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Svolta per la Venator: Nuova Solmine pronta a rilevare l’azienda, posti di lavoro salvi

di Redazione
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Grosseto. Si avvia finalmente verso una soluzione positiva la crisi che da tempo perdurava nello stabilimento di Venator, una crisi che ha generato per mesi incertezze e forti preoccupazioni per lavoratori, lavoratrici e famiglie. La soluzione individuata è il passaggio di mano dello stabilimento, che apre una nuova e importante fase industriale.

Oggi, nel corso dell’incontro istituzionale tenutosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, è stata ufficializzata la notizia dell’avvio del percorso che porterà al trasferimento del sito produttivo di Scarlino a Nuova Solmine, con la successiva costituzione di una nuova società.

Il presidente della provincia di Grosseto e il sindaco di Roccastrada e i sindaci dei Comuni di Follonica,  Monterotondo Marittimo, Montieri, Massa Marittima, Scarlino, Gavorrano esprimono grande soddisfazione per questo risultato, che rappresenta un passaggio decisivo per la tutela dell’occupazione e per la continuità produttiva di un impianto strategico per l’intero territorio.

«Come istituzioni si legge nella nota – abbiamo seguito passo dopo passo questa complessa vicenda, prima attraverso l’attivazione del tavolo provinciale, poi con il confronto al tavolo regionale, garantendo attenzione costante, unità di intenti e massima tutela per i lavoratori e le lavoratrici».

Un passaggio fondamentale riguarda anche il cronoprogramma dell’operazione: entro il 31 dicembre si procederà alla chiusura formale dell’accordo, con il trasferimento degli asset e delle maestranze dalla proprietà attuale alla nuova società. Dal 2 gennaio prenderà avvio il percorso di riassunzione del personale, assicurando così continuità occupazionale e produttiva.

Lo stabilimento risulta fortemente interconnesso con il ciclo produttivo di Nuova Solmine per la produzione del biossido di titanio, attraverso l’impiego dell’acido solforico, configurando un vero e proprio polo integrato della chimica di base.

«Oggi prende una strada finalmente positiva il polo industriale –prosegue il comunicato restituendo fiducia dopo un periodo lungo e difficile. Si aprono nuove prospettive non solo per i lavoratori e le lavoratrici coinvolti, ma per l’intero sistema produttivo delle Colline Metallifere e per tutta la provincia di Grosseto. È un segnale importante anche per il futuro della chimica di base, che qui trova uno dei suoi principali centri di riferimento».

Le istituzioni locali confermano che continueranno a seguire con la massima attenzione ogni fase del percorso, mantenendo un confronto costante con le aziende, le organizzazioni sindacali e tutti gli enti competenti, affinché questa transizione si traduca in stabilità, occupazione e sviluppo.

Fabrizio Rossi: “Verso una soluzione concreta e definitiva”

Oggi pomeriggio al Mimit, convocati dal Ministro Adolfo Urso, abbiamo finalmente visto compiersi la svolta che tutta la Maremma attendeva da oltre due anni: la crisi Venator di Scarlino si avvia verso una soluzione concreta, seria e definitiva”.

E’ quanto dichiara il deputato grossetano di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, presente all’incontro di questo pomeriggio al Ministero del Made in Italy alla presenza del Ministro Urso.

“Durante la riunione – commenta Rossi è emersa la prospettiva di una nuova proprietà italiana per lo stabilimento e a farsi avanti è stato l’ingegnere Luigi Mansi, presidente di Nuova Solmine S.p.A. del gruppo Solmar, quarantesima azienda chimica italiana”.

“Dopo nove mesi di lavoro del tavolo di crisi – spiega Rossi –, il Ministero ha portato a casa un risultato fondamentale: scongiurata la chiusura dell’impianto e garantita la salvaguardia dell’occupazione. Il percorso delineato prevede firma del preliminare di cessione vincolante entro la fine del 2025, subentro operativo del nuovo soggetto dal 1° gennaio 2026 e il recupero del 100% dei lavoratori a partire dal mese di aprile 2026″.

“Un esito non scontato – sottolinea Rossi – che restituisce futuro allo stabilimento, al Polo industriale della piana di Scarlino e a tutta l’economia della Maremma. Ringrazio il Ministro Urso per l’enorme impegno e la determinazione con cui ha seguito passo dopo passo la vicenda, così come il Governo di Giorgia Meloni che ancora una volta dimostra con i fatti di essere al fianco dei territori e dei lavoratori, ringrazio sindacati dei datori di lavoro e dei lavoratori”.

