Castiglione della Pescaia (Grosseto). Un errore di “copia e incolla” che rischia di compromettere la regolarità di un bando pubblico e, a distanza di tre settimane, il silenzio assoluto da parte dell’amministrazione comunale.
Il gruppo consiliare di opposizione “L’Alternativa” solleva il caso e denuncia la mancata risposta alla propria interrogazione scritta, presentata tramite Pec lo scorso 9 giugno e a oggi ancora ignorata dal sindaco e dagli uffici competenti.
Al centro della polemica c’è il bando per l’assegnazione di 5 importanti autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducente (Ncc), pubblicato all’Albo pretorio a inizio anno. Nel testo ufficiale dell’allegato A (il modello di domanda che i candidati hanno dovuto firmare e presentare), la clausola sulla tutela della privacy (Gdpr) contiene un refuso: vi si legge infatti che i dati personali raccolti «saranno trattati dal Comune di Forte dei Marmi».
«Siamo davanti a una superficialità preoccupante — dichiarano i consiglieri de “L’Alternativa” —. Parliamo di atti amministrativi ufficiali che dovrebbero garantire trasparenza e certezza del diritto. Invece ci troviamo di fronte a un modulo mutuato acriticamente da un altro ente locale, distante oltre 130 chilometri e situato in un’altra provincia. Chi ha firmato quella domanda ha autorizzato formalmente il Comune di Forte dei Marmi, totalmente estraneo al procedimento, a trattare i propri dati sensibili».
L’opposizione sottolinea come questo scivolone non sia solo una «svista editoriale», ma un problema con potenziali ripercussioni giuridiche. Il rischio concreto è quello di esporre il Comune a ricorsi o contestazioni da parte dei partecipanti, minando la legittimità stessa delle domande presentate.
Con l’interrogazione del 9 giugno – indirizzata al sindaco, al segretario e al presidente del Consiglio comunale – il gruppo “L’Alternativa” chiedeva formalmente di sapere: «se l’amministrazione fosse a conoscenza di questa grave svista; come intenda sanare con urgenza il refuso per tutelare i candidati ed evitare ricorsi; quali procedure di verifica interna vengano adottate dagli uffici prima di pubblicare bandi di tale rilevanza economica e sociale».
«Il fatto che dopo 45 giorni non sia ancora pervenuta alcuna risposta scritta — conclude il gruppo consiliare — dimostra l’imbarazzo o, peggio, la mancanza di attenzione di questa maggioranza verso il controllo degli atti e verso il rispetto delle prerogative del Consiglio comunale. I cittadini e le imprese che partecipano ai bandi di Castiglione della Pescaia meritano serietà, non moduli presi in prestito altrove e lasciati senza controllo».

