Grosseto. In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, si è svolta questa mattina, nel palazzo della Provincia di Grosseto, una conferenza promossa dall’Isis “Leopoldo II di Lorena” e sostenuta dalle istituzioni locali, tra cui Provincia e Comune.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di condivisione e vicinanza alle persone con autismo e alle loro famiglie, ribadendo l’impegno del territorio nel favorire un’inclusione sempre più concreta, capace di garantire a tutti una vita piena e dignitosa.
Nel corso della mattinata è stato inoltre presentato un modello di buone pratiche inclusive sviluppato dall’istituto, insieme al progetto laboratoriale “Il Giardino di Leopoldo”, che ha dato vita al libro illustrato “Le avventure di Stefano e Chase”: il protagonista è il giovane Stefano De Rosa, la cui personalità e il cui talento vengono valorizzati attraverso una favola capace di raccontare, con sensibilità e creatività, il suo mondo.
All’incontro hanno preso parte anche la presidente della Consulta per la disabilità del Comune di Grosseto, Valentina Corsetti, e l’assessore al sociale Carla Minacci, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso i temi dell’inclusione e del sostegno alle fragilità.
“È fondamentale ricordare che nessuna famiglia deve sentirsi sola – ha detto Elena Improta, presidente della Fondazione ‘Casa di Mario’ e dell’associazione ‘Oltre lo sguardo’, intervenuta in qualità di vicepresidente della Consulta provinciale della disabilità . L’autismo non riguarda solo chi ne è direttamente coinvolto, ma interpella l’intera comunità: scuole, associazioni, istituzioni, cittadini. Fare rete non è uno slogan, ma una necessità concreta. Significa condividere risorse, costruire percorsi inclusivi, sostenere chi ogni giorno affronta sfide complesse con forza e dedizione. In questo contesto, serve un impegno reale per rafforzare i servizi, sostenere le famiglie e riconoscere pienamente il ruolo dei caregiver, non solo a parole, ma con azioni tangibili. Una società davvero inclusiva si misura dalla capacità di prendersi cura dei suoi membri più fragili, senza lasciare indietro nessuno”.
“Quando si parla di buone pratiche c’è prima di tutto la volontà del voler condividerle in quanto hanno prodotto risultati positivi e misurabili – ha affermato il professor Giovanni D’Onofrio, organizzatore dell’evento e membro della Consulta provinciale -. È questo il caso de ‘Il Giardino di Leopoldo’, progetto laboratoriale permanente dell’Isis ‘Leopoldo II di Lorena’ da me diretto, che, oltre a favorire l’apprendimento e l’inclusione in maniera partecipativa, si concentra sulla personalizzazione dell’intervento valorizzando le abilità manifestate e nel far emergere quelle latenti, in un percorso che accompagna lo studente a raggiungere benessere ed equilibrio per lo sviluppo della sua personalità, per divenire protagonista e dire al mondo ‘Io esisto'”

