Grosseto. Tre realtà impegnate nella valorizzazione del territorio uniscono competenze ed esperienze per costruire un percorso condiviso a sostegno dell’agricoltura, dell’agrobiodiversità e del patrimonio culturale della Maremma.
Il Biodistretto Colline della Pia, la Comunità del cibo e della biodiversità agricola della Maremma e Il Drago Aps hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che dà vita a un sistema di collaborazione territoriale aperto anche all’adesione di altre associazioni.
L’accordo nasce dalla volontà di mettere in relazione competenze diverse, ma complementari, per promuovere una valorizzazione integrata delle produzioni agroalimentari, dell’agrobiodiversità, del patrimonio culturale e del paesaggio. Un territorio come la Maremma, dove agricoltura, ambiente, storia, archeologia, tradizioni e comunità locali rappresentano un patrimonio strettamente connesso, richiede infatti una visione condivisa e una maggiore capacità di fare rete tra associazioni, produttori, cittadini, istituzioni e mondo della ricerca.
«Oggi le piccole e medie aziende agricole si trovano ad affrontare sfide sempre più complesse e molte aree rurali rischiano lo spopolamento e l’abbandono – afferma Adriano Baiguini, presidente del Biodistretto Colline della Pia –. Per questo abbiamo scelto di unire le forze. Vogliamo creare condizioni più favorevoli alla permanenza e alla crescita delle attività agricole, valorizzando il ruolo economico, ambientale, culturale e sociale che svolgono per il territorio. Fare sistema significa mettere in comune competenze, opportunità e progettualità per dare maggiore forza alle imprese agricole e alle filiere locali».
Il protocollo
Tra gli obiettivi del protocollo figurano la tutela dell’agrobiodiversità e delle varietà locali, anche attraverso la valorizzazione della figura dei Coltivatori custodi e della Rete regionale di conservazione e sicurezza della Toscana, la diffusione di pratiche agricole sostenibili e agroecologiche, la promozione di filiere fondate su lavoro equamente remunerato, sul rispetto delle condizioni di lavoro, sul contrasto a ogni forma di sfruttamento e sul benessere animale, oltre alla valorizzazione delle produzioni locali, dei saperi tradizionali e del patrimonio storico, culturale e paesaggistico.
«L’agricoltura racconta la storia di un territorio tanto quanto i suoi monumenti, i suoi paesaggi e le sue tradizioni –, sottolinea Sara De Santis, presidente de Il Drago Aps –. Con questo accordo vogliamo mettere in relazione cultura, paesaggio e produzioni locali, costruendo iniziative condivise che sappiano coinvolgere cittadini, produttori e istituzioni e rafforzare l’identità della Maremma».
La collaborazione riguarderà anche l’organizzazione di eventi, visite tematiche, corsi e attività formative, la costruzione di filiere corte, la comunicazione delle iniziative comuni, la partecipazione congiunta a bandi regionali, nazionali ed europei e lo sviluppo di rapporti con università, centri di ricerca, istituzioni culturali ed enti pubblici. Nel percorso rientra inoltre la promozione dei principi della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale per la società e lo sviluppo delle iniziative collegate alla comunità patrimoniale “CoMeRA Maremma – Comunità memoria rigenerazione alimentare”.
«La tutela della biodiversità agricola significa custodire un patrimonio costruito nei secoli e consegnarlo alle generazioni future – conclude Alessandro Cardarelli, presidente della Comunità del cibo e della biodiversità agricola della Maremma –. Attraverso questo percorso vogliamo sostenere i Coltivatori custodi, valorizzare le varietà locali, promuovere pratiche agroecologiche e creare nuove occasioni di conoscenza, formazione e sviluppo, perché la biodiversità rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro della Maremma».
Il protocollo non comporta la costituzione di una nuova organizzazione e non limita l’autonomia delle associazioni firmatarie. Si configura invece come una rete di collaborazione stabile e progressiva, aperta a tutte le realtà che condividono gli stessi principi e obiettivi, con l’intento di costruire nel tempo un sistema sempre più ampio e coordinato capace di mettere in relazione agricoltura, biodiversità, ricerca, cultura e comunità locali, trasformando questa collaborazione in progetti concreti e nuove opportunità per il territorio.
Nella foto, da sinistra: Adriano Baiguini, Sara De Santis, Tommaso Ceccarelli e Alessandro Cardarelli (Comunità Cibo)

