Home GrossetoTirrenica, Rossi: “Simiani rifiuta la riformulazione dell’Odg, il Governo aveva dato disponibilità”

Tirrenica, Rossi: “Simiani rifiuta la riformulazione dell’Odg, il Governo aveva dato disponibilità”

Il deputato: "Occasione persa per stare uniti. Rimane volontà di fare opera da parte governo"

di Redazione
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Roma. “Quella di oggi in Aula è stata un’occasione persa anche se rimane la volontà del Governo di trovare la soluzione alle lungaggini che stanno rallentando il cammino per il passaggio dei progetti da Sat ad Anas. Il Governo era pronto ad accogliere l’Ordine del giorno sul Corridoio Tirrenico presentato dal collega Simiani, depurandolo di imprecisioni e inesattezze, ma il deputato Dem ha preferito rifiutare la riformulazione proposta dall’esecutivo”. E’ quanto dichiara il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, a margine dei lavori parlamentari.

Il punto del contendere riguarda la riformulazione proposta dal Governo all’impegno del Pd, che “invitava a proseguire le attività di progettazione e realizzazione del potenziamento del collegamento stradale, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e anticipando gli interventi di adeguamento per la sicurezza stradale”.

“Se Simiani avesse accettato con senso di responsabilità questa riformulazione – spiega Rossi – l’Ordine del giorno sarebbe stato votato pressoché all’unanimità dall’Aula. Sappiamo che il peso degli Odg è relativo, poiché già nel dicembre 2022 fu approvato un mio Odg specifico sul tema, ma, nonostante che l’iter realizzativo, in effetti, sia stato ripreso, l’appesantimento burocratico, purtroppo, rallenta gli sviluppi della realizzazione del corridoio tirrenico”.

Rossi sottolinea come la disponibilità del Governo sia stata ribadita in Aula anche dal Ministro Tommaso Foti, il quale ha chiarito i motivi tecnici della riformulazione e confermato la volontà politica di realizzare l’opera.

“Il quadro normativo è chiaro ed è contenuto nell’articolo 30 del decreto Pnrr – prosegue Rossi –. Il comma 4 di questo articolo dispone che le risorse del Pnrr che risulteranno prive di obbligazioni giuridicamente vincolanti alla data del 30 giugno 2026, e che non siano necessarie per gli obiettivi già rendicontati all’Unione Europea, vengano riassegnate per specifiche iniziative e singoli interventi. È esattamente in questo spazio di manovra che il Governo intenderà agire per finanziare opere strategiche, a fronte di una verifica delle risorse reperite dopo il giugno 2026″.

“Lo scontro per fini elettorali o gli strapuntini in un Odg servono a poco. Il Governo lavora sui testi e sulle coperture finanziarie e Anas deve concludere le progettazioni. La Tirrenica non è un miraggio, ma un’opera necessaria da affrontare con gli strumenti legislativi corretti, eventualmente con l’accertamento delle economie previsto per il post-2026. Rifuggiamo da una facile propaganda e spingiamo Anas a completare il suo lavoro. Mercoledì prossimo incalzerò su questo l’amministratore delegato in Commissione”, conclude Fabrizio Rossi.

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