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Grosseto. Giovedì 21 maggio, alle 17.30, all’Hotel Granduca di Grosseto (in via Senese 170), sarà presentato “David Rossi. I fatti” di Ranieri Rossi, pubblicato da Effigi. L’incontro vedrà il dialogo tra l’autore e Giancarlo Capecchi, che introdurrà la presentazione del volume.
Il libro si inserisce nel dibattito ancora aperto sulla morte di David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, una vicenda che continua a suscitare attenzione pubblica e istituzionale.
Il libro
Il 6 marzo 2013 David Rossi viene trovato morto dopo la caduta dalla finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, sede storica del Monte dei Paschi di Siena. Nonostante le conclusioni di due inchieste abbiano archiviato il caso come suicidio, la vicenda ha continuato negli anni a generare interrogativi, approfondimenti e differenti interpretazioni.
“David Rossi. I fatti” nasce con l’obiettivo di ricostruire la vicenda attraverso un’analisi rigorosa di atti, indagini e materiali processuali, offrendo al lettore una base documentale ampia e strutturata. Il volume non propone conclusioni precostituite, ma mette a disposizione i fatti e le fonti, lasciando spazio a una valutazione consapevole da parte del lettore.
La pubblicazione si colloca all’interno di un dibattito che, a distanza di anni, non si è mai sopito e che continua a essere oggetto di attenzione pubblica e istituzionale. Alcuni dei temi, degli elementi e delle ricostruzioni analizzate nel volume hanno trovato nel tempo ulteriore riscontro nelle indagini della commissione parlamentare e negli approfondimenti successivi, contribuendo a mantenere viva l’attenzione su una vicenda ancora oggi piena di interrogativi.
L’autore
Ranieri Rossi, professore di Farmacologia all’Università di Siena, è fratello di David Rossi. Da anni, insieme alla famiglia, è impegnato nella ricerca della verità sulle circostanze della morte del fratello, attraverso lo studio della documentazione e il confronto con le istituzioni.
«Questo libro non nasce per proporre conclusioni, ma per mettere a disposizione i fatti, affinché ciascuno possa formarsi un’opinione consapevole su quanto accaduto. Perché la verità è di tutti, non solo della famiglia», afferma l’autore.

