Home Grosseto“Diritto al servizio mensa negato”: 50 dipendenti della Asl si rivolgono al Giudice del lavoro

“Diritto al servizio mensa negato”: 50 dipendenti della Asl si rivolgono al Giudice del lavoro

di Redazione
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Grosseto. “Nonostante il Contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del Comparto sanità non lascia dubbi all’interpretazione. Infatti, gli articoli 21 del contratto 2001 e 29 del contratto 2009 chiariscono che ‘le aziende, in relazione al proprio assetto organizzativo e compatibilmente con le risorse disponibili, possono istituire mense di servizio o, in alternativa, garantire l’esercizio del diritto di mensa con modalità sostitutive’ e che ‘hanno diritto alla mensa tutti i dipendenti, compresi quelli che prestano la propria attività in posizione di comando’”.

A dichiararlo, in un comunicato, è la federazione di Grosseto dell’Unione sindacale di base.

“Il dettato del contratto non lascia spazio a interpretazioni, ma niente di tutto quanto scritto è stato rispettato in passato e continua a non esserlo – continua la nota -. Il servizio mensa non è previsto negli ospedali della provincia per il personale che effettua il turno notturno e addirittura a Castel del Piano non è previsto nemmeno nei giorni festivi infrasettimanali e le domeniche. Tantomeno è stata attivata, come invece è stato fatto in altre aziende sanitarie toscane, una modalità sostitutiva di erogazione del pasto. Per porre fine a questa evidente violazione di una norma contrattuale, 50 lavoratrici e lavoratori, in maggioranza infermieri e operatori socio sanitari turnisti, si sono rivolti a Usb per far valere il loro diritto al servizio mensa. Sono arrivati a questa decisione perché le varie direzioni che si sono succedute alla guida della Asl Toscana Sud Est sono rimaste sempre sorde alle richieste, non per ultimo il tentativo di composizione bonaria fatto dai ricorrenti, su modulistica dell’avvocato Andrea Bartalucci del Foro di Grosseto che li assiste, per sollecitare la garanzia del diritto alla fruizione del pasto a tutto il personale”.

“Sabato 26 luglio quindi, permanendo il silenzio della direzione della Asl Toscana Sud Est, l’avvocato Bartalucci ha depositato presso il Tribunale di Grosseto il ricorso volto a ottenere il riconoscimento dell’equivalente del costo unitario dei pasti non goduti negli ultimi dieci anni. Analoga procedura sarà attivata con determinazione, se non ci saranno novità che sblocchino la situazione, anche nella provincia di Arezzo, ove ne ricorrano le condizioni. La giurisprudenza in merito alla mancata fruizione del servizio mensa è oramai ampiamente consolidata. Numerose sentenze, sia dei tribunali ordinari sia della Corte di Cassazione, vedono soccombere le aziende inadempienti e vedono riconoscere il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori – termina l’Usb -. Ci auguriamo che la nuova direzione della Asl Toscana Sud Est, nella figura del dottor Torre, si dimostri più sensibile e più attenta dei suoi predecessori e che si riconosca, anche prima del giudizio del Giudice del lavoro, il diritto alla fruizione del pasto per i ricorrenti e per tutto il personale che ne abbia diritto”.

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