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Grosseto. Era il pomeriggio dell’8 marzo quando tre amici, Lorenzo Morroni, biologo marino presso l’Ispra di Livorno, Daniele Bacciottini e Roberto Poggioli, stavano rientrando da una battuta di pesca in apnea nel tratto di mare compreso tra Cavoli e Seccheto, all’Isola d’Elba. Hanno intravisto in acqua una matassa di cime che si muoveva in modo anomalo. Sotto, impigliata in quella trappola galleggiante, c’era una giovane tartaruga marina Caretta caretta.
Lorenzo Morroni si è tuffato immediatamente. La tartaruga aveva più giri di corda stretti attorno alla pinna posteriore sinistra, una lenza fuoriusciva dalla sua bocca ed era completamente ricoperta di alghe e parassiti; l’animale mostrava chiari segni di denutrizione e di una mobilità ridotta da molto tempo. I tre l’hanno issata a bordo e contattato senza esitare il 1530, il numero della Guardia Costiera.
È partita così la procedura di segnalazione: la Capitaneria di Porto ha attivato la rete di intervento coinvolgendo Arpat e i volontari specializzati nel recupero della fauna marina in Toscana. La tartaruga, affettuosamente ribattezzata Ugo dai suoi soccorritori, ha raggiunto il porto di Marina di Campo e poi, via mare, il porto di Follonica, dove lo staff scientifico di tartAmare l’ha presa in carico e trasportata al Centro recupero a Marina di Grosseto.
L’intervento
Le condizioni di Ugo all’arrivo erano molto gravi e lasciavano davvero poche speranze. Dopo giorni di monitoraggio e cura costante da parte dei volontari, il 13 marzo l’animale è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico: amputazione della pinna posteriore sinistra, ormai in necrosi, e rimozione di un amo incastrato nell’esofago.
L’operazione è stata eseguita dal dottor Andrea Guidoni, storico riferimento di tartAmare per la cura delle tartarughe marine, affiancato dal professor Antonio Di Bello, professore ordinario di Chirurgia veterinaria all’Università degli Studi di Bari e tra le massime eccellenze italiane nella cura delle tartarughe marine. L’intervento si è concluso senza complicazioni e al risveglio dall’anestesia Ugo ha mostrato reattività.
La convalescenza
Le settimane successive all’operazione sono state un percorso fatto di monitoraggi, terapie mirate e cure quotidiane. Ugo ha mostrato quasi subito la volontà di nutrirsi autonomamente e, giorno dopo giorno, ha evidenziato una vitalità crescente.
A fine aprile è arrivata una tappa attesa con trepidazione: il trasferimento dalla showerbox alla vasca di stabulazione grande; si tratta di un passaggio importante, che ha segnato la fine della terapia farmacologica e che è stato accompagnato dall’aumento di peso e dall’andamento positivo del processo di guarigione delle ferite, compreso il moncone della pinna amputata. La vasca più spaziosa gli ha permesso inoltre di allenarsi a nuotare con un nuovo assetto, dovuto alla mancanza di una pinna.
La guarigione
L’ultimo mese è stato segnato da un continuo miglioramento. Le ferite sono guarite completamente, Ugo si alimenta con regolarità, si muove con sicurezza crescente e ha preso peso. Il percorso di guarigione può dirsi concluso. L’ultimo step vedrà l’applicazione della targhetta di riconoscimento e, a quel punto, Ugo sarà davvero pronto per tornare a casa.
La liberazione avverrà domenica 7 giugno alle 10.00 a Marina di Grosseto, presso Waterworld by Alessandra Sensini. Saranno presenti all’evento: la Capitaneria di Porto, l’assessore all’ambiente del Comune di Grosseto, Erika Vanelli, e i ragazzi che hanno salvato Ugo, che lasceranno la loro testimonianza.
Un appello
“La storia di Ugo, in fondo, è quella di una tartaruga fortunata, che ha incontrato le persone giuste nel momento giusto. Per ogni esemplare salvato però, ce ne sono molti altri che non ce la fanno – si legge in una nota di tartAmare -. tartAmare ricorda che in caso di avvistamento di una tartaruga marina in difficoltà è fondamentale chiamare il numero 1530 della Guardia Costiera e attendere le istruzioni degli esperti prima di intervenire, evitando in particolare di tagliare corde o reti, che potrebbero essere rimosse in modo più sicuro con un intervento specializzato”.
tartAmare ringrazia sentitamente Lorenzo Morroni, Daniele Bacciottini e Roberto Poggioli per il loro intervento; la Capitaneria di Porto per il supporto costante; Arpat Toscana; il dottor Andrea Guidoni e il professor Antonio Di Bello per le cure prestate; la pescheria Essegi di Marina di Grosseto per aver fornito a Ugo degli ottimi pranzetti e tutti i volontari che ogni giorno si sono presi cura del piccolo paziente.

