Castell’Azzara (Grosseto). Cinque fotografi amiatini raccontano l’Amiata, con un’attenzione particolare al territorio della zona di Castell’Azzara.
La mostra fotografica, allestita all’interno della Villa Sforzesca di Castell’Azzara, verrà inaugurata mercoledì 13 agosto alle 17, e sarà visitabile fino al 7 settembre, dalle 17 alle 20, tutti i giorni.
La mostra
Ma di chi sono gli occhi che hanno scelto le inquadrature, chi ha scattato le foto che verranno esposte?
Elenora Puggioninu di Castell’Azzara si divide tra il lavoro nel caseificio di famiglia e le altre sue passioni: artista poliedrica, dipinge, crea oggetti, fotografa sempre in prima linea per promuovere e far apprezzare il suo territorio. Le sue opere fotografiche raccontano ciò che si trova di fronte nelle sue giornate lavorative nei pascoli o nel bosco, le sue greggi, il mutare delle stagioni.
Daniele Badini di Castel del Piano, fotografo appassionato del territorio amiatino, predilige i paesaggi, ma da anni è impegnato anche nel racconto fotografico delle antiche tradizioni della “montagna”: la mietitura e trebbiatura del grano, la raccolta delle castagne, lo smacchio del bosco, i giochi popolari tradizionali.
Paolo Loli presenta due lavori sul paesaggio di Castell’Azzara, il primo inerente scorci del territorio, il secondo su un’interpretazione personale dell’autore sui boschi. Lavoro che è nato proprio nel territorio castellazzarese per poi essere sviluppato, ed ancora in sviluppo, su altri boschi italiani ed europei. Questo lavoro è presentato per la prima volta a Castell’Azzara, ma ha già avuto vetrine a livello nazionale ed internazionale in mostre d’arte e concorsi fotografici.
Ma l’Amiata è ricca anche di altre risorse ambientali. Il Gruppo speleologico ci condurrà negli ambienti sotterranei della grotta del Sassocolato con le sue formazioni carsiche, i chirotteri e l’atmosfera che si respira all’interno, mostrando aspetti poco conosciuti di questi ambienti particolari, con l’intento di farne scoprire tutta la bellezza.
Fabrizio Scasciafratti di Roma, ma amiatino di adozione, esplora e documenta un altro aspetto particolare concentrandosi sulla flora e sulla fauna acquatiche, ricordandoci che l’Amiata è anche una “montagna d’acqua”.
Gli occhi dei 5 fotografi raccontano un territorio bello ed unico come quello amiatino. E poiché gli occhi, si sa, sono le “specchio dell’anima”, le fotografie lasciano trasparire anche l’ attaccamento, l’amore degli autori per l’Amiata, di cui mostrano aspetti sconosciuti, pratiche dimenticate, con la speranza di stimolare una maggiore attenzione alla salvaguardia del territorio, delle sue tradizioni, delle sue radici.

