Aggiornamento ore 11.50: dopo aver diffuso il comunicato, i fedeli sono stati contattati dalla Curia vescovile di Grosseto. “Per la celebrazione della Messa in ricordo dei combattenti e dei dispersi della Repubblica Sociale Italiana, la Curia ci ha concesso l’utilizzo della chiesa di San Giuseppe, in via Sauro, a Grosseto, nel quartiere di Barbanella – spiegano -. Ringraziamo la Curia per la disponibilità, ma, allo stesso tempo, ribadiamo il rammarico per lo spostamento, dopo 40 anni, della funzione religiosa in un’altra chiesa”.
La messa sarà quindi celebrata martedì 28 aprile, sempre alle 18, nella chiesa di San Giuseppe, a Grosseto.
Grosseto. I fedeli che da oltre quarant’anni partecipano alla Santa Messa in ricordo dei combattenti e dei dispersi della Repubblica Sociale Italiana, tradizionalmente celebrata il 28 aprile alle 18.00 nella chiesa della Medaglia Miracolosa in via Roma, esprimono “profondo rammarico per quanto accaduto quest’anno”.
“La chiesa, attualmente gestita dall’associazione San Lorenzo, non verrà più concessa per la celebrazione di funzioni religiose pubbliche – continua la nota dei fedeli -. Ciò avviene nonostante l’interessamento diretto di Sua Eccellenza il Vescovo di Grosseto, che aveva anche provveduto a designare il sacerdote incaricato della celebrazione. Apprendiamo con grande dispiacere che il direttivo dell’associazione abbia deciso, in modo autonomo, di non consentire l’apertura del luogo di culto, impedendo di fatto lo svolgimento di una funzione religiosa che rappresenta da decenni un momento di raccoglimento, memoria e preghiera per tanti fedeli. Una scelta che non condividiamo e che riteniamo profondamente ingiusta nei confronti di una comunità che, con rispetto e continuità, ha sempre partecipato a questa commemorazione”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Gino Tornusciolo: “Mi sono interessato personalmente alla questione e ho parlato direttamente con la presidente dell’associazione. Pur in un clima cordiale, le motivazioni addotte mi sono apparse più come giustificazioni di circostanza che reali ragioni. Trovo inaccettabile che un luogo di preghiera venga di fatto privatizzato e sottoposto alle decisioni di un consiglio di amministrazione, arrivando persino a contrastare il parere della Curia”
I fedeli comunicano che “si stanno già attivando per individuare al più presto un’altra chiesa disponibile ad accogliere la celebrazione. Nel frattempo, ci scusiamo con tutti coloro che, come ogni anno, si recheranno nella chiesa trovandone il portone chiuso: una situazione che addolora profondamente chi continua a credere nel valore della memoria e della preghiera per i defunti”.