“Sosteniamo il progetto dell’ingegner Mansi, che auspica il rilancio concreto del sito industriale di Scarlino. Oggi è un giorno importante per la nostra provincia: si gettano basi solide per rilanciare un sito produttivo strategico che rischiava di essere perduto. Continueremo a seguire ogni passaggio fino alla completa attuazione dell’accordo”, conclude Fabrizio Rossi.

Marco Simiani: “Accordo vittoria per tutto il territorio”

“L’accordo tra Nuova Solmine e Venator Italia per l’acquisizione dello stabilimento di Scarlino è una vittoria per tutto il territorio e rappresenta finalmente un segnale positivo per il futuro di un’impresa storica e per i lavoratori coinvolti. Questo sito, unico in Italia nella produzione di biossido di titanio, ha un valore strategico non solo a livello locale, ma per l’intero comparto industriale nazionale. Con questa operazione si va inoltre delineando la nascita di un gruppo chimico destinato a diventare tra i più significativi del Paese, con importanti ricadute sulla competitività dell’intero settore”: lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera, presente oggi, martedì 2 dicembre, all’incontro sulla vertenza aziendale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

“Siamo fiduciosi che con il supporto delle istituzioni la procedura di acquisizione possa essere accompagnata da un serio piano industriale, trasparente e sostenibile, capace di garantire l’occupazione, tutelare l’indotto e offrire concrete prospettive di rilancio. Entro tre mesi tutti i lavoratori saranno reinseriti. Il territorio e le famiglie non sono stati lasciati soli in questa fase di incertezza. Ora è fondamentale che il grande lavoro svolto, frutto della collaborazione tra sindacati, aziende, associazioni e istituzioni, prosegua e si traduca in un accordo di programma in grado di rafforzare le connessioni infrastrutturali, migliorare i livelli ambientali delle imprese e aumentare le opportunità occupazionali dell’intera area del Casone”: conclude Simiani.

Simona Petrucci: “Svolta decisiva per la Maremma”

“Quella annunciata oggi al Mimit è una notizia che aspettavamo da mesi e che finalmente riporta fiducia, prospettiva e stabilità a Scarlino e a tutta la Maremma. L’acquisizione dello stabilimento Venator da parte di un gruppo italiano solido come Nuova Solmine non è solo una soluzione industriale: è un segnale concreto di tutela del lavoro, della nostra economia e delle competenze che questo territorio ha saputo esprimere. In questi mesi il Governo e il Ministro Urso non si sono mai risparmiati, seguendo passo dopo passo una vertenza complessa e dimostrando, con i fatti, che la politica può davvero trasformare una crisi in una vera opportunità.

Sono stati smentiti, ancora una volta, i tanti catastrofisti che parlavano di un sito destinato alla chiusura: oggi non solo si salvaguardano centinaia di dipendenti e le loro famiglie, ma si dà respiro a un indotto essenziale per l’economia locale e si pongono le basi per un nuovo ciclo di rilancio produttivo. Ora comincia una fase altrettanto importante: accompagnare questo percorso, vigilare sugli step operativi, sostenere investimenti e innovazione affinché Scarlino torni a essere un polo strategico, competitivo e capace di creare nuove opportunità per tutto il territorio. Questo è il nostro impegno e continueremo a portarlo avanti con la stessa determinazione mostrata fin dall’inizio”.

È quanto dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Simona Petrucci.

Il Pd di Follonica: “Risultato impensabile fino a qualche mese fa”

“Il piano industriale è stato presentato e rappresenta una vera svolta – dichiara Gianni Traversari, della segreteria del Pd di Follonica e responsabile gruppo industria -. L’obiettivo è finalizzare l’acquisizione il 29 dicembre e riavviare una prima linea produttiva il 2 gennaio, con il rientro immediato di 134 lavoratori. Entro tre mesi si prevede di riattivare la seconda linea, con il conseguente reintegro di tutto il personale. Un risultato impensabile solo qualche mese fa. Verrà costituita una nuova società, autonoma per i prossimi tre anni, al termine dei quali è previsto un processo di fusione con Nuova Solmine. La firma di oggi rappresenta una vera boccata d’ossigeno per lavoratori e lavoratrici che da quasi due anni vivono la difficile situazione della cassa integrazione. Oggi, finalmente, possono guardare al futuro con rinnovata fiducia”.

