Montemerano (Grosseto).«Mariano ha portato i burattini anche dove il teatro di solito non arriva: negli ospedali psichiatrici, nelle carceri, nei centri diurni, nei laboratori per persone con disabilità. In quei luoghi il teatro di figura diventava strumento di mediazione, di riabilitazione, di umanità condivisa. Restituiva parola e dignità a chi parola e dignità aveva negata. Così, nella sua visione, il burattinaio non è più solo artista, ma anche un educatore, o meglio un facilitatore, un costruttore di senso».
Con queste parole Alfonso Cipolla, presidente di Unima Italia, ricorda Mariano Dolci, scomparso il 3 novembre 2025, ma lasciando un pezzo importante della sua opera e del suo percorso in eredità alla bella comunità di Montemerano.
È grazie a questa eredità che prende vita il museo-laboratorio Mariano Dolci, che inaugurerà sabato 27 giugno, alle 18.30, in piazza Canzanelli, a Montemerano, nei locali che Banca Tema ha concesso all’associazione “Ombre Dolci” grazie al sostegno e all’intervento del Centro commerciale naturale di Montemerano. Contemporaneamente, con una cerimonia pubblica, il Comune di Manciano ha conferito all’artista la cittadinanza onoraria, che è stata ritirata dai familiari: la moglie Mariangela Vigotti, la figlia Luisa Stella e la nipotina Irma.
A Mariano Dolci, socio fondatore della sezione italiana dell’Unima (Union internationale de la marionnette, ovvero l’Associazione internazionale dei burattinai e marionettisti, che è stata la prima associazione teatrale ad essere riconosciuta e associata all’Unesco circa un secolo fa) viene dedicata la quarta edizione del Simposio di Unima Italia: un appuntamento tra artisti che quest’anno trasforma l’intero borgo in un laboratorio diffuso tra vicoli, piazze e spazi aperti.
Ufficialmente inaugurato ieri sera in piazza del Castello con lo spettacolo “Celeste”, scritto da Mariano Dolci con Alessandro Libertini che lo ha presentato, il Simposio riempirà di eventi il fine settimana, tra spettacoli, concerti, presentazioni, film e artisti in movimento. Il museo sarà visitabile a orario continuato e ospiterà anche la mostra di antichi teatrini giocattolo a cura dell’Istituto per i beni marionettistici e il teatro popolare, mentre su Corso Italia sarà visibile la mostra dedicata a Luisa Di Gaetano, grandissima amica di Dolci che con lui ha condiviso gran parte del percorso artistico come marionettista dopo essere stata fotografa di scena sul set di Leone, Pasolini e Bertolucci.
Sul finire degli anni Settanta del secolo scorso, Mariano – il cui nonno era Francesco Saverio Nitti, già presidente del Consiglio e più volte ministro – arrivò in Maremma con gli amici intellettuali dell’epoca, tra cui Luisa Di Gaetano, protagonisti di una corrente artistica rinnovata, che interpretava il movimento culturale come un bene popolare da condividere con la comunità. Montemerano attrasse profondamente Dolci, che lo elesse a luogo del cuore e delle sue sperimentazioni artistiche, trovando negli abitanti del borgo una famiglia allargata che apprezzava il suo teatro di figura facendone un pezzo importante della propria storia. Quella che ha portato oggi alla nascita dell’associazione “Ombre Dolci”, che mette in scena proprio il teatro delle ombre dando vita alle storie e alle leggende locali che piano piano riemergono.
Alessandra Amicarelli, consigliera di Unima Italia con delega a consigliera internazionale, che con Eraste Mandera – presidente di Unima Burundi – ha partecipato ai lavori di allestimento del museo-laboratorio, attraversa i luoghi che Dolci «ha amato e abitato» sentendo che la mission di questo Simposio è di «rimetterci sui suoi passi, esplorando come il teatro di figura possa ancora oggi “sconfinare” nel tessuto sociale, rendendo l’artista interattore».
Quest’anno, le parole chiave del Simposio sono comunità e utopia e Montemerano sembra il borgo ideale per rappresentarle. Giungono a questo risultato le collaborazioni tra le istituzioni e le associazioni di Montemerano e Manciano, che hanno messo a disposizione lavoro e competenze, e che stanno cambiando felicemente l’orizzonte socio-culturale del territorio: Centro commerciale naturale di Montemerano, Proloco, Accademia del Libro, Ombre dolci, Odysseus, Polo culturale Pietro Aldi, Comune di Manciano, Filarmonica Verdi, con la partecipazione de Il Teatro della Memoria e dell’Isgrec, e grazie agli sponsor che hanno sostenuto il progetto, da Banca Tema al Consorzio Spm fino alle Terme di Saturnia, con i contributi di Art Brugi, La Grada, Antonio Camillo, Vecchia Dispensa, Il Glicine, Crema e Cioccolato, Il Borgo, MexTE.
Sabato 27 giugno, la cena del tascapane per gli artisti: usanza che prende nomi regionali o locali diversi, il tascapane è la borsa del “pranzo al sacco” che viandanti, contadini e anche militari mettevano a tracolla con il cibo necessario per mangiare fuori. Il tascapane diventa un evento per accogliere gli artisti di Simposio: una cena di comunità preparata dai montemeranesi, il grazie della comunità locale per rifocillare gli ospiti apparecchiando i tavoli in mezzo al paese.
Possono partecipare tutti: gli abitanti del posto cucineranno per marionettisti e burattinai, ma ci saranno a disposizione diversi tavoli dove il pubblico del Simposio potrà sedersi e portare a sua volta del cibo da casa – o acquistarlo sul posto nei negozi del Centro commerciale naturale che offrono grande scelta sui prodotti delle aziende agricole del territorio – da condividere con il vicino, celebrando la migliore delle tradizioni di scambio e convivialità.

