Grosseto. Il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud continua a ridisegnare le proprie priorità strategiche, mettendo al centro del dibattito la risorsa più preziosa per le campagne maremmane: l’acqua.
Nella pianura grossetana, l’avvio della stagione irrigua coincide con un profondo lavoro di pianificazione guidato dalla commissione pianificazione, ambiente e irrigazione. Ariane Lotti, presidente della commissione, è la titolare della tenuta San Carlo, 480 ettari di campagna a Principina Mare. Alle sue spalle, il paesaggio racconta già il futuro prossimo dell’agricoltura locale: 40 ettari di risaie a coltivazione biologica alimentate dall’impianto irriguo del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud, che serve oltre tremila ettari di coltivazioni alle porte di Grosseto.
Il via alla stagione irrigua è il risultato di mesi di serrato confronto e progettazione. Nell’ultimo anno l’attività della commissione è stata infatti incessante, mossa dalla precisa volontà di imprimere una forte accelerazione e di affrontare i nodi irrisolti del sistema idrico.
«Abbiamo vissuto un confronto intenso ed estremamente propositivo – ricorda Lotti – e, pur muovendoci all’interno di un’infrastruttura storicamente efficiente e ben gestita, era fondamentale intervenire su alcune criticità strutturali rimaste a lungo insolute».
Questa spinta al cambiamento e all’efficientamento ha trovato subito una sponda solida nei vertici dell’ente di via Ximenes, creando una sinergia tra la parte politica e l’apparato operativo.
«L’intesa con il nuovo presidente Federico Vanni, con i tecnici e con l’intera assemblea è stata immediata», sottolinea la presidente, evidenziando come l’intero ente stia remando compatto nella stessa direzione: «C’è stata una condivisione totale nell’attribuire una priorità strategica alla gestione della risorsa irrigua».
La vera svolta è stata di natura strutturale e organizzativa, un cambio di paradigma che ha l’obiettivo di modernizzare la macchina consortile. «Il nostro primo obiettivo è stato istituzionalizzare e dare piena dignità al comparto irriguo all’interno dell’ente», racconta l’imprenditrice agricola.
Per dare corpo a questa visione, la governance ha agito di conseguenza: «La nascita di un’area dedicata all’irrigazione risponde proprio alla necessità di garantire un servizio più efficiente, tempestivo e vicino alle reali esigenze dell’utenza».
Questo nuovo settore (l’Area Irrigazione e Contratti, diretta dall’ingegnere Roberto Tasselli) non è stato costituito solo per gestire l’ordinario o per rispondere alle emergenze quotidiane dei coltivatori, ma per diventare il vero cervello strategico del settore. «I cambiamenti climatici non ci concedono più margini d’errore», ammonisce la presidente: «La disponibilità idrica è diventata la vera linea di confine per la sopravvivenza dell’agricoltura, per la tenuta del tessuto rurale e per la sicurezza economica dell’intera Maremma».
I prossimi mesi saranno decisivi per mappare i consumi reali e muoversi con precisione sul territorio. Questo neonato ufficio irrigazione, infatti, sta unendo gli interventi di ammodernamento delle reti a un potenziamento dei sistemi di monitoraggio: il lavoro di tracciamento permetterà di pianificare le prossime stagioni. «Avvieremo una campagna sistematica di rilevamento dati – annuncia la presidente –. Dobbiamo quantificare con esattezza i volumi idrici utilizzati, incrociandoli con le tipologie di colture e i periodi di maggior consumo. Solo attraverso questa mappatura potremo definire un piano di riparto della risorsa che sia efficiente, equilibrato e privo di sprechi durante la stagione estiva».
Si tratta di una vera e propria operazione trasparenza e razionalizzazione, fondamentale per incrociare il reale fabbisogno delle singole colture della pianura – dai pomodori al riso, fino ai foraggi – con l’effettiva disponibilità dei canali e dei bacini, evitando sprechi e garantendo equità.
Le sfide sul tavolo, del resto, sono tante e complesse, a partire dalle criticità che ciclicamente colpiscono gli agricoltori proprio nei momenti più delicati dell’anno.
Ariane Lotti, vicepresidente di Confagricoltura Grosseto, le conosce e la commissione ha già individuato due priorità per il comprensorio grossetano: la prima riguarda un problema ben noto a chi vive di terra, ovvero la gestione dell’approvvigionamento idrico nel delicato mese di maggio, un periodo cruciale per le semine. «Chi opera sul campo lo sa bene – illustra –. I temporali che colpiscono l’entroterra provocano un improvviso intorbidimento del fiume Ombrone. Il fango e i detriti ci costringono a sospendere gli attingimenti, bloccando l’irrigazione proprio nella fase di picco di semine e trapianti».
«Stiamo valutando soluzioni alternative e strutturali per diversificare le fonti di approvvigionamento in primavera», racconta la presidente, svelando una delle frontiere più innovative su cui il Consorzio intende lavorare: «Tra le opzioni al vaglio stiamo approfondendo il potenziale riutilizzo delle acque reflue depurate».
La seconda grande scommessa della commissione è quella di estendere le aree coperte dall’irrigazione collettiva, perché più ettari protetti significano più aziende agricole resilienti di fronte alla crisi climatica. Il progetto più ambizioso e concreto in tal senso riguarda una fetta importantissima della campagna grossetana, a ridosso del Parco naturale.
«Stiamo creando un nuovo comprensorio nella zona di Alberese», annuncia con orgoglio Lotti, spiegando come questa imponente infrastruttura permetterà di estendere i benefici del servizio a un’area strategica della provincia: «Parlo di un territorio che storicamente è rimasto escluso dai grandi circuiti di distribuzione collettiva e che, grazie a questo intervento, potrà finalmente contare su una gestione della risorsa idrica strutturata, efficiente e garantita dal Consorzio».
«Il quadro delle sfide che ci attende è indubbiamente complesso», conclude Lotti, guardando l’orizzonte della pianura maremmana che si specchia nelle prime risaie allagate della stagione: «Tuttavia, grazie alla solidità della commissione, alle competenze della struttura tecnica e al supporto del presidente Vanni e di tutta l’assemblea, abbiamo gli strumenti giusti per governare il cambiamento e dare risposte concrete al mondo agricolo».