Virio Manazzale, ex lavoratore Venator, ha seguito la vicenda con instancabile passione: “Ho sempre invitato i lavoratori alla lotta, a non rassegnarsi. Ho passato 27 anni lì dentro e veder chiudere la fabbrica sarebbe stato inaccettabile. Oggi, nonostante i miei 87 anni, sarei stato pronto a qualsiasi gesto, a qualsiasi protesta. Perché il lavoro è dignità e va difeso a ogni costo”.

Noi Moderati: “Bene acquisto da parte di azienda locale”

Il commissario provinciale di Noi Moderati, Daniele Brogi, accoglie con grande soddisfazione la notizia dell’accordo per l’acquisto della Venator da parte del Gruppo Solmar.

“Si tratta di un risultato molto positivo – sottolinea Brogi – perché da inizio anno a primavera si andrà finalmente a chiudere una fase di crisi che ha pesato su tante famiglie e sull’intero comparto. La garanzia ulteriore è data dal fatto che l’acquirente sia un’azienda locale, radicata da decenni sul territorio, che ha sempre creduto nella sua crescita e che conosce bene la realtà che va a rilevare, essendo da sempre il principale cliente della Nuova Solmine, con l’acquisto del 30% dell’acido solforico prodotto.”

Brogi evidenzia come la scelta del Gruppo Solmar non sia soltanto un’operazione industriale, ma un segnale di fiducia verso il territorio e le sue potenzialità. “La buona notizia che giunge dal Ministero – aggiunge – alimenta la speranza di una ripresa del mercato, capace di offrire nuove prospettive all’interno del comprensorio delle Colline Metallifere. L’obiettivo è quello di garantire ulteriore ‘buona occupazione’, un tema quanto mai attuale e centrale per la coesione sociale.”

Il commissario ricorda inoltre il ruolo strategico del polo chimico, da sempre attrattivo per i giovani delle scuole locali, che qui trovano opportunità di lavoro e di crescita professionale. “Investire su questo significa investire sui nostri ragazzi e sul futuro delle comunità. È un segnale concreto di come si possa coniugare sviluppo industriale e valorizzazione delle risorse umane, rafforzando il legame tra impresa e territorio. La vicenda Venator – conclude Brogidimostra che, quando si creano sinergie tra istituzioni, imprese e comunità, si possono superare le difficoltà e aprire nuove strade di sviluppo. È un messaggio di fiducia che ci sentiamo di condividere con tutti i cittadini.”

Forza Italia Giovani: “Grande opportunità per il territorio”

“La definizione dell’accordo – afferma il coordinatore provinciale di Forza Italia Giovani e assessore ai lavori pubblici e urbanistica del Comune di Scarlino, Cesare Spinelli – rappresenta un punto di svolta atteso dal territorio che vede finalmente riaprirsi un cammino di sviluppo dopo anni difficili. La continuità produttiva e le garanzie occupazionali conferiscono nuove prospettive ai lavoratori e indicano una strada ai giovani: il polo chimico di Scarlino può tornare ad essere un luogo di opportunità e innovazione.”

Spinelli ricorda poi la partecipazione del Comune di Scarlino ai tavoli istituzionali, compresa la sua presenza di febbraio 2025 al Ministero, come segno di un impegno condiviso nell’interesse del comune di Scarlino e dell’intero territorio maremmano.

“La ripartenza dello stabilimento e gli investimenti previsti – dichiara il consigliere comunale di Grosseto e componente del direttivo provinciale di Forza Italia Giovani, Ludovico Baldidimostrano in modo evidente che il territorio è in grado di ripartire con progetti capaci di generare occupazione qualificata e prospettive di lungo periodo. La scelta di investire su Scarlino e sulla Maremma conferma che esistono le condizioni per poter ricostruire un futuro lavorativo credibile anche per i giovani”.

Maule: “Il futuro si sblocca”

“Prima di entrare nel merito politico della vicenda, desidero rivolgere un sincero apprezzamento all’ingegner Luigi Mansi, figura che in questi anni ha dimostrato un profondo e concreto attaccamento al territorio di Gavorrano – dichiara Andrea Maule, capogruppo del gruppo di opposizione ‘Noi, per Gavorrano!’ –. Attraverso Nuova Solmine non solo ha sostenuto nel tempo numerose iniziative sociali e culturali che animano la nostra comunità, ma ha anche garantito lavoro e stabilità economica a tante famiglie del territorio. Mansi, come è noto, è anche il patron del Follonica-Gavorrano, una realtà calcistica di livello nazionale che coinvolge centinaia di ragazze, ragazzi e tante persone del nostro Comune, e non solo, portando il nome di Gavorrano in tutta Italia. È un impegno che ha caratterizzato il suo passato, che continua oggi e che siamo certi proseguirà nel futuro: per questo, la nostra gratitudine nei suoi confronti è sincera e smisurata”.

