Home EconomiaNasce la Commissione sindacale di conciliazione: Confindustria, Cgil, Cisl e Uil stringono l’accordo

Nasce la Commissione sindacale di conciliazione: Confindustria, Cgil, Cisl e Uil stringono l’accordo

Firmato l'accordo provinciale che definisce una procedura condivisa per la risoluzione stragiudiziale delle controversie di lavoro nelle imprese associate

di Redazione
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Grosseto. Oggi, venerdì 17 luglio, è stato ufficialmente sottoscritto a Grosseto il verbale di accordo per la disciplina e l’operatività della Commissione sindacale di conciliazione.

L’intesa è stata siglata tra Confindustria Toscana Sud, delegazione di Grosseto, rappresentata da Giovanni Mascagni e Rita Collina, e le segreterie provinciali di Cgil (rappresentata dal segretario generale Monica Pagni), Cisl (rappresentata dal segretario generale Simone Gobbi) e Uil (rappresentata dal segretario generale Federico Capponi).

L’accordo

Scopo dell’accordo è rafforzare le modalità di composizione stragiudiziale delle controversie di lavoro individuali nel caso in cui i contratti collettivi nazionali o territoriali di lavoro applicati non prevedano specifiche procedure, offrendo alle imprese del territorio iscritte a Confindustria e ai loro dipendenti uno strumento rapido, efficace e protetto per la risoluzione dei contenziosi, alternativo alla via giudiziaria ordinaria.

I conciliatori designati dalle federazioni delle organizzazioni sindacali firmatarie e da Confindustria Toscana Sud gestiranno il tentativo di conciliazione secondo procedure che diano piena garanzia di un adeguato livello di informazioni sulle previsioni normative e sui potenziali diritti che il lavoratore o il datore di lavoro potrebbero far valere, nonché sulle modalità di agire per la tutela di questi diritti, rendendo così pienamente edotte e consapevoli le parti.

Un accordo sindacale redatto ai sensi degli articoli 410 e 411 del Codice di procedura civile non è un obbligo di legge a priori, ma diventa necessario o fortemente raccomandato in specifiche situazioni per dare stabilità giuridica alla fine di un rapporto o alla risoluzione di una controversia di lavoro. Ad esempio, nelle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro, soprattutto nel caso di crisi aziendali o riorganizzazioni, se un lavoratore si dimette volontariamente non ha diritto alla disoccupazione. Tuttavia, se la risoluzione del rapporto avviene in sede protetta a seguito di un incentivo all’esodo, il lavoratore mantiene il diritto a percepire la Naspi. L’accordo sindacale inoltre è utile nel caso di cambio di mansione (ai sensi dell’articolo 2103 del Codice civile), oppure per rendere una transazione definitiva e inoppugnabile. Il deposito dell’accordo all’Ispettorato del lavoro, a fronte di un mancato pagamento, lo fa diventare titolo esecutivo, con pignoramento diretto a danno del datore di lavoro.

«Con questa intesa consolidiamo e qualifichiamo le relazioni industriali nel nostro territorio – dichiarano Giovanni Mascagni e Rita Collina –. Il ricorso allo strumento della conciliazione nei rapporti di lavoro è una pratica ormai consolidata e l’accordo firmato oggi va a trasferire su un documento una serie di prassi consolidate che da sempre applichiamo e che servono a dare assoluta evidenza e trasparenza a una procedura che si rivela come un’opportunità, visti gli indubbi vantaggi conseguiti da entrambe le parti: ridurre la conflittualità attraverso il dialogo e gli strumenti paritetici significa non solo risparmiare tempi e costi legati alla macchina della giustizia civile, ma anche garantire un clima aziendale sereno e improntato alla trasparenza, tutelando la competitività e la tenuta sociale delle nostre imprese».

«Con la sottoscrizione di questo accordo – dichiarano Federico Capponi (Uil), Simone Gobbi (Cisl) e Monica Pagni (Cgil) compiamo un passo importante per rafforzare il sistema delle relazioni industriali nel nostro territorio. La Commissione sindacale di conciliazione rappresenta uno strumento concreto che mette al centro la tutela dei diritti, la certezza delle regole e la responsabilità delle parti, favorendo la soluzione delle controversie in tempi rapidi e con procedure condivise. Per le organizzazioni sindacali il dialogo e il confronto costruttivo sono un metodo attraverso cui costruire risultati concreti per lavoratrici e lavoratori. La possibilità di definire una conciliazione in sede protetta, con l’assistenza e la tutela dell’organizzazione sindacale rappresenta una garanzia fondamentale, perché assicura piena consapevolezza dei propri diritti e la certezza che gli accordi siano frutto di una scelta libera, informata e realmente tutelata».

Nella foto, da sinistra: Giovanni Mascagni, Rita Collina, Monica Pagni, Federico Capponi, Simone Gobbi

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