Gavorrano (Grosseto). Il gruppo consiliare “Noi, per Gavorrano!”, con Chiara Vitagliano (Fratelli d’Italia) come prima firmataria, ha presentato una mozione in Consiglio comunale per chiedere l’adozione di un regolamento comunale per la disciplina delle missioni e dei rimborsi spese agli amministratori.
attualmente, nel Comune di Gavorrano manca un regolamento specifico che disciplini in modo chiaro e puntuale le modalità con cui il sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali possono ottenere il rimborso delle spese sostenute per viaggi, trasferte e missioni istituzionali.
«Si tratta di una materia delicata — dichiara Chiara Vitagliano — perché tocca direttamente l’uso di risorse pubbliche e la fiducia che i cittadini ripongono negli amministratori. È doveroso stabilire regole precise, che garantiscano serietà e trasparenza, per evitare ogni possibile abuso e per proteggere il buon nome dell’Ente».
La proposta di regolamento si ispira a modelli già in vigore in Comuni come Parma e Grosseto ed è costruita in modo da prevedere che ogni missione istituzionale sia preventivamente autorizzata; che venga data priorità all’utilizzo di mezzi pubblici o comunali per gli spostamenti; che l’uso del mezzo proprio sia consentito solo in casi eccezionali e motivati; che le spese di viaggio e soggiorno siano rimborsate entro limiti rigorosi; che le richieste di rimborso siano corredate da una documentazione chiara e presentate entro termini ben definiti.
«Quello che chiediamo — prosegue Vitagliano — è un atto di responsabilità e di trasparenza. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono utilizzati i soldi pubblici, specialmente quando si tratta di spese legate agli incarichi istituzionali. È sorprendente che a Gavorrano, nel 2025, non ci sia ancora un regolamento che disciplini in modo chiaro questa materia. Noi vogliamo colmare questo vuoto normativo».
Il gruppo “Noi, per Gavorrano!” auspica che «la mozione venga discussa e approvata dal Consiglio comunale in tempi rapidi, con la più ampia condivisione tra tutte le forze politiche».