“Quando, poco più di un mese fa, abbiamo pubblicato la nostra lettera aperta indirizzata a Venator e a Nuova Solmine, qualcuno, la sindaca Ulivieri in primis, ha preferito risponderci con attacchi personali, toni scomposti e accuse del tutto fuori luogo. Oggi i fatti dimostrano che avevamo visto giusto – continua Maule – Quando scrivemmo la lettera aperta eravamo ben consci che la trattativa era in una fase avanzata e che la questione della Vallina sarebbe stata uno snodo imprescindibile per la futura produzione industriale. Non abbiamo fatto altro che dire la verità: se non si avvia tempestivamente l’iter di adeguamento della Vallina, ogni progetto di rilancio rischia di subire inutili rallentamenti. Oggi la notizia conferma che quella visione era corretta, mentre le reazioni isteriche della sindaca appaiono ancora più fuori luogo”.

Maule torna sulla polemica scoppiata dopo la pubblicazione del loro documento: “Invece di cogliere lo spirito costruttivo della nostra lettera, che non era una critica ma un invito alla responsabilità e alla trasparenza, la sindaca ha preferito gridare allo scandalo, accusarci di fare confusione e persino di ‘dover tacere’. Oggi sarebbe lei a dover chiedere scusa ai cittadini per le sue parole: perché la notizia dell’acquisizione conferma che il percorso industriale era già chiaro, e che noi avevamo indicato la strada giusta”.

Ora, secondo il gruppo consiliare, arriva il momento più delicato: “Adesso che il futuro produttivo è tracciato, è essenziale lavorare subito e con serietà. Non possiamo permetterci che il tema della Vallina torni a essere un ostacolo, un ritardo o, peggio, un alibi politico. Il progetto va portato avanti con trasparenza, coinvolgendo i cittadini, ascoltando il territorio e costruendo un percorso partecipato vero, come chiediamo da mesi. Chi governa non può continuare a muoversi in ritardo e a rincorrere gli eventi”.

“La sindaca Ulivieri — conclude Mauleha dimostrato ancora una volta di non saper leggere il quadro generale e di reagire con fastidio a qualsiasi stimolo politico esterno. Oggi i fatti la smentiscono. Noi continueremo, come sempre, a lavorare con serietà, senza slogan e senza nervosismi, nell’interesse del territorio, dei lavoratori e della comunità”.

La Cgil: “Soluzione positiva rivolta verso il futuro”

“L’accordo tra Nuova Solmine e Venator Corporate per acquisire l’impianto di Scarlino e il personale – dichiara Fabrizio Dazzi, segretario di Filctem Cgil Grosseto – dà nuove prospettive all’area industriale del Casone e salvaguarda un asset produttivo determinante del manifatturiero maremmano e toscano. Il lavoro svolto dai soggetti industriali coinvolti, e da istituzioni e sindacati, è stato positivo e va salutato come un successo condiviso. La ripartenza in tempi rapidi della produzione, inoltre, assume particolare rilevanza alla luce della crisi in cui versa il comparto della chimica di base in Europa, ma soprattutto in Italia. In particolare, sul nostro territorio, oltre a riprendere la produzione del biossido di titanio, sarà data una risposta fondamentale alle 200 famiglie dei dipendenti diretti e si creeranno le condizioni anche per la ripresa occupazionale dell’indotto”.

“Come Filctem Cgil – conclude Dazzi – abbiamo sin dall’inizio sostenuto che l’unica soluzione percorribile di questa crisi fosse proprio la cessione ad un nuovo soggetto imprenditoriale, che vedesse nell’impianto e nelle sue maestranze un’opportunità di sviluppo dell’attività tipica della fabbrica”.

La Cisl: “Passo avanti importante”

“Una svolta in cui speravamo – dichiara Gian Luca Fè, della segreteria generale di Femca Cisl Toscana – perché potrà mettere fine alla crisi della Venator e delle aziende dell’indotto, ma anche scongiurare un pericolo concreto che minacciava il futuro di Nuova Solmine”.

Le produzioni delle due aziende, infatti, sono legate e in questi ultimi anni di crisi di Venator, anche la Nuova Solmine ha dovuto fare i conti con un calo di produzione e con la ricerca di un mercato alternativo.

“Con l’acquisto da parte di Nuova Solmine – continua si scongiura il rischio di chiusura dell’impianto e si salvaguarda l’occupazione, dando una risposta importante ai problemi del Polo chimico di Scarlino, che è l’unico polo industriale della provincia di Grosseto. È evidente che da qui inizia un percorso, in cui dovranno essere valutati e garantiti una serie di elementi, a partire dall’individuazione dei siti di stoccaggio, passando per il piano industriale, le condizioni contrattuali dei lavoratori, ma l’incontro di oggi segna innegabilmente un punto di svolta di cui non possiamo che essere soddisfatti”.

“L’accordo di oggi – prosegue Fè – dimostra che il lavoro e l’impegno profusi da tutti i soggetti coinvolti abbiano dato i suoi risultati e per questo ringraziamo il Ministro Urso, che ha partecipato alla riunione ribadendo anche il valore aggiunto dal fatto che l’azienda acquirente sia italiana, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, tutti i sindaci dei territori interessati, ma anche la direzione di Venator Italy e della Nuova Solmine, che si è fatta carico di un lungo percorso. Se, come ci auguriamo, il progetto di acquisizione andrà a termine positivamente, il territorio potrà vantare un’impresa da 350 posti di lavoro, un indotto che impiegherà altrettanti lavoratori, andando a rinsaldare la solidità di un’area che è strategica per il Pil della provincia di Grosseto e della Toscana”.

“Siamo di fronte a un risultato che segna una svolta per lavoratori, famiglie e territorio – dichiara Simone Gobbi, segretario generale di Cisl Grosseto -. L’accordo presentato oggi apre finalmente una prospettiva industriale credibile dopo anni difficilissimi. Esprimo soddisfazione sincera e un forte apprezzamento per tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo punto. Ma voglio essere altrettanto chiaro: oggi iniziamo la fase più delicata. La Cisl Grosseto, insieme alle Rsu e alla Femca Cisl, seguirà con attenzione ogni passaggio della transizione, dal trasferimento dei lavoratori alla tutela degli inquadramenti, degli accordi di secondo livello e dei tempi di rientro dalla cassa integrazione. Per noi c’è un altro elemento fondamentale: oltre ai dipendenti diretti, ci sono lavoratrici e lavoratori che operano negli appalti della Venator, dalla mensa alle pulizie, dalla manutenzione agli altri servizi, che in questi anni hanno vissuto nella stessa incertezza. La tutela dei loro posti di lavoro sarà una nostra priorità assoluta. Nessuno deve essere lasciato indietro. La nostra soddisfazione non si trasformerà mai in disattenzione. Collaboreremo con spirito costruttivo, ma con determinazione e vigilanza, perché ogni impegno venga rispettato e ogni lavoratore trovi il suo posto nel futuro del polo industriale”.

L’Ugl: “Si vede luce in fondo al tunnel”

“Le parole pronunciate dal presidente Mansi di Nuova Solmine – secondo la Ugl Chimici -, sono state finalmente la luce in fondo al tunnel, che hanno riacceso la speranza dei lavoratori che ormai da troppo tempo stanno affrontando la cassa integrazione”.

Roberto Bocci, segretario provinciale Grosseto-Siena della Ugl Chimici, dichiara: “Le dichiarazioni odierne dei dirigenti di Nuova Solmine aleggiavano nell’aria da qualche settimana, ma non erano affatto scontate, con ansia stavamo aspettando l’ufficialità. In transazioni così importanti dal punto di vista economico a volte basta un niente per far saltare qualsiasi tipo di progetto. Certamente aver siglato un accordo preliminare vincolante da parte della Solmine ci dà delle certezze in più, che fino a ieri non avevamo”.

Daniele Barometri, della Rsu Ugl all’interno della Venator,  ribadisce “Stavamo aspettando da molto tempo che una società potesse rilevare il nostro stabilimento per permetterci di riprendere le attività, garantendo così stabilità e serenità a decine di lavoratori, sia dipendenti Venator che delle ditte appaltatrici. Crediamo che questa situazione di continua incertezza che abbiamo vissuto finora, non fosse più sostenibile, perché le famiglie hanno bisogno di sicurezze per programmare il loro futuro”

Roberto Bocci continua: “Sono convinto che durante tutto questo periodo ognuno, a partire dalle amministrazioni locali, abbia fatto la sua parte, ma penso che una profonda accelerazione si è indiscutibilmente avuta con l’intervento del Ministero. Oggi era presente anche il Ministro Urso, il quale ha valutato positivamente che un’azienda italiana intenda rilevare lo stabilimento della Venator e rilanciare l’intero polo industriale scarlinese”.

