Home AgricolturaGrano e olivicoltura in ginocchio: la forbice dei costi fa tremare la Maremma

Grano e olivicoltura in ginocchio: la forbice dei costi fa tremare la Maremma

di Redazione
0 commenti 85 views

Grosseto – Il crollo dei prezzi all’origine e l‘aumento dei costi di produzione stanno mettendo a dura prova le aziende agricole italiane e, in particolare, due comparti che rappresentano l’identità stessa dell’agricoltura maremmana, come il grano duro e l’olivicoltura. È quanto emerge dall’ultima riunione della Giunta esecutiva nazionale di Confagricoltura, che ha analizzato l’andamento delle principali filiere agricole italiane evidenziando una situazione definita “non più sostenibile” per molte imprese. Tra i dati che destano maggiore preoccupazione figura quello del grano duro.

Negli ultimi quattro anni le quotazioni si sono praticamente dimezzate e il prezzo del frumento duro “fino”, destinato alla produzione di semole di qualità, ha perso quasi il 50% del proprio valore. Una situazione che preoccupa particolarmente la provincia di Grosseto, da sempre uno dei principali territori cerealicoli della Toscana.

“Il grano duro rappresenta una delle produzioni simbolo della nostra agricoltura – sottolinea il presidente di Confagricoltura Grosseto, Attilio Tocchi –. Le aziende stanno affrontando una fase estremamente difficile. Da una parte registriamo un crollo delle quotazioni che riduce drasticamente i margini di redditività, dall’altra dobbiamo fare i conti con costi produttivi che continuano a crescere. È una forbice che rischia di mettere in seria difficoltà molte imprese cerealicole della Maremma.

Confagricoltura evidenzia infatti che produrre frumento oggi costa circa l’11% in più rispetto all’anno precedente, un incremento che si somma alle incertezze dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche che continuano a influenzare il settore agricolo. Per questo l’organizzazione agricola chiede interventi mirati per valorizzare maggiormente il prodotto nazionale e garantire maggiore trasparenza sull’origine delle materie prime utilizzate dall’industria.

Accanto al grano duro, cresce la preoccupazione per il comparto olivicolo, altro pilastro dell’economia agricola maremmana. Negli ultimi dodici mesi il prezzo dell’olio extravergine di oliva ha registrato una riduzione superiore al 33%, con punte che in alcune realtà superano addirittura il 50%. A questo si aggiunge una sostanziale paralisi degli scambi commerciali che sta aggravando ulteriormente la situazione.

“L’olivicoltura non rappresenta soltanto un’attività economica – prosegue Tocchi – ma un presidio fondamentale del territorio e del paesaggio maremmano. Oggi molte aziende si trovano a vendere un prodotto di altissima qualità a prezzi che non coprono adeguatamente gli investimenti sostenuti. È una situazione che rischia di compromettere il futuro di un comparto strategico per l’economia locale.” Anche sul fronte dei costi il quadro non è incoraggiante: secondo le rilevazioni di Confagricoltura, l’olivicoltura registra un incremento medio dei costi di produzione del 7,4%. Per questa ragione l’organizzazione chiede il riconoscimento ufficiale dello stato di crisi del comparto e l’istituzione di un fondo specifico destinato a sostenere la liquidità delle imprese, alleggerire gli oneri finanziari e promuovere il consumo di olio extravergine italiano.

“Serve una risposta concreta e tempestiva – chiede Tocchi – perché stiamo parlando di produzioni che caratterizzano la storia, l’economia e il paesaggio della Maremma. Difendere il grano duro e l’olivicoltura significa difendere una parte importante della nostra identità agricola e garantire un futuro alle aziende che continuano a investire sul territorio e sulla qualità. Perciò – conclude – rivolgiamo un appello alle istituzioni nazionali ed europee affinché vengano adottate misure straordinarie e accordi di filiera capaci di restituire stabilità a mercati che oggi mettono seriamente a rischio la tenuta economica di molte aziende agricole.”

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: