Grosseto. Cinque anni di opposizione in cCnsiglio comunale hanno consentito a Grosseto Città Aperta di elaborare analisi, posizioni e proposte sui principali nodi irrisolti della città.
Ora Grosseto Città Aperta apre un percorso di confronto pubblico per costruire il programma elettorale in vista delle elezioni comunali del 2027, coinvolgendo chi si riconosce in un orizzonte progressista e vuole contribuire ad un progetto serio, di ampio respiro e radicato nella realtà grossetana.
Da qui nasce “Grosseto 2027 – La città si muove”, un cantiere di discussione per ripensare la Grosseto di domani.
Il primo appuntamento sarà sabato 20 giugno, alle 17.00, alla Fondazione Il Sole, con talk tematici e avvio dei tavoli di lavoro su urbanistica, cultura, politiche sociali, verde urbano, sicurezza, turismo, mobilità e altro ancora.
Uno dei talk sarà dedicato al tema dell’abitare.
“Parlare ancora di ‘emergenza abitativa0 rischia di essere fuorviante: non siamo di fronte a un fenomeno improvviso, ma a un problema che persiste da anni e che anche a livello locale può essere affrontato con maggiore efficacia, valorizzando la rete dei servizi già presente sul territorio – si legge in una nota dell’associazione -. Grosseto Città Aperta non intende propagandare facili soluzioni per un problema complesso, ma è convinta che attraverso un cambio di prospettiva nella governance delle politiche sociali, che superi l’impasse in cui versa il Comune di Grosseto, sia possibile fornire risposte nuove e soprattutto efficaci. Non basta promettere maggiori risorse: serve costruire una rete stabile di servizi, capace di mettere a sistema gli attori del welfare e di attivare meccanismi di supporto concreti, tempestivi e mirati”.
“Gli strumenti esistono già e si chiamano co-programmazione e co-progettazione: istituti introdotti dal Codice del Terzo settore e rafforzati in Toscana da una legge tra le più innovative a livello nazionale – sottolinea il comunicato –. È da qui che occorre partire per passare da un modello di assistenza passiva a un modello di welfare generativo. Gli esempi virtuosi non mancano: housing sociale, autorecupero di alloggi, co-housing intergenerazionale, strumenti di garanzia pubblica per favorire l’immissione sul mercato di abitazioni sfitte. Soluzioni diverse, che funzionano solo se accompagnate da una regia dell’amministrazione comunale capace di far dialogare istituzioni, servizi sociali, Terzo settore, proprietari, inquilini e realtà territoriali. È il sistema a rete che Grosseto Città Aperta ha cercato di introdurre in questi anni attraverso molteplici iniziative in Consiglio comunale, sistematicamente respinte o lasciate cadere dalla maggioranza”.
“Pensiamo alla proposta, bocciata, di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di alloggi in locazione attraverso l’intervento dell’amministrazione comunale come garante nei confronti dei proprietari di abitazioni sfitte. Una proposta che in altre realtà fornisce risultati importanti, liquidata dalla maggioranza come mero ‘assistenzialismo’ – prosegue il comunicato -. Pensiamo alla proposta, anch’essa respinta, di istituire un tavolo unitario dedicato al disagio abitativo e sociale, con funzioni di monitoraggio, confronto, co-programmazione, co-progettazione e intervento operativo, aperto a Coeso-Società della Salute, Edilizia provinciale grossetana, Caritas, sindacati degli inquilini, associazioni della proprietà edilizia e Terzo settore. Pensiamo, ancora, alla proposta di promuovere la locazione a canone concordato degli immobili destinati ad abitazione principale anche attraverso una significativa riduzione dell’aliquota Imu. Una proposta accolta dal Consiglio comunale nel 2022 e tuttavia, ad oggi, mai attuata dalla giunta. Le cause del disagio abitativo sono molte e non sempre dipendono da responsabilità individuali: perdita o riduzione del reddito, malattia, difficoltà di trovare una nuova sistemazione alla scadenza del contratto, aumento degli affitti, pressioni del mercato immobiliare nelle zone a forte affluenza turistica”.
“Per questo affrontare il problema solo attraverso gli uffici istituzionalmente preposti, Edilizia provinciale grossetana, Lode e servizi sociali, non è più sufficiente, tanto più dopo i tagli ai fondi statali per la morosità incolpevole intervenuti in questi anni. La vera sfida è riprogrammare la macchina amministrativa intorno a obiettivi chiari, definiti attraverso tavoli di co-programmazione – spiega Grosseto Città Aperta -. Coinvolgere enti pubblici, servizi e Terzo settore serve non solo a razionalizzare le risorse disponibili, ma anche a costruire strategie adatte alle diverse aree del territorio. Questo significa, ad esempio, attivare forme di coordinamento con le frazioni e con i comuni dell’entroterra, in un quadro multisettoriale che coinvolga anche scuola, servizi sociali e trasporto pubblico locale, per costruire alternative abitative capaci di alleggerire il peso delle richieste che oggi si scarica soprattutto su Grosseto e Follonica, con abitazioni in affitto introvabili e canoni alle stelle. La casa non è soltanto un luogo fisico. È stabilità, sicurezza, benessere, possibilità di progettare la propria vita quotidiana. Una città che non garantisce questo ai suoi abitanti non può essere una città davvero sicura, né una città giusta”.
“’Grosseto 2027 – La città si muove’ sarà quindi il primo momento pubblico di un percorso aperto: non un sondaggio, ma un cantiere politico e programmatico. A partire dalle 17.00, i talk tematici apriranno altrettanti tavoli di lavoro, ai quali sarà possibile aderire per contribuire alla costruzione del programma elettorale di Grosseto Città Aperta – termina la nota -. Grosseto Città Aperta è nata come laboratorio politico-culturale progressista, aperto a chi vuole costruire una città più inclusiva, partecipata e proiettata nel futuro. Venite a costruirla con noi”.
Informazioni: grossetoaperta@gmail.com