Roberto Bocci aggiunge: “Nei programmi presentati oggi, l’acquisizione di Venator Italy si dovrebbe concludere entro la fine dell’anno, per poi ripartire con una linea produttiva sin dai primi giorni del 2026. Questo permetterebbe alla maggior parte dei lavoratori di rientrare in fabbrica fin da subito, mentre un’altra rientrerebbe con il riavvio della seconda linea produttiva che è stato stimato possa avvenire dopo circa tre mesi”.

Daniele Barometri e Roberto Bocci concludono: “Esprimiamo forte soddisfazione per il risultato della vertenza Venator che ha tenuto con il fiato sospeso decine di dipendenti, ma che ha ripagato, chi come noi, ci ha creduto fino all’ultimo. Pensiamo che questo sia stato lo scatto definitivo che ci ha portato a guardare al futuro con maggiore serenità, adesso sarà più che mai importante per la società subentrante progettare il futuro sia dal punto di vista occupazionale che dal punto di vista ambientale, concentrandosi su progetti che possano dare longevità allo stabilimento”

La Regione: “Premiato il nostro impegno”

Va verso una soluzione positiva la crisi della Venator, storico insediamento produttivo di Scarlino, unico in Italia a produrre biossido di titanio. Dal tavolo che si è concluso oggi pomeriggio al Mimit a Roma, al quale ha preso parte anche il Ministro Adolfo Urso, emerge che sarà Nuova Solmine (gruppo Solmar) la nuova proprietà.

La società ha infatti firmato un accordo preliminare ma vincolante che prevede il superamento delle clausole sospensive e la firma dell’accordo per la cessione definitiva il 29 dicembre 2025. Oltre al salvataggio di tutti i lavoratori, circa duecento, attualmente in cassa integrazione.

Secondo le intenzioni presentate da Luigi Mansi, presidente di Nuova Solmine, la ripresa dell’attività produttiva è prevista per il prossimo 2 gennaio, con la riattivazione della prima linea e l’impiego dei primi 134 lavoratori; ad inizio aprile l’attivazione anche della seconda linea con il rientro a lavoro di tutti i circa duecento dipendenti attualmente in Cig. Si tratta di un’importante ripresa produttiva del sito, mentre ad oggi tutti gli stabilimenti produttivi di Venator in Europa sono fermi, anche per la situazione di procedura concorsuale della casa madre.

Sempre secondo Mansi, Nuova Solmine, oltre alla piena occupazione, sarà attenta alla ricerca per sviluppare nuovi sistemi per ridurre l’impatto ambientale dei reflui e alla proposta commerciale: acido solforico, ossido di tirano e energia elettrica senza co2. La nuova società sarà autonoma e controllata al 100%, poi dopo un piano triennale di rilancio si fonderà con Nuova Solmine.

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha sottolineato “il grande impegno profuso dalla Regione per arrivare ad una soluzione che fosse in grado di coniugare la ripresa produttiva, la salvaguardia dell’occupazione e quella ambientale. Abbiamo portato avanti un dialogo costante con tutti i soggetti coinvolti, riuscendo a ridare una prospettiva industriale chiara, investimenti importanti e garanzie ad un territorio ed una comunità che non potevano permettersi di perdere una realtà così rilevante”.

Gli fa eco l’assessore a economia, agricoltura e turismo Leonardo Marras: “Ritengo decisivo il ruolo che la Regione ha avuto in questa vicenda: non ci siamo mai arresi all’ipotesi della chiusura del sito. Abbiamo chiesto e ottenuto supporto al Governo, che ha affiancato la nostra azione alla ricerca di acquirenti seriamente interessati. Oggi finalmente possiamo ritenerci soddisfatti per l’esito. Oltre alla salvaguardia di occupazione e competenze, viene restituito un futuro a tutta la comunità maremmana”.

Secondo Valerio Fabiani, consigliere speciale del presidente Giani per lavoro e crisi aziendali, “è un’operazione importante perché oltre a salvare un sito produttivo e tutti i posti di lavoro, è maturata nel territorio ad opera di un’impresa che ha radici profonde in quella porzione di Toscana. Ma è fondamentale anche perché si prefigura come una vera operazione industriale volta a ricostruire un’intera filiera produttiva che è un pezzo fondamentale dell’industria chimica di base italiana”.

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