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Grosseto. Il Comitato provinciale per il No di Grosseto invita la cittadinanza all’incontro pubblico di chiusura della campagna referendaria, promosso con la partecipazione dell’Associazione nazionale magistrati, che si terrà venerdì 20 marzo alle 16.30 all’Hotel Airone (in via Senese 35, a Grosseto).
L’evento vedrà la partecipazione di relatori di altissimo profilo: Eugenio Albamonte, magistrato e già presidente nazionale dell’Anm, e Serena Sorrentino, della Cgil nazionale. L’incontro sarà moderato da Giovanni Puliatti, già presidente della sezione penale del Tribunale di Grosseto, e da Monica Pagni, segretaria generale della Cgil di Grosseto.
“Le ragioni di un No a difesa dei cittadini”
“In queste settimane di campagna elettorale, la maggioranza di Governo ha scelto la via della speculazione politica, utilizzando singole vicende giudiziarie per meri scopi elettorali – si legge in una nota del Comitato per il No –. Tra le tante inesattezze diffuse, emergono però verità che suonano come confessioni. Una su tutte: le parole del Ministro Nordio, secondo cui questa riforma servirebbe anche all’opposizione qualora andasse al Governo. Questa affermazione rende palese ciò che sosteniamo da tempo: il fronte del Sì non lavora per i cittadini, ma per consegnare alla politica un favore enorme, ovvero il potere di condizionare l’autonomia della magistratura”.
“Ridondante e di cattivo gusto lo slogan governativo secondo cui con la riforma ‘chi sbaglia paga’ – prosegue il comunicato –. Nel mondo della giustizia esistono già i gradi di appello e gli strumenti per sanzionare gli errori; storicamente, chi ha cercato di sottrarsi alle proprie responsabilità è stata proprio quella parte di politica che ha varato leggi ‘ad personam’ per non essere giudicata. Questa riforma non aumenta la responsabilità, ma mira a dare un’ulteriore mano alla politica per porsi al di sopra della legge”.
“Efficienza, non sottomissione”
“La garanzia della nostra democrazia risiede nella Costituzione, che sulla giustizia non necessita di ritocchi al ribasso e in quella frase scritta in ogni aula di tribunale: ‘La legge è uguale per tutti’. Questo principio vale al di là delle correnti o delle sensibilità dei singoli magistrati. Questa riforma è un tentativo di assoggettare il potere giudiziario a quello politico, ai cittadini non serve che sia dia così più potere ai partiti. Servono invece leggi che garantiscano efficienza, più personale nei tribunali, rapidità dei processi. Così si dà certezza di essere tutelati e ascoltati senza essere dimenticati tra le carte per anni – termina la nota -. Domenica 22 e lunedì 23 marzo, votare No significa impedire che la giustizia diventi uno strumento nelle mani della politica. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare a questo ultimo momento di confronto prima del voto”.

