una struttura inaugurata da un anno resti solo parzialmente utilizzabile».

Per il sindacato, la vicenda della Casa di comunità di Massa Marittima deve essere affrontata con urgenza anche per il valore simbolico e concreto che queste strutture hanno nel ridisegno della sanità di prossimità. Lo Spi Cgil Grosseto chiede quindi un cronoprogramma chiaro, interventi tempestivi di messa in sicurezza e il ripristino delle funzioni previste, a partire dal Punto unico di accoglienza.

«La popolazione, soprattutto quella anziana e con fragilità, ha bisogno di servizi vicini, accessibili e ben organizzati – conclude Giovannelli –. Per questo continueremo a vigilare e a sollecitare risposte: la Casa di comunità deve essere pienamente operativa e deve farlo in tempi certi».

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