Home AttualitàAntenna 5G, il comitato: “Collocazione frutto di distorta pianificazione urbanistica del Comune”

Antenna 5G, il comitato: “Collocazione frutto di distorta pianificazione urbanistica del Comune”

di Redazione
0 commenti 221 views

Grosseto. Il comitato per lo sviluppo sostenibile di Rispescia, rispondendo alle dichiarazioni del sindaco di Grosseto sull’impianto di telecomunicazione in corso di realizzazione nella frazione, intende precisare con fermezza che “la collocazione dell’antenna è innanzitutto il risultato di una pianificazione urbanistica distorta”.

“L’operatore ha agito nel rispetto delle previsioni cartografiche – dichiara il presidente del comitato, Carmine Caracciolo, ma sono proprio quelle mappe ad apparire viziate e incoerenti. Vedremo se il comportamento del soggetto attuatore è totalmente legittimo, ma il primo vulnus giuridico e logico risiede nella pianificazione approvata dal Comune. La cartografia allegata al Programma comunale degli impianti di eadiocomunicazione individua infatti come ‘zona consentita’ all’installazione l’intero centro abitato di Rispescia, inclusa la zona scolastica, senza applicare alcuna fascia di esclusione, nonostante il divieto contenuto all’articolo 6 Capo III delle norme Ttcniche di attuazione”.

“L’anomalia cartografica – prosegue Caracciolo – è evidente se confrontata con le mappe relative ad altre zone del Comune, in cui scuole, luoghi di culto o residenze protette risultano giustamente escluse. A Rispescia invece si è scelto di ignorare la presenza di una scuola primaria pubblica, oltre alla densità residenziale dell’area. A questo si aggiunge un ulteriore paradosso normativo: il Regolamento esclude espressamente dalle aree idonee all’installazione anche l’area contigua del Parco della Maremma, che circonda per intero la frazione, rendendo di fatto impossibile l’installazione in aperta campagna e costringendo gli operatori a collocare l’impianto a ridosso delle abitazioni”.

“Siamo di fronte – sottolinea il comitatoa una forzatura che ha rovesciato la gerarchia costituzionale dei valori, anteponendo la tutela del decoro paesaggistico alla protezione della salute e della vivibilità urbana, soprattutto in un contesto abitato da famiglie e bambini”.

Il comitato evidenzia anche “la mancata considerazione di un sito alternativo, già individuato nella mappa comunale come localizzazione consentita, a nord-est del centro abitato, poco distante, ma ben separato dalle abitazioni”.

“Ci chiediamo – aggiunge Caracciolose sia stata realmente valutata quest’area agricola, più compatibile con i principi di precauzione e di tutela sanitaria. Sarebbe utile sapere se sia mai stata proposta dal Comune o dal soggetto attuatore”.

Infine, il comitato richiama “un principio generale che sembra oggi tradito. Il Pnrr non può diventare un alibi per derogare a ogni valutazione urbanistica sensata. Al contrario, esso è nato per migliorare la qualità della vita dei cittadini, e non per compromettere la salute e la coesione delle comunità locali. Un uso maldestro o acritico dei fondi pubblici, oltre a creare tensione sociale, snatura lo spirito stesso della ripresa e resilienza”.

Lascia un commento

* Utilizzando questo form si acconsente al trattamento dati personali secondo norma vigente. Puoi consultare la nostra Privacy Policy a questo indirizzo

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ti potrebbero interessare

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: